HAmburger Coca Cola e patatine

Ad inizio di ogni anno ci sono i buoni propositi di tutti di mettersi a dieta: chi per perdere qualche chilogrammo preso per le feste, chi per smaltire anni di inattività e sregolatezza alimentare. Nulla di nuovo sotto al sole, come normale è che in questo periodo riviste, media, libri, si affannino a divulgare cosa e come mangiare e bere.

Cosa è lo smart food diet?

Un argomento molto in voga è quello della smart food diet che, nei fatti, é un progetto commerciale, che tuttavia parte da premesse biologiche, scientifiche, sociali ed economiche assolutamente valide.

Il principio di base è: dobbiamo mangiare per vivere, ma dobbiamo mangiare meglio. Per farlo i promotori della smart food diet propongono innanzi tutto una sorta di training autogeno, basato sul mettere in discussione il proprio modo di alimentarsi partendo dal presupposto che "tu sei quel che mangi".

Sei di tendenza? Mangi vegano o esotico. Sei celiaco? Allora da malato mangi senza glutine, e così via. Non sono affermazioni buttate lì, ma sono il frutto di analisi scientifiche serie: faccio un esempio. Sulla rivista scientifica JAMA (non è Topolino e neanche un giornale qualsiasi) un gruppo di ricercatori americani della Rutgers New Jersey Medical School ha verificato che lo 0,58% della popolazione statunitense aveva la malattia celiaca, ma l'1,69% della popolazione aderiva ad una dieta priva di glutine (tre volte tanto!). Ciò significa che più persone, non malate, evitava il glutine pur se non richiesto da medici, usando i prodotti esposti nei supermercati. Cosa significa questo? Che c'è una crescente popolarità delle diete prive di glutine non giustificata da alcun aumento della celiachia clinicamente dimostrata, segnale dunque che c'è un aumento significativo della gamma di prodotti senza glutine senza alcun incremento dei malati: una evidente volontà manifesta del mondo aziendale di fornire prodotti che alimentano una moda passeggera.

Il boom del mercato degli alimenti senza glutine, causato dalla demonizzazione del glutine, ha portato a grandi miglioramenti negli alimenti privi di glutine in termini di disponibilità e appetibilità, che è davvero vantaggioso per chi soffre di celiachia con una legittima intolleranza al glutine, ma i presupposti per cui li usano anche i "non malati" non vi sono. Ciò significa che la gente mangia senza senso, seguendo indicazioni di social o di media prezzolati che non ti informano sul fatto che se non sei malato di celiachia, privarti di glutine o di alimenti che lo contengono significa anche privare il tuo corpo di nutrienti chiave tra cui calcio, ferro, fibre e alcune vitamine del gruppo B… cose di non poco conto, no!?

La disinformazione è la chiave di lettura di questa diffusione spasmodica di nuove forme di dieta per dimagrire o per stare semplicemente bene e vivere a lungo. La dieta Smartfood propone

  • cibi che dialogano con il Dna,
  • cibi che imbavagliano i geni dell'invecchiamento (gerontogeni),
  • cibi che mimano il digiuno.

Le informazioni su cui si basa la dieta smart food sono quelle che provengono dalla nutrigenomica: diversi principi alimentari contenuti in alcuni cibi sono in grado di arrivare al nucleo delle nostre cellule, interagendo con il DNA e dunque influenzando la crescita cellulare, nel bene e nel male. Diversi studi hanno infatti messo in evidenza che alcune sostanze di alcuni alimenti attivano i geni che allungano la vita, bloccando invece i geni che invecchiano l'organismo.

Si parla dunque di gerontogeni (geni dell'invecchiamento) che si "attivano" dopo pasti abbondanti ordinando un immagazzinamento di energia attraverso l'accumulo di grasso ed "eugeni", i geni che in carenza di cibo, si attivano a scapito dei gerontogeni imponendo il consumo dei grassi accumulati ed avviando processi di riparazione tessutale e di riorganizzazione strutturale. Dunque, quando si parla di smart food, basta andarsi a leggere qualche buon articolo di nutri genomica e si scoprirà che mangiare in fast food, eccedendo in grassi animali e zuccheri fa male, mentre alimentarsi con dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura, ortaggi e cereali fa bene … nulla di nuovo sotto a questo cielo.