DietaSono a dieta ma non dimagrisco? È la domanda che si pongono sempre più donne e uomini che fanno sacrifici a tavola per raggiungere il peso forma. Sono in molte quelle persone che, alla ricerca di una risposta a questa domanda, si dedicano a ricerche sul web o alla lettura di articoli di giornali non specializzati.

Quello che trovano è spesso una nuova dieta, magari più rigida o bizzarra di quella precedente: la dieta del minestrone, quella della verdura, quella dei frullati o quella dei limoni.

Alcune di queste diete sono pensate sulla base di informazioni scientifiche e nutrizionali, altre, le più dannose, sono totalmente arbitrarie e basate esclusivamente sul concetto che meno calorie assumo, più chili dovrei perdere. Per questo si sentono sempre più spesso esperti e nutrizionisti sconsigliare le diete fai da te: spesso inutili, a volte dannose per la salute e spesso motivate più da un interesse economico che da un reale intento di migliorare la salute di chi le segue.

Purtroppo, perdere peso e restare in salute non è così semplice come sembrerebbe. La risposta alla nostra ricerca di benessere e bellezza potrebbe invece essere nel profilo genetico di ognuno di noi. L'organismo di ciascun individuo, infatti, possiede caratteristiche uniche e distintive. Prendiamo ad esempio due soggetti che seguono la medesima dieta, povera di grassi saturi. I due limiteranno quindi il consumo di burro, carni bovine o formaggio. E' probabile che uno dei due soggetti tenderà a perdere peso con più facilità mentre l'altro avrà probabilmente maggiori difficoltà a raggiungere il peso forma.

Questo accade perché alcuni soggetti assimilano con maggiore facilità i grassi saturi e quindi, quando ne limitano il consumo nella dieta, ottengono risultati migliori. Invece, nei soggetti che, per esempio, assimilano con maggiore facilità i carboidrati, limitare il consumo di grassi saturi si rivelerà una tecnica non altrettanto vincente. Ma come si può fare per sapere quali sostanze l'organismo assimila più facilmente? È la scienza che ci viene in soccorso: un test genetico, infatti, può essere molto utile nel definire in maniera precisa la sensibilità del nostro organismo verso una sostanza piuttosto che un altra (carboidrati piuttosto che grassi). Gli esiti di un test genetico danno importanti e precise informazioni su di noi, che il nostro nutrizionista (o qualsiasi altra figura specializzata del settore medico-nutrizionale) utilizzerà per creare una dieta tarata appositamente su noi stessi.

Viene da chiedersi se il test genetico sia complicato, doloroso o invasivo: niente di tutto questo. Si tratta semplicemente di prelevare un campione di saliva attraverso un apposito tampone, molto simile a un cotton fioc. Una volta effettuato il prelievo, il campione dovrà essere spedito a un laboratorio che effettuerà l'analisi genetica e che fornirà i risultati.

A questo punto la persona che ha eseguito il test genetico porterà gli esiti ricevuti allo specialista, che avrà quindi a disposizione un utilissimo strumento per la preparazione di una dieta personalizzata e quindi, con tutta probabilità, molto più efficace rispetto a qualsiasi altra dieta generica.

Per maggiori informazioni www.sorgentegenetica.it