Il controllo dei battiti cardiaci è indispensabile nell'attività spotiva

Dunque alla luce di quanto detto, i rilevamenti che l'atleta può fare sulla sua performance possono essere riconducibili a test da campo in cui si valuta la prestazione atletica e la frequenza cardiaca. In base a ciò che si vuole analizzare si distinguono dunque:

  1. Test per analisi delle capacità anaerobico alattacide - forniscono informazioni sulla capacità dell'atleta di svolgere un lavoro massimale facendo ricorso alle sole fonti energetiche ATP-CP (Adenosintrifosfato- Fosfocreatina), in assenza dunque di ossigeno e di produzione di acido lattico e con valutazione di parametri come la forza.
  2. A questo gruppo appartiene il test dei sessanta metri,  che si esegue cronometrando il tempo impiegato per percorrere la distanza di 60 metri alla massima velocità con partenza da fermo. A questo gruppo appartengono poi test che valutano specifiche capacità di forza, come il test del salto triplo da fermo, in cui il soggetto effettua tre salti successivi a piedi nudi (attraverso un metro viene misurata la lunghezza complessiva dei tre salti così da usare la distanza registrata come unità di misura della potenza degli arti inferiori dell'atleta) e il test di Abalakov per la cui effettuazione occorre una piastra metallica fissata sul terreno, munita, al centro, di un foro nel quale può scorrere liberamente una fettuccia metrica: l’atleta avvolge in vita una cintura alla quale viene collegata la fettuccia metrica, effettua un salto in alto da fermo e la misura data dalla differenza tra i valori letti sul nastro prima e dopo il salto fornirà una idea della capacità di forza esplosiva del soggetto. Una alternativa al test di Abalakov e il test Sergeant: si appende al muro un tabellone graduato con le varie altezze, si fa appoggiare ad esso un atleta che esegue i vari tipi di salto. A piedi uniti, gambe, braccia e mani completamente distese, l'esaminatore fa un segno in corrispondenza dell'altezza raggiunta dai polpastrelli dell'atleta quindi, flettendo le ginocchia, ma tenendo sempre i piedi uniti, l'atleta effettua uno slancio con braccia distese in alto, per toccare la parete con la punta delle dita che - precedentemente “sporcate” con polvere bianca - lasceranno un segno sulla parete. Si potrà dunque calcolare la differenza tra i centimetri segnalati sul tabellone o muro dal tocco della mano dell’atleta in salto con i centimetri che riesce a toccare stando in piedi contro il muro con le braccia distese in alto ottenendo così l’elevazione. Un test molto usato anche in Medicina dello Sport, per accertamento della idoneità sportiva agonistica è il test di Nittoli: è uno skip test, molto adatto negli adolescenti, che consiste in una corsa sul posto a ginocchia alte (coscia sempre oltre la linea orizzontale con la frequenza di due appoggi al secondo) per 120 secondi, poi si riposa 1 minuto, quindi si contano i battiti del cuore per 30”, infine si valuta il valore ottenuto con il punteggio I.R.I. (Indice di Recupero Immediato).

  3. Test di analisi della capacità anaerobica alattacida e lattacida insieme: sono test in cui si analizzano parametri come la forza e la capacità metabolica dell’atleta di compiere lavoro in condizioni iniziali di assenza di ossigeno e di produzione di acido lattico e, nel proseguo, anche in condizioni di produzione di acido lattico. A questo gruppo appartiene il test dei trecento metri, in cui si valuta la resistenza alla velocità (la resistenza alla velocità subisce un miglioramento con il progredire dell'allenamento); il test consiste nel coprire alla massima velocità possibile una distanza di 300 metri, con partenza da fermo, cronometrando il tempo impiegato. Insieme a questo bisogna poi ricordare il test di Wingate, molto adatto per i ciclisti ed i velocisti, che consiste in un esercizio sopramassimale al cicloergometro con freno meccanico (la resistenza si calcola in funzione del peso corporeo) eseguito per 30 secondi. La frequenza della pedalata (rotore per minuto, rpm) è registrata durante l'intero test. Con questo test si possono determinare il picco di potenza, indice orientativo della capacità dei muscoli degli arti inferiori di sostenere uno sforzo sovra-massimale, e la potenza media, ritenuta un indice di resistenza ad un esercizio sovra-massimale. Le prove sportive che richiedono uno sforzo quasi esclusivamente anaerobico/lattacido sono in genere molto brevi e nell'atletica leggera anche le corse su 100, 200 e 400 metri possono fornire informazioni importanti. Quella dei 400 metri è particolarmente la più impegnativa perché richiede di sostenere lo sforzo anaerobico quasi per la durata massima possibile (gli appassionati parlano del famigerato giro della morte in quanto 400 metri corrispondono ad un giro di pista!).
  4. Test di analisi della capacità aerobica: a questa categoria appartiene il test di Cooper, molto comune tra gli atleti che praticano la corsa o attività similari, che consiste nel determinare la distanza percorsa, correndo o marciando, in un tempo di dodici minuti o nella misura del tempo necessario per percorrere un miglio; una sua variante è il test dei sette minuti alla massima costante velocità possibile. Un altro test comune è il Harvard step-test (HST), usato spesso in medicina dello sport come test per valutare la funzione cardiovascolare e dunque definire la idoneità sportiva di un atleta, che si basa sulla misurazione della resistenza di un soggetto (con la durata del test) e la sua frequenza cardiaca alla salita e discesa da uno sgabello di 35-50 cm di altezza. Il soggetto sale e scende dallo scalino al ritmo di trenta cicli completi per minuto fino all'esaurimento delle sue capacità di resistenza (e comunque non oltre i cinque minuti). Durante il periodo di recupero dopo l'esercizio, si registra il numero di pulsazioni tra il 60° ed il 90° secondo dalla fine della prova. Questo valore viene inserito in una formula (IRI) che consente di classificare il soggetto in base alla massima potenza aerobica: IRI = 100 x  durata dell'esercizio (in secondi) / 5,5 x numero pulsazioni 60°-90° recupero. Si distinguono così sulla base di questa formula soggetti in “cattive condizioni fisiche” (IRI<50), soggetti in “medie condizioni fisiche” (IRI tra 50 ed 80), soggetti in “buone condizioni fisiche (IRI>80). Molto simile all’harvard step test è il test di Margaria, che consiste nella salire e scendere da uno scalino di altezza variabile, ad una frequenza regolata da un metronomo. Il test per adulti viene effettuato con uno scalino alto tra 30 e 40 cm, in base alla statura di chi viene sottoposto al test, ad una frequenza di 15 e 27 cicli per minuto (o 25 per lo scalino di 40 cm), per la durata di 3-4 minuti, registrando i valori di frequenza cardiaca a equilibrio. Noti i due valori e l'età del soggetto, è possibile determinare il valore di VO2 max da tabelle di riferimento. Un altro test molto usato è il test di Conconi (dal nome dal medico che lo ha ideato, Francesco Conconi), che misura le variazioni di frequenza cardiaca al variare del carico di lavoro; effettuato spesso in laboratorio (su tapis roulant o cyclette) o in pista, espone lo sportivo ad uno sforzo di intensità crescente, sì da rilevare e correlare i valori di velocità e di frequenza cardiaca. Tutti i punti, messi su un grafico, permetteranno di evidenziare una retta che ad un certo punto va incontro ad una flessione che indicherà, con una certa precisione, la soglia anaerobica. Infatti la frequenza cardiaca cresce in modo lineare fino ad un certo punto, oltre il quale cambia inclinazione. Il test può continuare fino ad esaurimento muscolare con la rilevazione della soglia anaerobica.

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