Uomo che si guarda dentro lo slip

Tra gli uomini di età compresa tra i venti ed i trentacinque anni di età, il tumore al testicolo è l’evenienza tumorale più frequente: sembra assurdo ma è così, studi epidemiologici lo dimostrano.

Nel corso dell’ultimo secolo poi, l'incidenza dei tumori testicolari è aumentata considerevolmente, pur tuttavia il tasso di mortalità in assoluto è rimasto stabile o addirittura si può affermare con una punta di soddisfazione che è in diminuzione, grazie alla prevenzione ed al miglioramento delle tecniche terapeutiche (i tumori testicolari sono molto sensibili alla chemioterapia e sono curabili anche quando sono con metastasi).

Quali sono le tipologie di tumori ai testicoli?

Quasi il novantacinque percento dei tumori del testicolo deriva dall´epitelio germinale dei tubuli seminiferi ed il seminoma in assoluto costituisce la frazione istotipica più numerosa; altri istotipi (di tipo non seminomatoso) sono il carcinoma embrionale, il tumore del sacco vitellino, il coriocarcinoma ed infine i tumori non germinali, che costituiscono una percentuale irrisoria di tutte le neoplasie testicolari.

La possibilità di sviluppare il cancro del testicolo è di circa uno su duecentocinquanta casi circa ed il rischio di morire è molto basso (una possibilità su cinquemila). Il rischio di recidive per questi tumori è sempre presente, nello specifico il rischio di successive neoplasie al testicolo controlaterale sembra essere più alto negli uomini il cui tumore primario era un seminoma rispetto a quelli con tumori primari non seminomatosi.

Quali sono le cause di tumore testicolare?

Quando si parla di tumore al testicolo o cancro testicolare, si pensa sempre al perché: quali sono le cause. In sintesi le cause non sono note, si può parlare come spesso succede per diverse malattie di fattori di rischio genetici ed ambientali: analisi del braccio corto del cromosoma 12 [i (12p)] hanno portato alcuni scienziati a stabilire che i geni in questa regione sono importanti nello sviluppo di tumori delle cellule germinali, ma l’elemento è ancora oggetto di studio.

Certo è che i familiari di un paziente con tumore al testicolo hanno un maggior grado di probabilità di sviluppare la malattia, tant’è che vengono sottoposti a screening periodici, ma la conclusione di molti studiosi è che i fattori ambientali sono fondamentali per determinare il rischio per i tumori testicolari, anche se l'evidenza epidemiologica non sempre supporta un fattore di rischio specifico.

Genericamente si può affermare che sono più a rischio di questa malattia soggetti con storia di criptorchidismo, con pregresso primo cancro testicolare, con sindrome di Klinefelter, ittiosi cutanea, sindrome di Mullerian, sindrome da insensibilità agli androgeni (femminilizzazione testicolare), e disgenesia gonadica mista, infertilità, esposizione ambientale lavorativa a diverse sostanze chimiche, specie in ambito lavorativo, o uso di farmaci.

Sulla pratica di attività ricorrenti, come uso di cavallo, motocicletta o bicicletta, traumi locali o aumento anomalo e ricorrente della temperatura scrotale, i pareri scientifici non sono concordi, anzi vi sono molte diatribe sull’argomento. E importanti diatribe vi sono anche sull’uso della marijuana; alcuni studi scientifici hanno mostrato una stretta relazione tra uso di cannabinoidi e incidenza della malattia neoplastica, nello specifico uno studio sulla rivista "Cancer" ha evidenziato che in un gruppo di 369 uomini, fra diciotto e quarantacinque anni di età, quelli che consumavano la sostanza stupefacente spesso e per lungo tempo avevano un rischio di cancro doppio rispetto a chi non si era mai fumato neppure uno spinello…

Quali sono i sintomi del tumore testicolare?

Dal punto di vista clinico, la malattia si manifesta con segni e sintomi caratteristici: presenza di un gonfiore indolore o di un nodulo sul testicolo adeso alla struttura, che ovviamente modifica la sua forma e volume rispetto al contro laterale, presenza di dolore sordo o sensazione di pesantezza nel basso addome, specie per posture erette prolungate o durante attività pliometriche (corsa e balzi), presenza (occasionale) di ematoma in sede, improvvisa formazione di liquido nello scroto, sangue nelle urine, ingrossamento dei linfonodi in sede o anche distalmente (linfoadenomegalia). Molto utile è l'auto palpazione dei testicoli.

Quando il tumore si presenta in forma metastatica si può anche avere anoressia, nausea e altri sintomi gastrointestinali, con perdita di peso, mal di schiena recidivante (specie per ingrossamento dei linfonodi retro peritoneali), tosse, dolore al torace, emottisi, e dispnea (per ingrossamento dei linfonodi in sede mediastinica o per metastasi polmonari). Se la metastasi colpisce il tessuto nervoso possono essere presenti sintomi neurologici; il dolore osseo è raro, possibile la ginecomastia (alcuni tumori testicolari delle cellule germinali producono gonadotropina corionica umana o beta-hCG, come il coriocarcinoma, che accrescono appunto il seno).

Come si diagnostica il tumore testicolare?

La sovrapproduzione di hCG può causare anche ipertiroidismo. Una diagnosi tempestiva e un precoce trattamento sono necessari per garantire la sopravvivenza del paziente. La visita medica ed un adeguato esame obiettivo dei testicoli sono già elemento importante per una prima ipotesi diagnostica, cui si devono affiancare esami strumentali ed ematici:

  • dosaggio di alfa-fetoproteina e gonadotropina corionica umana (beta-hCG), lattato deidrogenasi (LDH)
  • ecografia dei testicoli
  • tomografia computerizzata (TC) dell'addome e della pelvi
  • Radiografia del torace

Meno utili sono la risonanza magnetica dell’addome e dello scroto, mentre la tomografia ad emissione di positroni (PET) è di utilità nella valutazione delle masse residue post-terapia.

La linfoangiografia è attualmente raramente usata per valutare il coinvolgimento linfonodale microscopico. I pazienti con una massa testicolare oncologica devono essere sottoposti a un orchifunicolectomia radicale, anche per permettere la valutazione istologica del tumore primario e per fornire il controllo locale del tumore.

Quali sono le terapie per il tumore testicolare?

Se nella stadiazione patologica della malattia si evidenziano metastasi, all’intervento chirurgico appena indicato si deve associare una chemioterapia e una radioterapia. Generalmente il cancro del testicolo è classificato nei seguenti stadi:

  • stadio I, con tumore che è circoscritto al testicolo;
  • stadio II, con il tumore che è diffuso ai linfonodi dell'addome;
  • stadio III, con il tumore che si è metastatizzato a distanza, in organi quali polmoni, il fegato e l’osso.

La radioterapia usa radiazioni dei raggi X per uccidere le cellule tumorali, e viene somministrata dall’esterno del corpo, attraverso un acceleratore lineare. La chemioterapia invece si basa sull’uso di farmaci capaci di uccidere le cellule tumorali ovunque esse si trovino: il protocollo standard di chemioterapia è definito PEB (cis-Platino, Etoposide, Bleomicina).