zanzara tigre che morde pelle umanaLe punture di insetti rappresentano un fastidio di poco conto per la salute di un individuo, ma possono rappresentare una importante alterazione della qualità di vita di una persona, specie se si ha la pelle sensibile.

Il problema è sempre più frequente, per una tropicalizzazione del clima della nostra penisola che ha favorito il proliferare di molte forme di insetti provenienti anche da altre sedi (si pensi alle zanzare tigre!). Elementi importanti, di fronte ad una o più punture di insetto, sono i seguenti:

  • verificare se si è affetti da malattie allergiche, si può confondere una puntura di insetto con una manifestazione cutanea allergica;
  • verificare quale insetto ha punto;
  • verificare se sul punto di lesione è rimasto il pungiglione;
  • verificare quanto tempo è trascorso tra la eventuale puntura ed il manifestarsi della reazione;
  • verificare se i familiari hanno mai avuto una reazione allergica anafilattica o sono affetti da patologie allergiche.

I sintomi della puntura di insetto sono purtroppo noti a tanti:

  • iperemia (aumentato afflusso di sangue nella regione sede della lesione);
  • edema (gonfiore);
  • prurito e dolore;
  • risoluzione del quadro clinico nell’arco di 48 ore;

Nei casi in cui la puntura d’insetto scateni una reazione allergica, ai sintomi di cui sopra si associa formazione di altre chiazze diverse da quelle del punto di inoculazione, in alcuni casi (punture di insetti tropicali o ragni o altro), i sintomi possono anche essere più gravi, con quadro clinico di difficoltà respiratoria, senso di soffocamento, vomito, nausea, cefalea, vertigini, astenia, febbre, convulsioni e sincope (si parla in questi casi di reazione tossica sistemica).

L’approccio terapeutico prevede diverse fasi:

  1. estrazione di eventuale pungiglione (se presente);
  2. lavare e disinfettare la zona punta, fare scorrere dell’acqua fredda o applicare ghiaccio sulla zona punta, per allentare il dolore e per eventualmente diminuire o rallentare l’assorbimento del veleno;
  3. somministrare antistaminici per bocca (cetirizina dicloridrato, loratidina) o per via parenterale (idrossizina, prometazina, desclorfeniramina) in base al quadro clinico;
  4. somministrare antibiotici, in caso di sovra infezioni (ma in questi casi è meglio contattare un medico).