donna che correSindrome della loggia anteriore definita anche come "sindrome compartimentale anteriore", è una condizione patologica clinica vascolare e muscolare che si può presentare in due forme:

  • forma cronica, che colpisce atleti di tutte le discipline sportive;
  • forma acuta, generalmente più comune in atleti che praticano sport di lunga durata (come la corsa, la marcia, il triathlon, eccetera), soprattutto coinvolgendo atleti che presentano in genere una muscolatura particolarmente più sviluppata ed ipertrofica.

Statisticamente l'atleta tipo colpito dalla sindrome della loggia anteriore presenta le seguenti caratteristiche anamnestico-cliniche:

  • attività di fondo
  • scarsi intervalli di recupero tra una gara e l’altra o nell’ambito degli stessi allenamenti
  • corsa digitigrada (corrono dunque prevalentemente sulle punte)
  • utilizzo di circuiti di allenamento con pendenze discrete (corse in salita quindi).

Questo quadro clinico coinvolge i muscoli che nella gamba si localizzano nella "loggia anteriore": il muscolo tibiale anteriore, il muscolo estensore lungo delle dita, il muscolo estensore lungo dell’alluce e il muscolo peroneo anteriore.

Sintomi e segni clinici sono caratteristici: senso di tensione ed indurimento in sede muscolare, che limita l'atleta nello sforzo o, nei casi più gravi, lo induce a sospendere l'attività, dolore al termine dello sforzo (spesso riferito come bruciore), a riposo o evocato dalla pressione sui muscoli interessati, ipertermia delle aree interessate con edema, riduzione della forza dei muscoli coinvolti.

La causa di questa sindrome nella forma acuta è da ricercarsi nella ischemia (riduzione di afflusso di sangue) transitoria dei muscoli della loggia anteriore determinata dalla compressione che gli stessi muscoli esercitano durante lo sforzo sui vasi sanguigni, che risultano inglobati all’interno della loggia; nella forma cronica invece la causa è data da sollecitazioni costanti eccessive e prolungate del muscolo tibiale anteriore e delle sue giunzioni miotendinee.

Nella sua definizione clinica è importante fare diagnosi differenziale con altre patologie che possono dare una sintomatologia simile come le arteriopatie e le vasculopatie in genere, le fratture da stress, le periostiti e le sindromi canalicolari. Nella definizione diagnostica valido ausilio è rappresentato dall’ ecografia muscolo-scheletrica che permette di identificare la flogosi ed i muscoli coinvolti, e dall’esame ortostatico-baropodometrico, che consente di evidenziare i carichi plantari e, quindi, verificare se vi sono alterazioni posturali tali da indurre sollecitazioni eccessive sulle aree avampodaliche con proiezione in avanti del baricentro corporeo. La valutazione del passo o del gesto sportivo con baropodometro rappresenta spesso un elemento diagnostico importante, poiché consente di verificare eventuali elementi biomeccanici predisponesti alla patologia che è a decorso benigno, ma può essere invalidante, limitando significativamente l’attività sportiva e le prestazioni.

In fase acuta, servono evidentemente:

  1. riposo
  2. ghiaccio
  3. farmaci anti-infiammatori
  4. farmaci vasodilatatori.

Nelle forme più aggressive è indicata la fisioterapia (bisogna prediligere terapie fisiche come il Laser, gli ultrasuoni e la T.E.C.A.R.).

La ripresa dell'allenamento, in modo corretto, con calzature idonee, talora con ortesi plantari che modificano il carico corporeo al suolo, evitando carichi eccessivi in sede anteriore, può essere indicata dopo qualche giorno.

L'intervento chirurgico per la sindrome della loggia anteriore è da considerare nei casi resistenti a trattamento conservativo e fisio-kinesiterapico, come ultima soluzione. La fasciotomia decompressiva, nelle forme croniche, con l’asportazione di alcune porzioni muscolari (quei segmenti già atrofizzati e/o necrotici) è una tecnica chirurgica da considerare solo in casi estremi, quando la qualità di vita è notevolmente compromessa anche negli atti quotidiani, per consentire nuovamente al muscolo di espandersi senza compressione sulla struttura vascolare.