Immagine del muscolo bicipite brachiale

Il muscolo bicipite brachiale è un muscolo di aspetto fusiforme che si trova nella parte anteriore del braccio; questo muscolo presenta due origini che convergono in un unico ventre e che si inseriscono sulla tuberosità brachiale del radio: il capo lungo ha origine sulla fossa glenoidea, ed il capo breve che insieme al muscolo coracobrachiale ed al piccolo pettorale trae origine dal processo coracoideo della scapola.

A cosa serve il muscolo bicipite brachiale?

E’ il principale flessore del gomito anche se in realtà una buona parte della forza necessaria per compiere il movimento viene generata dal muscolo brachiale.

Dal punto di vista fisico, il bicipite brachiale rappresenta la forza all’interno di una leva di III classe, la leva più frequentemente presente nel corpo umano, che funziona con minore efficienza meccanica perché in grado di spostare pesi di minore entità, ma con notevole velocità.

La contrazione del bicipite brachiale a livello del gomito si realizza per un fulcro rappresentato dal gomito, un carico costituito dal peso dell’avambraccio e della mano, mentre la contrazione del bicipite brachiale garantisce la forza.

Quali sono le cause di rottura del muscolo bicipite brachiale?

Struttura anatomica, contiguità con strutture articolari impegnate molto dal punto di vista funzionale, coesistenza di patologie degenerative e infiammatorie legamentose, esposizione e carichi elevati e prolungati nel tempo (specie in alcuni sportivi come nel sollevamento pesi, nel nuoto, tennis o altri sport) espongono il bicipite brachiale ad una predisposizione a lacerazioni traumatiche o da stress. Il punto più vulnerabile del muscolo è rappresentato dal capo lungo del bicipite (raramente si rompe il capo breve), che essendo più sottile e più esposto ad usura, si predispone a lesioni.

Clinicamente la lesione o rottura del bicipite brachiale si percepisce a seguito di grossi sforzi sulla spalla (ma se il tendine subisce lesioni progressive, anche piccoli carichi possono portare alla sua rottura), il paziente percepisce un forte dolore associato ad uno schiocco (come se qualcuno tirasse una pietra sulla spalla), cui segue una limitazione funzionale importante. Il paziente non riesce ad elevare l’arto e a flettere l’avambraccio.  Altri sintomi sono la comparsa di gonfiore nella parte anteriore del gomito, formazioni di lividi nel gomito e avambraccio (versamenti dovuti alla rottura, un vuoto nella parte anteriore del gomito creato dall'assenza del tendine, ed un rigonfiamento nella parte superiore del braccio creato dal muscolo bicipite che non ancorato più al gomito (Radio) è risalito creando una sorta di bozzo.

Come si diagnostica la rottura del muscolo bicipite brachiale?

TAC e risonanza magnetica sono di grande ausilio come esami di II e III livello per la definizione clinica della malattia, tuttavia una ecografia in urgenza può consentire una rapida ed immediata diagnosi, fondamentale per la prognosi successiva.

In fase acuta si applica il protocollo RICE (riposo, immobilizzazione congelamento, elevazione dell’arto), cui segue un percorso terapeutico in cui l’intervento chirurgico, specie in un giovane soggetto va considerato.

Come sicura la rottura del muscolo bicipite brachiale?

Attualmente le tecniche di fissazione prevedono sostanzialmente tre metodi diversi: una fissazione endomidollare con sutura trans ossea, una fissazione con ancore, ed una fissazione endomidollare con bottone corticale, tutte e tre ottime tecniche che comunque possono presentare problematiche post-chirurgiche importanti, rare, temporanee ma possibili (cicatrici retraenti, limitazioni funzionali della spalla o del gomito).

La riabilitazione è un passaggio importante, come importante è l’uso, in fase riabilitativa (mobilizzazione articolare) e di riatletizzazione (potenziamento muscolare), di taping elastico, tecnica complementare, che consiste nella applicazione del Taping Neuro Muscolare con tecnica concentrica, per favorire la ripresa funzionale.