L'uso dei telefoni cellulari è ubiquitario, coinvolgendo adulti e bambini. Il funzionamento di base delle reti di telefoni cellulari richiede una diffusa esposizione umana alle radiazioni a radiofrequenza (RFR) con stazioni base per telefoni cellulari che forniscono la copertura cellulare sul territorio.

Rete 5G: cosa significa

Poiché le esigenze di dati della popolazione aumentano dal grande spostamento della fonte dell'uso di Internet dai computer agli smartphone, si prevede che questa copertura aumenterà ampiamente (è questa la base dello sviluppo della rete 5G).

Si prevede che sia la densità delle stazioni base, sia la loro potenza in uscita, aumenteranno l'esposizione umana globale alla RFR. Il dato che causa contrasti nel mondo scientifico è la identificazione di una causalità diretta tra RFR delle stazioni base dei telefoni cellulari ed effetti negativi sulla salute umana.

Rete 5G e tumori

Esistono già prove mediche e scientifiche sufficienti a giustificare preoccupazioni a medio e lungo termine per le aziende che implementano torri per telefoni cellulari: i diretti interessati negano o tacciono, compresi anche i rappresentanti delle istituzioni, ma i dubbi rimangono. Che l’uso dei cellulari eccessivo causi danni fisici lo ha attestato anche una recente sentenza della Corte d'Appello di Torino che afferma la esistenza di un nesso causale fra l'uso prolungato del cellulare e l'insorgere di tumori alla testa (nello specifico il neurinoma acustico): questa sentenza si basa su dati epidemiologici e risultati delle sperimentazioni sugli animali in cui si afferma che durata e intensità dell'esposizione assumono particolare rilievo nella relazione dose-risposta tra esposizione a radiofrequenze da telefono cellulare e rischio di neurinoma dell'acustico, unitamente alla mancanza di un altro fattore che possa avere cagionato la patologia. Al di fuori dello specifico caso, effettivamente diversi studi scientifici emergenti (scaricabili da pubmed) forniscono prove in generale della cancerogenicità delle radiazioni a radiofrequenza (RFR) dei telefoni cellulari.

Un recente studio ha testato la suscettibilità genetica sull'associazione tra l'uso del telefono cellulare e il cancro alla tiroide suggerendo al termine dello studio che le suscettibilità genetiche modificano le associazioni tra l'uso del telefono cellulare e il rischio di cancro alla tiroide, fornendo così ulteriori prove per la classificazione del gruppo cancerogeno RFR.

Un altro studio ha valutato il rapporto tra esposizione ai campi elettromagnetici e aumento del rischio di leucemia infantile, verificando variazioni nella concentrazione di vari marcatori biochimici di danno cellulare tra cui specie reattive dell'ossigeno (ROS), e che il livello di ROS aumenta con il più alto grado di differenziazione cellulare. Potrei proseguire ma non mi dilungo.

Rete 5G e salute

Appare evidente che l'esposizione a campi elettromagnetici a bassa frequenza e radiofrequenza a basse intensità rappresenta probabilmente un problema per la salute, non adeguatamente affrontato da organizzazioni nazionali e internazionali come l'Organizzazione mondiale della sanità.

I meccanismi responsabili comprendono diversi fattori: una suscettibilità individuale geneticamente predisposta, l'induzione di specie reattive dell'ossigeno, l'alterazione dell'espressione genica e il danno al DNA attraverso processi sia epigenetici che genetici. Vi sono sempre crescenti prove (anche se frammentarie) che le esposizioni possono anche causare disturbi neurocomportamentali favorendo lo sviluppo di “sindrome da elettroipersensibilità” o “malattia da microonde”, che è una delle diverse sindromi comunemente classificate come “intolleranza ambientale idiopatica”.

5G e rischi per la salute

Come spesso succede l’industria evolve rapidamente, ma la scienza ci dimostra, anche se lentamente, come è giusto che sia, che le nuove tecnologie vanno rivalutate. A medio e lungo termine non ci sono dati che dimostrano in maniera inequivocabile che le radiofrequenze non siano nocive per l’uomo: le premesse dimostrano anzi che lo stato di salute ne viene messo seriamente a rischio, ed il vero problema dunque non riguarda noi, adulti e maturi, ma i bambini, che sin dalla nascita vengono sottoposti alla rapida espansione dell'uso delle tecnologie wireless, esponendo di fatto la maggiore suscettibilità del sistema nervoso in via di sviluppo, l'iperconduttività del loro tessuto cerebrale, la maggiore penetrazione delle radiazioni a radiofrequenza rispetto alle dimensioni della testa…

Se si usa il buon senso si capisce che siamo di fronte ad una rivoluzione nel mondo della comunicazione che probabilmente mieterà vittime: non saranno tutti ad avere disturbi comportamentali, tumori alla testa, leucemia, malattie degenerative del sistema nervoso, magari solo quelli maggiormente suscettibili, ma il gioco… vale la candela?

Se parli con i produttori di smartphone ti direbbero di sì. E tu? Se fossi tu o tuo figlio ad ammalarsi perché il tuo mondo è impestato da radiofrequenze? In questo caso, il gioco varrebbe la candela? Ai posteri l’ardua sentenza. Io penso che se avessi la responsabilità di dovere governare un Paese, dovrei avere l’obbligo di valutare pro e contro, e di tutelare la salute del popolo che rappresento, anche a costo di rimetterci nel breve… ma questi sono discorsi vetusti. It’s only business…