macchinario per la Tecar terapiaLa TECAR è una forma di terapia strumentale che riattiva i naturali processi riparativi e antinfiammatori senza proiezione di energia radiante dall'esterno. I tempi di recupero con la tecarterapia si riducono sensibilmente.

La tecnica, nata circa una quindicina di anni e sempre più affinatasi, vede l’applicazione in campo biologico del principio fisico del condensatore, sollecitando i tessuti ed agendo dall'interno, senza dissipazioni di energia su tessuti (ad esempio la cute). La tecnica garantisce tempi ridotti di recupero (in alcuni casi anche del 50%), risultati immediati e soprattutto stabili, perché basati sulla stimolazione e il rafforzamento delle intrinseche capacità riparative dei tessuti. Già dopo la prima applicazione si possono constatare effetti favorevoli. Infatti, il sollievo dal dolore è immediato, la mobilitazione è raggiunta più facilmente, la soddisfazione psicologica del paziente è manifesta.

La tecnica trova applicazione nella riabilitazione da postumi di interventi chirurgici di ricostruzione dei legamenti, già dopo alcuni giorni dall’intervento, e nelle distorsioni di ginocchio e di articolazioni in genere, ma le applicazioni in ambito sportivo e riabilitativo sono ampie: contusioni, stiramenti e strappi, miositi, tendinite e peritendiniti, etc… Qualche limite pare averlo, in termini di recupero funzionale, nelle inserzioni tendinee sull’osso (entesopatie),  come ad esempio nel morbo di Osgood-Schlatter o nella artropatia della sinfisi pubica (la forma peggiore di pubalgia), tuttavia la documentazione scientifica appare contrastante in tal senso.

Caratteristiche salienti di questa tecnica sono l’efficacia, l’omogeneità, la focalità di azione e la sostanziale innocuità, consentendo tempi di recupero con tecarterapia ridotti rispetto al recupero naturale. La TECAR si basa sulla possibilità di trasferire energia biocompatibile ai tessuti lesi, senza alcuna somministrazione dall'esterno, ma inducendo dall'interno le cosiddette correnti di spostamento attraverso il movimento alterno (500.000 volte al secondo) delle cariche elettriche che, sotto forma di ioni, sono costituenti essenziali di ogni substrato biologico. Nei sistemi a proiezione radiante dall'esterno (radar-terapia, terapia ad infrarossi, etc…), oltre l'80% dell'energia viene dispersa già nel primo strato cutaneo, con conseguente surriscaldamento dello strato cutaneo e inefficacia dell'azione a livello profondo.

Grazie alla modalità tecnica con cui viene trasferita l'energia, la TECAR terapiasi caratterizza da una curva di degrado molto vicina a quella del modello ideale: questo depone per un'efficacia terapeutica in grado di raggiungere anche i tessuti profondi. L'incremento della temperatura si genera dall'interno della bio-struttura, per effetto delle correnti di spostamento che dalle zone periferiche si concentrano verso l'area di applicazione. L'intensità di queste correnti è indipendente dall'aspetto resistivo del tessuto, perché è connessa alla forza di attrazione esercitata dall'elettrodo attivo della TECAR che viene impostata dal generatore. Nell'area di richiamo sottostante l'elettrodo, l'intensità della corrente risulta dunque costante e, conseguentemente, è anche la temperatura generata. L'effetto biologico dato dall'attrazione delle cariche verso l'elettrodo attivo mobile si sviluppa esclusivamente nella zona d’applicazione.

Questo permette di essere molto precisi nel trattamento e, agendo sulla potenza erogata, di escludere quelle aree - anche molto prossime - per le quali sussistono delle controindicazioni. La TECAR associa due modalità, resistiva e capacitiva, che agiscono in modo selettivo e complementare.

  • Modalità Capacitiva: agisce specificatamente sui tessuti molli (muscoli, sistema vascolo/linfatico, eccetera), e l'elettrodo attivo è isolato elettricamente e la funzione condensatore viene svolta dalla parte metallica dell'elettrodo e dal tessuto stesso che rappresenta la seconda armatura del modello teorico.
  • Modalità Resistiva: il trattamento coinvolge esclusivamente i tessuti a maggiore resistenza (ossa, cartilagini e grossi tendini, aponeurosi) e permetterebbe di risolvere il danno biologico in tutte le forme di patologia cronica caratterizzata da degenerazione e fibrosi. Nella modalità resistiva l'elettrodo mobile non è rivestito da materiale isolante e svolge solo un'azione di richiamo delle cariche libere del tessuto.

Le correnti di spostamento, espressione della reazione vitale al trattamento, si sviluppano in questo caso a ridosso dei tessuti a più alta resistenza (ossa, tendini e cartilagini), assumendo una funzione isolante analogamente al dielettrico del modello teorico.

Uniche condizioni cliniche che sconsigliano l’uso terapeutico di questo macchinario sono: la gravidanza, la presenza di masse tumorali o infezioni, l’uso di pace-maker; in tutti gli altri casi i tempi di recupero con la tecarterapia dopo un infortunio si riducono sensibilmente.