Il piede è costituito dalla volta plantare che è formata a sua volta da una volta a tre archi: uno anteriore trasversale, uno mediale (ed uno laterale Il piede è il punto anatomico di contatto del corpo umano al suolo. Su queste piccole superfici carica tutto il peso del corpo: come è possibile? Il trucco c’è e si vede pure! La pianta del piede è un vero e proprio sistema architettonico a volte (immaginate le volte di antiche chiese).

Fisiologicamente, nello specifico, la volta plantare è formata da una volta a tre archi: uno anteriore trasversale, uno mediale (interno) ed uno laterale (esterno). In stazione eretta la volta anteriore scompare e le forze di carico vengono ridistribuite su un appoggio posteriore (il calcagno) e uno anteriore (le teste metatarsali).

Queste strutture architettoniche riescono a scaricare in modo vettoriale il peso corporeo al suolo svolgendo altresì funzione di ammortizzamento importante, sia nella postura eretta che in movimento. Se si appoggia il piede nella sabbia, si vedrà che generalmente esso definisce una immagine in cui compaiono parzialmente le dita, la regione anteriore del piede (avampiede), una porzione centrale ristretta (detta istmo o mesopiede) ed una porzione posteriore (retropiede) costituito da due ossa, calcagno e astragalo, a contatto tra di loro per mezzo di un’articolazione chiamata articolazione sottoastragalica.

Cos'è il Piede piatto

Se si appoggia il piede nella sabbia, si vedrà che generalmente esso definisce una immagine in cui compaiono parzialmente le dita, la regione anteriore del piede, una porzione centrale ristretta ed una porzione posteriore costituito da due ossa, a contatto tra di loro per mezzo di un’articolazione chiamata articolazione sottoastragalicaQuando la porzione centrale, il mesopiede, risulta ampio, presentando un diametro similare alla regione avampodalica, si può parlare di piattismo, condizione di cui esistono diversi gradi.
Questa condizione del piede piatto si verifica quando il calcagno, deviando all’esterno (valgizzazione del calcagno o calcagno valgo), “abbassa” la volta plantare mediale, che si appiattisce per pronazione dell’avampiede, determinando dunque il cosiddetto piede piatto o piede valgo-pronato.  Le cause ancora oggi non sono perfettamente note, ma nei casi di piede piatto si verifica, già nel bambino un rallentamento dei meccanismi di appoggio, la volta plantare tarda ad assumere la sua forma e dimensione normale, trovando come cardine di tale deformità il retropiede.

Cause del Piede piatto nei bambini

Predisposizione genetica o familiare, lassità articolare e legamentosa, ipotonotrofismo muscolare possono parimenti far sì che l’astragalo, l’osso che raccorda tutto il piede allo scheletro della gamba, normalmente posto sopra al calcagno, scivoli verso il basso, in avanti e internamente, trascinandosi tutte le ossa ad esso connesse anteriormente, costringendo di fatto il calcagno a deviare all’esterno (valgismo) e a ruotare internamente (pronazione), abbassando di fatto la volta plantare mediale, che tenderà a poggiare al suolo.

Il piede piatto nei bambini

Nei bambini/adolescenti, del piede piatto si distinguono due forme: il piede piatto lasso essenziale dell’infanzia ed il piede piatto essenziale dell’adolescenzaNei bambini/adolescenti, del piede piatto (detto anche "essenziale") si distinguono due forme: il piede piatto lasso essenziale dell’infanzia ed il piede piatto essenziale dell’adolescenza. Il piede piatto lasso dell’infanzia si evidenzia tra i due ed i sei anni di vita, con una condizione asintomatica evidente solo sotto carico, con aspetto normale in scarico: questa forma comunemente recupera la condizione di normalità, solo nel venti per cento dei casi si ha una evoluzione in piede piatto essenziale dell’adolescenza, evidenziabile tra il sesto e il tredicesimo anno di età; in questi soggetti non si sviluppa l’elica plantare (cioè la capacità di adattamento dell’avampiede a “virare” in base allo sviluppo ed all’orientamento del calcagno fisiologico). Se adeguatamente sollecitati, gli adolescenti con piede piatto si normalizzano, solo il 2-5% rimane piede piatto valgo. Nel bambino il piede piatto è una condizione comune che si corregge, è generalmente bilaterale, asintomatica (non si associa a dolore), non impedisce l'acquisizione corretta del cammino e della crescita corporea, non impedisce l'attività sportiva, e si può associare ad altre condizioni (ginocchio a X o ginocchio valgo, gambe curve o ginocchio varo, coxa vara) che si correggono con l'età, si può ridurre notevolmente in posizione seduta o stando sulle punte.

Come diagnosticare il piede piatto

La diagnosi è semplice, prevalentemente basata sulla visita; un esame al podoscopio da cui rilevare il podogramma (la forma plantare dell’appoggio) dei piedi del bimbo, o un esame baropodometrico, in ortostasi e deambulazione, da cui rilevare morfologia dell’appoggio e aspetti relativi al corretto carico sugli stessi. La diagnosi è basata sulla visita; un esame al podoscopio da cui rilevare il podogramma Questi esami sono incruenti e semplici, non servono radiografie per la diagnosi, a meno di malformazioni ossee da verificare nei casi dubbi.

Il piede piatto negli adulti

Il piede piatto nell’adulto è comunemente una conseguenza di un fenomeno che parte da lontano, nella fase adolescenziale. Certo ci sono anche forme di piede piatto ex novo (che in genere sono monolaterali), tant’è che le forme cliniche di appiattimento della volta plantare si distinguono appunto in forme congenite (evoluzione del piede lasso infantile) e forme acquisite (da disfunzione del tendine tibiale posteriore, che attivamente sostiene la volta plantare e che per cause degenerative si sfibra allungandosi perdendo così la sua azione traente e di sostegno sulle ossa del piede;

Cause del Piede piatto negli adulti

da cause post-traumatiche, da cause reumatiche, da cause neurologiche), nella gran parte degli adulti, il piede piatto è evoluzione della forma infantile. In una piccola percentuale di soggetti il piede, in precedenza normale, si deforma per una serie di motivi: la causa più comune è, come accennato, la perdita di funzionalità del tendine tibiale posteriore, che comporta la tipica deformazione a protuberanza del profilo interno del piede per sporgenza della testa dell’astragalo e dello scafoide. Il quadro clinico in questo caso si caratterizza con dolore per trazione dei legamenti e delle capsule articolari in tale sede.

Curare il piede piatto

Questo processo di “formazione” del piede piatto nell’adulto è graduale e progressivo. L’approccio prevede diversi momenti:

  • Uso di scarpe con sostegno della volta plantare (scarpe antipronazione), e suola ed intersuola molto morbide, possibilmente con avampiede della scarpa larga e non stretta in punta.
  • Ortesi plantari specifiche, da definire dopo visita specialistica, radiografia in due proiezioni del piede, baropodometria e podoscopia
  • Anti-infiammatori, fisioterapia e balneoterapia (idroterapia termale, fanghi, etc) per ridurre lo stato algico ed anti-infiammatorio
  • Pediluvi alternati in acqua calda/fredda (per riattivare la circolazione che spesso in tali situazioni risulta deficitaria)
  • Intervento chirurgico: da prendere in considerazione come ultima spiaggia e da definire in base alla condizione clinica.

Alla luce di quanto detto, posso dire che il piede piatto non ha una incidenza catastrofica sulla vita quotidiana di chi ne soffre, l'importante e non trascurarlo e prendere le dovute contromisure.