Il quinto metatarso è uno dei componenti ossei del piede, un osso che unisce il quinto dito al resto del piedeIl quinto metatarso è uno dei componenti ossei del piede, un osso che unisce il quinto dito al resto del piede, costituito da due epifisi (teste metatarsali) intervallate al centro da una diafisi.

Soggetti a rischio di fratture del quinto metatarso

L’evenienza di una frattura di questo osso è abbastanza comune, e spesso consegue a traumi distorsivi o a contusioni violente della regione ossea (in genere si frattura la epifisi prossimale, frattura di Jones), a seguito di traumi in inversione dell’avampiede.

Molto spesso sono fratture composte, in alcuni casi, i più gravi, queste si accompagnano a dislocazione dei frammenti, con conseguenti complicanze che possono necessitare anche l’intervento chirurgico. La frattura del V metatarso è evenienza comune anche tra i podisti (in questo caso si parla da frattura da stress) e tra i militari a seguito della marcia con anfibi, ed in genere coinvolge la epifisi distale, quella più vicina al dito.

Sport come danza, ginnastica e attività aerobiche ad alto impatto sono ad aumentato rischio di fratture e fratture da stress dei metatarsi.

Come si guarisce da una frattura del quinto metatarso

La frattura del V osso metatarsale e il suo successivo consolidamento tramite mezzi di osteosintesi sicuramente rappresenta un evento che può condizionare notevolmente la condizione atletica di un soggetto praticante attività sportiva, ma ciò non preclude comunque la pratica di una attività di discreto livello agonistico. Per fortuna, la gran parte dei casi non prevede intervento chirurgico, ma solo un periodo di gesso al termine del quale, verificata radio graficamente l’avvio di un processo di guarigione, si può accelerare il recupero con:

  • fisioterapia: magnetoterapia, laserterapia, esercizi propriocettivi, rieducazione funzionale (da due a quattro settimane)
  • riabilitazione in acqua e bicicletta
  • ripotenziamento dei muscoli flessori ed estensori delle dita dei piedi

Una attenzione importante va dedicata alle fratture da stress: in questi casi bisogna verificare se vi sono delle alterazioni nel carico al suolo o dei dimorfismi dell’appoggio plantare che possano avere contribuito alla patologia ed espongano l’atleta ad un nuovo rischio di frattura.

In tal senso un esame baropodometrico ed una valutazione dell’appoggio plantare e della postura sono utili.