MedusaLa proliferazione delle meduse appare evidente agli occhi di tutti: non c’è mare italiano che possa definirsi indenne dalla presenza di questi piccoli esseri che a vedersi sono anche affascinanti ed eleganti, anche nel loro movimento in acqua.

È evidente che negli ultimi decenni vi è stata un importante incremento nella presenza di questi invertebrati nei mari, condizione in gran parte correlabile alla influenza degli umani sullo stato di salute e sul grado di inquinamento degli oceani, senza considerare poi il surriscaldamento delle acque, condizione favorevole per il proliferare della medusa.

Perchè si sente dolore quanto si è punti da una medusa?

Tuttavia il contatto di un umano con le meduse è esperienza che si sconsiglia, la puntura di medusa può essere veramente una brutta esperienza; ma come un piccolo invertebrato può provocare un così grande  dolore? La risposta è semplice, dal punto di vista biologico. Questi animali invertebrati sono paragonabili a capsule con la superfici dei tentacoli e, talvolta della “testa”, rivestite di nematocisti ricchi di veleno; i nematocisti sono paragonabili a microscopici aghi ipodermici, che se toccati si stratificano come schegge di vetro sulla cute, iniettando il veleno che contengono; l’azione delle nematocisti è molto simile biologicamente a quello delle anemoni di mare (meduse ed anemoni infatti appartengono alla stessa famiglia, phylum Cnidari).

Come comportarsi dunque di fronte ad una puntura di medusa?

Bisogna chiamare il pronto soccorso o recarvisi se dopo la puntura la persona mostra  segni di una grave reazione allergica (shock anafilattico), verificando altresì che il "morso" sia grande (se copre più della metà di un braccio o una gamba); in questi casi il rischio di morte è alto.

Se poi non vi sono queste condizioni di emergenza, il comportamento da assumere è semplice:

  • fare uscire dall’acqua la persona punta da medusa
  • decontaminare e rimuovere detriti eventuali della medusa
  • asciugare con delicatezza l’area "punta" e sciacquarla con acqua calda per almeno venti minuti, o in alternativa, porvi sopra prodotti con temperature calde. Il calore secco è capace di neutralizzare il veleno dei nematocisti, in quanto termolabile
  • sciacquare immediatamente con aceto l'area (se aceto non è disponibile, può essere usata una soluzione di bicarbonato di sodio) o con ammoniaca (altri prodotti capaci di neutralizzare la tossina del veleno di medusa)
  • alleviare il dolore con eventuali creme di idrocortisone o antistaminici, da usare anche per bocca
  • se poi alla lesione eritematosa causata dal morso di medusa seguono pustole e piaghe, una crema antibiotica locale per evitare le sovra infezioni può essere utile, così come il mercurio cromo o la tintura iodata.

Una considerazione finale è d’uopo: quanto finora affermato riguarda le meduse che "infestano" i mari d’Italia. Le punture di meduse degli oceani o dei mari tropicali vanno trattate in altro modo!