Rappresentazione di una trombosi venosa alle gambe

Indicata anche con l’acronimo APS, la sindrome da anticorpi antifosfolipidi è una malattia autoimmune in cui patologie vascolari si ripetono continuativamente a seguito di un disturbo del sistema immunitario che aggredisce l’apparato vascolare.

Come si manifesta la sindrome da anticorpi antifosfolipidi?

Le manifestazioni cliniche della malattia sono varie e legate ad alterazioni del letto vascolare: tra le manifestazioni maggiori sono da ricordare le trombosi venose, specie le vene profonde delle gambe, ma sono possibili anche trombosi delle polmonari, della vena cava inferiore, trombosi delle vene renali ed epatiche, delle ascellari e delle vene sagittali. Possibili anche le trombosi arteriose, ed eventi ischemici come ictus e attacchi ischemici transitori (TIA) sono possibili in questa malattia, che può anche causare infarti cardiaci, surrenalici e gastrointestinali, oltre a gangrena delle estremità (dita di mani e piedi).

Quali sono i sintomi della sindrome da anticorpi antifosfolipidi?

Nelle donne un preludio della malattia è rappresentata dalla elevata frequenza di aborti, specie nel II o III trimestre della gravidanza, anche se qualunque momento della gestazione può essere compromesso. Manifestazioni cliniche meno frequenti ma possibilissime sono la livaedo reticularis, la formazione di vegetazioni valvolari cardiache (nota la endocardite di Libman-Sacks), con relativa possibilità di insufficienza valvolare, ipertensione polmonare, episodi di emicrania, ulcere degli arti inferiori, patologie neurologiche come la corea, la demenza e forme di sclerosi multipla e mielite trasversa.

Come si diagnostica la sindrome da anticorpi antifosfolipidi?

La diagnosi per una malattia dalle manifestazioni cliniche più varie si basa innanzi tutto su una buona valutazione clinica (un reumatologo è il medico specialista più adatto), da associarsi a esami di laboratorio: i parametri interessanti che consentono la diagnosi sono:

  • riduzione del numero delle piastrine (trombocitopenia) < 150000/mm3
  • aumento di anticorpi anticardiolipina (risultano positivi per la malattia per dosaggi medio alti da 20 a 80 unità)
  • aumento di anticoagulante lupico (LAC), un anticorpo antifosfolipide in grado in vitro di prolungare il tempo di coagulazione

la diagnosi, spesso difficile specie nelle manifestazioni iniziali, prevede un trattamento farmacologico ampio:

  • anticoagulanti orali per prevenire le trombosi
  • sostenimento delle gravidanze eventuali con uso di eparina sottocutanea
  • cicli terapici di gammaglobuline endovenosa
  • farmaci immunosoppressori (in questo senso un grande aiuto deriva dalla scoperta dei DMARDS, i farmaci biologici di ultima generazione)

Come si cura la sindrome da anticorpi antifosfolipidi?

Una regolare attività fisica, una alimentazione mediterranea adeguata, una integrazione alimentare di anti-ossidanti ed un buon sonno, magari indotto anche con uso di rilassanti ansiolitici o ipnoinducenti, sono tutti elementi che possono aiutare questi pazienti ad avere una qualità della vita il più normale possibile.