Alimenti che contengono Vitamina A

La vitamina A (detta anche retinolo) non si chiama così per caso: è la prima delle vitamine che è stata identificata scientificamente, da qui l’uso della lettera A, prima lettera dell’alfabeto, per la sua identificazione e classificazione scientifica.

A cosa serve la Vitamina A?

È non di meno una vitamina molto importante per il corpo umano, intervenendo fattivamente nella capacità della vista, nella strutturazione degli epiteli e nel corretto funzionamento del sistema immunitario, favorendo la difesa dalle infezioni.  Come detto, è stata la prima vitamina liposolubile identificata alcuni caroteni detti provitamina A possono essere convertiti in vitamina A. infatti la vitamina A esiste in tre forme principali:

  • retinolo (alcool) vitamina A propriamente detta,
  • retinale (aldeide),
  • acido retinoico (retinolo).

In quali alimenti si trova la Vitamina A?

In genere si trova come forma pre-vitaminica in alcuni cibi vegetali (sono detti carotenoidi, e vengono trasformati in vitamina A detta retinolo nel fegato. Il carotenoide più comune nel cibo è il β-carotene), come vitamina A (o retinolo) si trova nelle carni animali. Introdotta dunque con l’alimentazione (il corpo umano ha bisogno almeno dei precursori per produrla), la vitamina A è trasportata nel plasma da una proteina-legante-retinolo con una concentrazione di 45-65mg/100ml e viene accumulata a livello del fegato dove i carotenoidi sono convertiti a retinolo.

Dal punto di vista microscopico, la vitamina A si presenta come cristallo liposolubile di colore giallo, ma come detto esiste anche in forma aldeidica (retinaldeide o retinale) e in forma acida (acido retinoico). Come molte sostante liposolubili, la Vitamina A ed i caroteni sono stabili a trattamenti termici moderati, ma sono distrutti ad alte temperature, dunque la cottura degli alimenti contenenti tale vitamina è da valutare attentamente.

Fonti primarie di vitamina A e caroteni sono il fegato suino e bovino, l’agnello, le anguille, il burro ed il tuorlo di uovo, il caviale, il tonno ed il gorgonzola, il mascarpone, le carote, gli spinaci, ed ancora albicocche, fagiolini, cicoria, prezzemolo, pomodoro, peperoncino, zucca gialla.

A cosa serve la Vitamina A?

La vitamina A è, come accennato prima, importante per la formazione del pigmento visivo, ma anche per la crescita e la proliferazione delle cellule dell’organismo, in particolari di quelle della cute; come cofattore è coinvolta nella sintesi di glicoproteine della membrana plasmatica, da qui dunque la necessità di un apporto costante.

La carenza di vitamina A (ipovitaminosi A)può infatti portare a disturbi non indifferenti:

  • deficit della visione notturna (cosiddetta cecità notturna),
  • xeroftalmia per cheratinizzazzione della cornea,
  • pelle secca,
  • ritardo nella crescita per riduzione dell’accrescimento scheletrico,
  • diminuita resistenza degli epiteli alle infezioni.

Quali sono i sintomi di eccesso di Vitamina A?

Il livello raccomandato di assunzione di vitamina A è di 700 RE/giorno per gli adulti maschi e 600 RE/giorno per le femmine, livello che aumenta nel caso di donna incinta a 350 RE/giorno. Scientificamente è noto anche il fenomeno di intossicazione da eccesso vitamina A (ipervitaminosi A) che si caratterizza per sintomi fastidiosi:

  • cefalea,
  • nausea,
  • vomito,
  • disturbi visivi,
  • sonnolenza alternata ad insonnia,
  • inappetenza,
  • prurito,
  • rush cutaneo,
  • febbricola,
  • alopecia,
  • secchezza delle labbra e della cute in genere,
  • dolori articolari diffusi.

Un eccessivo apporto di vitamina A può anche avere effetti teratogeni (causare cioè malformazioni al feto), dunque si raccomanda pertanto alle donne non solo in gravidanza ma anche in età fertile un dosaggio non eccessivo, da qui il consiglio di una alimentazione mediterranea varia ed equilibrata. Una supplementazione con integratori di vitamina A deve essere stabilita con un medico, in questi casi il fai da te può essere deleterio!