malessere della terraCondizionato notevolmente dagli effetti dell'era industriale e degli incrementi demografici, il nostro pianeta è giunto alla soglia del terzo millennio gravato dai problemi di grandi modificazioni ed alterazione degli equilibri eco-sistemici, in un quadro sociale di sempre più emergenti povertà e preoccupante conflittualità tra i popoli, a dispetto degli obiettivi della politica finanziaria internazionale dei paesi occidentali. In tale contesto il divario tra crescita e sviluppo dell'economia mondiale è sempre più ampio. Così globalizzazione ed innovazione tecnologica devono trovare le regole per far rientrare l'umanità verso sistemi più garanti dell'uguaglianza sociale di tutti. Oggi si assiste invece ad un forte impoverimento sociale (dignità) ed ambientale (biodiversità). Il mercato (quello delle merci e delle conoscenze) non può essere in antitesi né con le regole di democrazia (pari dignità), né con le regole di salvaguardia del patrimonio ambientale. Si pone allora per la politica una nuova frontiera di ordine etico (ideologico) e di inquadramento delle regole di tre fattori:

  1. Fattore Uomo
  2. Fattore Ambiente
  3. Fattore Sviluppo

La scienza, come progenitrice dell'etica dei valori pragmatici, deve essere conforme alle regole che hanno plasmato l'universo, le quali, decodificate, devono rinnovare e stabilire un quadro nuovo e diverso dei modelli economici e quindi politici. Lo sviluppo futuro dovrà conformarsi a nuove regole di responsabilità universali che siano coerenti nel rispetto dei diritti (individuali e collettivi) di ogni singola componente umana e naturale. Lo squilibrio generato (e solo oggi visibile) è stato provocato da una divaricazione tra le linee etiche proprie di due sistemi:

  1. Uomo - Ambiente
  2. Scienza – Tecnologia - Politica

Scienza, tecnologia e politica non possono non interessarsi dei "guasti" e dei "difetti" provocati da un improponibile sistema scientifico, tecnologico e politico degli anni passati. Questa tendenza all'integrazione di queste componenti è il vero messaggio innovativo della globalizzazione, che non conduce alla fine della storia ma alla riscoperta di quei valori che da sempre sono tra di noi. La scienza non deve abbandonare il luogo della ricerca ma non può essere "insensibile al grido di dolore" che ogni uomo ed ogni territorio in crisi manifesta. La tecnica non può più essere serva dei sistemi di efficienza finanziaria. La politica non può più inseguire esclusivamente l'obiettivo del P.I.L. Bisogna riappropriarsi di un'etica che sia innanzitutto salvaguardia e garanzia di un sistema in cui uomo ed ambiente si integrino a regole etiche già scritte. Una scienza ed una tecnica zoppa creano una politica cieca.

Una politica cieca crea uomini, creature, natura ed ambiente diminuiti. Un sistema diminuito non può produrre per i secoli a venire uno Sviluppo Sostenibile.  Lo Sviluppo Sostenibile non è dunque una mera applicazione di regole tecniche e di parametri entro cui operare; è molto di più: è l'obiettivo di democrazia del terzo millennio. A differenza degli animali, l’uomo non vive solo in un ambiente naturale, retto da leggi fisiche e biologiche, ma organizza anche un ambiente culturale in cui interpreta, controlla e modifica la natura. La cultura, intesa come insieme di valori, norme, modelli, simboli che caratterizzano un sistema sociale, finisce per dominare, ancor più della natura, l’esperienza di ogni essere umano.

Il vero mondo dell’uomo, infatti, più che quello naturale è quello culturale fatto di simboli e significati. La stessa natura viene ricreata dalla mente umana, assumendo i significati più diversi a seconda del soggetto. Dunque non esiste il mondo ma il “nostro mondo”, organizzato dalle nostre categorie conoscitive (Immanuel Kant). L’educazione può essere intesa proprio come un passaggio progressivo dell’uomo da “animale di natura”, legato al mondo biologico, ad “animale di cultura”, legato all’universo culturale: “L’uomo è l’unico essere in grado di passare dalla natura alla cultura” (Jacques Maritain). L’educazione, dunque, è lo strumento di continuità culturale tra individuo e società, poiché “L’istruzione è il frutto della partecipazione progressiva dell’individuo al patrimonio comune del genere umano” (John Dewey).

Chi non conosce la vera storia, che è nella sua natura una somma di storie e contingenze, è costretto a riviverle senza mai capirle” (Anonimo). Abbiamo sbagliato tanto nei confronti dell’ambiente, e questo ci sta ricambiando con la stessa moneta; è ora di cambiare.