Il colpo della strega è un episodio di lombalgia invalidante nei brevi periodiIl colpo della strega è un episodio di lombalgia scientificamente definibile come: “episodio doloroso acuto in sede lombare della durata di almeno un giorno capace di determinare assenza dal lavoro e difficoltà nelle attività quotidiane, anche sportive, preceduto e seguito da un periodo asintomatico di almeno un mese”. Una dizione che si associa a quella di lombosciatalgia, termine con cui si intende un dolore irradiato all’arto inferiore lungo il decorso sensitivo del nervo sciatico (parte di L4, L5 e S1). La lombocruralgia è invece dovuta a interessamento delle radici più alte, più spesso L2-L4 e il dolore è irradiato alla coscia anteriore o antero-mediale fino al ginocchio.

Il dolore dell’arto può essere presente anche in assenza di dolore lombare e per parlare di patologia cronica i sintomi devono protrarsi oltre i tre mesi. Lombalgia, lombosciatalgia lombocruralgia sono le sintomatologie più frequenti che inducono le persone a rivolgersi al medico di base per la terapia e l’astensione dal lavoro. Nei paesi industrializzati le patologie muscoloscheletriche della colonna vertebrale rappresentano le più importanti cause di inabilità e assenza dal lavoro per malattia, per molte organizzazioni scientifiche al secondo posto nella lista dei dieci problemi di salute più rilevanti nei luoghi di lavoro. Lombalgia, lombosciatalgia, lombocruralgia (Comunemente colpo della strega) sono causa di assenza per malattia abbastanza frequentemente, e le patologie professionali della colonna assorbono il 30-40% dei costi totali di indennizzo. In Italia le sindromi artrosiche sono le affezioni croniche più diffuse, mentre le affezioni acute dell’apparato osteoarticolare e locomotore sono al secondo posto.

Cause della lombosciatalgia

Arance

Gli studi epidemiologici attualmente disponibili depongono per una relazione causale tra esposizione a vibrazioni trasmesse a tutto il corpo e patologia del rachide lombare e tra rachide lombare e carichi gravativi; è dimostrata una maggior occorrenza di lombalgie e lombosciatalgie, alterazioni degenerative della colonna vertebrale (spondiloartrosi, spondilosi, osteocondrosi intervertebrale), discopatie e ernie discali lombari e/o lombosacrali in conducenti di veicoli industriali e di mezzi di trasporto rispetto a gruppi di controllo non esposti a vibrazioni meccaniche, ed in lavori di fatica come muratore, fabbro, eccetera, che sono sottoposti a carichi ingravescenti gravativi. Il ruolo delle vibrazioni nella etiopatogenesi delle alterazioni del rachide lombare non è ancora completamente chiarito. Generalmente il 40% dei casi di lombalgia, lombosciatalgia, lombocruralgia è attribuito all’attività lavorativa. Tra i fattori predisponenti particolare attenzione è  stata prestata al lavoro fisico pesante, agli sforzi, ai movimenti di sollevamento, flessione o torsione del tronco, alle vibrazioni trasmesse al corpo intero. Fattori psicosociali da considerare in caso di lombalgia sono i carichi di lavoro intensi ed imposti, il lavoro monotono. Altri fattori sono:

  • attività lavorativa comportante ripetute flessioni del tronco,
  • storia pregressa di lombalgia,
  • abitudine al fumo,
  • basso livello di impiego,
  • basso supporto sociale nel luogo di lavoro,
  • correlazione con obesità nel 20% dei soggetti affetti da lombalgia,
  • presenza di patologie (spondilolistesi, spondilosi, sacralizzazione della V vertebra lombare, sindrome della cauda equina),
  • pregressi eventi traumatici,
  • febbre,
  • rapida perdita di peso,
  • pregresse neoplasie,
  • patologia autoimmunitaria,
  • uso prolungato di terapia cortisonica,
  • gravidanza ed allattamento,
  • crescita incompleta,
  • posture anomale (scoliosi, sollevamento di carichi, vibrazioni e colpi, flessioni e torsioni, posture incongrue prolungate),
  • sbalzi di temperatura

La parte bassa della schiena è una struttura complessa di elementi interconnessi e si sovrappongono:

  • I tendini e muscoli e altri tessuti molli
  • nervi altamente sensibili e le radici nervose che viaggiano dalla parte bassa della schiena verso il basso nelle gambe e dei piedi
  • Giunti di piccoli e complessi
  • I dischi spinali con i loro centri interni gelatinosa.

Una irritazione o problema con una qualsiasi di queste strutture possono causare dolore lombare e / o dolore che irradia o si riferisce ad altre parti del corpo.

Sintomi e diagnosi della lombosciatalgia

La lombosciatalgia è un dolore lombare che interessa anche l'arto inferiore

Il dolore da risultanti bassa della schiena spasmi muscolari possono essere gravi, e il dolore può anche cronicizzare. I sintomi e la gravità di mal di schiena variano notevolmente, identificare i sintomi, insieme ad una diagnosi precisa della causa di fondo del dolore, è il primo passo per ottenere sollievo dal dolore. Cause di improvvisa lombalgia possono essere fratture da compressione alla colonna vertebrale da osteoporosi, tumori che coinvolgono la colonna vertebrale, lesioni del midollo spinale, spasmi muscolari (colpo della strega), rottura o ernia del disco, nevralgie. Dolore alla schiena può derivare anche da cause esterne alla colonna vertebrale: un aneurisma aortico, condizioni di artrite, come l'osteoartrite, artrite psoriasica e artrite reumatoide, infezioni della colonna vertebrale (osteomielite, discite, ascessi), infezioni renali o di calcoli renali, patologie correlate alla gravidanza, patologie degli organi riproduttivi femminili (endometriosi, cisti ovariche, tumore alle ovaie, fibromi uterini). La diagnosi si basa su valutazione medica specialistica, radiografia, TAC e risonanza magnetica.

Come curare la lombosciatalgia

Questi esami possono aiutare nella definizione della diagnosi, la cura passa attraverso diversi step:

  • ginnastica (pilates)
  • Applicazione locale di calore (termoterapia)
  • Terapia con antidolorifici (paracetamolo, paracetamolo + codeina, miorilassanti come il tiocolchicoside)
  • Terapia con anti-infiammatori (steroidei e non steroidei, per bocca, locali o intramuscolo)
  • Riposo funzionale (astensione da sport o lavoro)
  • Fisioterapia (elettroterapia antalgica e decontratturante, ultrasuoni, laser e tecarterapia, Frems, eccetera, associata a ginnastica riabilitativa, con trazioni, massaggi, mobilizzazione articolare)
  • Eventuale terapia infiltrativa (ozonoterapia, agopuntura, mesoterapia, infiltrazioni peridurali)
  • Allontanamento di fattori predisponenti (riduzione peso corporeo, correzione sedentarietà, ergonomizzare il posto di lavoro, eccetera)

Interventi chirurgici cruenti sono da considerarsi solo a diagnosi ben definite e a patologie refrattarie a qualsiasi terapia conservativa. Generalmente tutti i medici lo sconsigliano almeno chè non ci sia una notevole decadimento della qualità della vita dovuta alla patologia.