Il triptorelin, o triptorelina (nome commerciale triptorem, trelstar, triptodur) è un farmaco di sintesi, dunque una molecola elaborata in laboratorio, che mima una azione ormonale. Dunque il triptorelin è un tipo di terapia ormonale che agisce interferendo con la produzione o con l’azione di particolari ormoni, inibendo di conseguenza l’azione stimolante degli stessi su organi bersaglio.

Questo farmaco nasce principalmente per il trattamento di tumori che sono notoriamente ormono-sensibili, tra questi il carcinoma della prostata ed il carcinoma della mammella. Gli ormoni sessuali hanno una azione di crescita su questi tumori, quindi nasce l’idea di un ormone “antagonista” capace di rallentare la crescita del tumore stesso. Il cancro alla prostata dipende dal testosterone per crescere, dunque la triptorelina può ridurre il cancro o rallentarne la crescita negli uomini così come nelle donne, impedisce alle ovaie di produrre estrogeni e dunque riduce la crescita del carcinoma mammario. Dal punto di vista biochimico la triptorelina è un bloccante dell'ormone che rilascia gonadotropine, dunque abbassa il livello di testosterone (l'ormone sessuale maschile) ed arresta il rilascio dell'ormone lutenizzante dalla ghiandola pituitaria.

come si usa

La triptorelina si somministra su prescrizione dello specialista come iniezione per via intramuscolare di solito una volta al mese (ogni quattro settimane). Gli effetti collaterali sono possibili, con comparsa di rossore intorno al sito di puntura, ma le reazioni ai farmaci variano da individuo a individuo. Effetti collaterali comuni nell’uso di questi farmaci sono

  • Tumor flare: intensificazione del dolore osseo, con difficoltà a urinare nel caso di tumori prostatici con il temporaneo aumento della massa tumorale, nella donna diminuzione della libido, turbe mestruali e secchezza vaginale. Queste manifestazioni sono abitualmente transitorie e scompaiono in genere entro una o due settimane dall'inizio della terapia.
  • Vampate di calore (in genere lievi e tendono a scomparire col tempo)
  • Diminuzione del desiderio sessuale e impotenza sessuale.
  • Dolore o gonfiore delle mammelle (negli uomini si può manifestare ginecomastia)
  • Nausea e vomito (in genere lievi e transitorie).

Negli ultimi anni la terapia di deprivazione androgenica è considerato un trattamento di rilievo (anche se spesso palliativo) per gli uomini con carcinoma prostatico e per il carcinoma mammario; l'agonista del GnRH, la triptorelina, è una terapia ormonale che ha dimostrato efficacia e sicurezza negli studi clinici su pazienti con malattia non metastatica o metastatica localmente avanzata. Nonostante l'inevitabile progressione verso il carcinoma prostatico resistente alla castrazione nella maggior parte dei pazienti che ricevono la terapia di deprivazione androgenica, il monitoraggio dei livelli di testosterone deve migliorare nella pratica di routine e i medici non devono trascurare i benefici di una continua deprivazione androgenica, anche se per migliorare i risultati di sopravvivenza, rimane la necessità di personalizzare i regimi di trattamento con nuovi agenti ormonali. Una sempre maggiore e discutibile applicazione di triptorelina nella pratica clinica riguarda il trattamento della pubertà precoce centrale, una condizione per cui i bambini entrino nella pubertà troppo presto, con conseguente crescita ossea più rapida del normale e sviluppo di caratteristiche sessuali nei bambini di età pari o superiore a due anni. Su questo fatto ci sono molti dubbi e perplessità da parte della comunità scientifica: pareri contrastanti evidenti consigliano prudenza nell’uso di questi ormoni in bambini.