Pancia piatta senza ritenzione idricaCome si riesce a capire se vi è una ritenzione idrica: un buon indicatore è rappresentato dall'esame del peso specifico delle urine il cui valore aumenta in presenza di ritenzione.

Un esame altrettanto attendibile è l'analisi della impedenza corporea, detta bioimpedenza. Apparecchiature BIA (body Impedance Analisys) consentono di definire la quota idrica in percentuale del peso corporeo e dunque dai valori di riferimento (Donna: 50-55%, Uomo: 60-65%) si può risalire per differenza allo stato di idratazione della persona.

L'esame BIA non è invasivo, può essere effettuato anche da personale non medico (infermieri, dietisti, laureati in scienze motorie) ed è di facile esecuzione. Non va effettuato nei casi di gravidanze, infezione, febbre, o di pace maker (in presenza di placche da fratture operate i valori rilevati potrebbero non essere veritieri).

Tuttavia, anche la clinica dà le sue informazioni: l’edema dei tessuti è in genere visibile nella ritenzione idrica, un metodo semplice per controllare la presenza di ritenzione idrica senza BIA è quello di premere con forza il pollice sulla coscia per qualche secondo<. Se alla rimozione del dito persiste l’impronta, la ritenzione è certa. A ciò si associa il dolore e la pesantezza delle regioni coinvolte dall’edema e l’eccessiva sensibilità dei tessuti.

Una volta diagnosticata la ritenzione e le cause, i comportamenti alimentari da seguire sono semplici:

  • assunzione di acqua: regolarmente bisogna bere (né poco come detto, ma neanche troppo, per evitare l’effetto “cammello”!), almeno due litri di acqua nell’arco di una intera giornata, preferibilmente acqua minerale senza sodio (anche se la quota assumibile rappresenta comunque il 5% della quantità di sodio introdotta giornalmente con la dieta nell'alimentazione occidentale che è di 5 g;
  • non salare i cibi ed evitare quelli pesantemente salati (i sott’olio e le conserve) prediligendo per insaporire le spezie, il limone o l’aceto;
  • aumentare il consumo di alimenti con effetto diuretico: ananas, liquirizia, cetrioli, sedano, asparagi, pomodori, aglio, carciofi, prezzemolo, mirtilli rossi. Tra le verdure, optate per i peperoni, i pomodori, gli spinaci, i broccoli. La carne è meglio evitarla, e senza dubbio è preferibile consumare il pesce, alla piastra, e condito con un filo di olio extra vergine d’oliva;
  • introdurre uso di tisane o bevande con componenti naturali capaci di stimolare la diuresi (pylosella ad esempio) o di irrobustire il microcircolo capillare (fitoestrogeni)
  • aumentare i livelli di attività fisica: la bonificazione muscolare si accompagna sempre ad una corretta redistribuzione dei liquidi nel corpo e ad una riduzione della quota idrica in eccesso.

L’uso di blandi diuretici va sconsigliato se non sotto stretto controllo medico.

L’uso di elettrostimolatori, di massaggi o trattamenti estetici va preso in considerazione come contributo al trattamento, non come elemento determinante nella eliminazione della ritenzione idrica.

In genere tali trattamenti, come altri trattamenti medici (come la mesoterapia con farmaci tradizionali e omeopatici) inducono una perdita di acqua temporanea e dipendente dal trattamento: si riacquista dopo qualche settimana!

Leggi anche la: Ritenzione idrica e perdita di peso, prima parte.