Sindrome di Alienazione GenitorialeLa Parental Alienation Syndrome, con acronimo P.A.S., detta in italiano sindrome di alienazione genitoriale nasce dalle teorie dello psichiatra americano R. A. Gardner, ma la sua evidenza scientifica ad oggi non ha un riscontro.

Questa ipotetica dinamica psicologica disfunzionale detta appunto sindrome di alienazione genitoriale si attiverebbe sui figli minori coinvolti in contesti di separazione e divorzio non consensuale dei genitori, non adeguatamente mediate. In ambito scientifico e giuridico il riconoscimento della PAS non è supportato, dunque tutto ricade sulla valutazione del momento, senza riferimenti opportuni e con una soggettività che può essere fuorviante. La comunità scientifica infatti non definisce la PAS un disturbo psicopatologico, essendo priva di presupposti clinici, di validità e di affidabilità.

Il D.S.M. (acronimo inglese di “Diagnostic and Statistical Manual of mental desorders”, manuale che classifica i disturbi mentali riconosciuti in tutto il mondo dai maggiori consessi scientifici, nella pubblicazione del DSM –V (la quinta edizione), indica che la PAS è inesorabilmente fuori dalla classificazione ufficiale dei disturbi mentali, e molti autori affermano nello specifico che la PAS non è una malattia dell'individuo, ma un importante problema di rapporto “genitore-figlio” o “genitore-genitore”, dunque un vero e proprio problema di relazione che di per sé non si può considerare disturbo mentale.

Secondo i sostenitori della parental alienation syndrome, la sindrome si caratterizza e si diagnostica da otto sintomi primari: il bambino mima e scimmiotta i messaggi di disprezzo del genitore «alienante» verso quello «alienato» (denigrazione), incoraggiato dal genitore alienante; il bambino tende a giustificare il suo disagio con deboli motivazioni illogiche o superficiali (razionalizzazione debole dell’astio, ad esempio, “alza sempre la voce quando mi dice di mangiare a tavola con la bocca chiusa”); il bambino descrive il genitore alienato e rifiutato come totalmente negativo, mentre il genitore alienante è visto come totalmente positivo (mancanza di ambivalenza); il bambino afferma con sicurezza di sapere ragionare e di avere maturato da solo il sentimento di denigrazione del genitore alienato (fenomeno del pensatore indipendente); il bambino difende ed appoggia il genitore “alienante” in qualsiasi genere di conflitto venga a crearsi; il bambino giustifica qualsiasi comportamento o considerazione egli abbia nei confronti del genitore alienato (assenza di senso di colpa); il bambino spesso usa frasi, parole, espressioni o riferimenti che comunemente non sono patrimonio di un bambino  (scenari presi a prestito), dunque frutto di osservazione ed apprendimento dal genitore alienante; spesso il bambino estende le ostilità alla famiglia del genitore alienato. Pur ammettendo che la PAS non sia una malattia o una sindrome psichiatrica, come al momento è, siamo comunque di fronte ad un quadro psicologico difficile, una forma di violenza emotiva, capace di produrre significative alterazioni nei rapporti familiari.

I sostenitori della PAS affermano che la malattia, non curata, espone al rischio di sviluppo di narcisismo, indebolimento della capacità di provare simpatia ed empatia, mancanza di rispetto per l'autorità, estesa anche a figure non genitoriali, paranoia, psicopatologie legate all'identità di genere, esame di realtà alterato. Io, da medico dello sport, che lavora con centri di avviamento sportivo (scuole calcio, palestre, eccetera), posso affermare di avere conosciuto genitori che lamentavano per i propri figli questa patologia, e la consideravano una malattia, e talmente profonda era l’attenzione per la situazione, che me la prospettavano spesso alla visita di controllo per la idoneità sportiva.

La cosa che ho potuto notare, in questi casi, è che tutto era sempre riferito davanti al bimbo/adolescente e che di certo, il genitore che avevo di fronte non era l’alienato… il mio augurio è che nei Tribunali italiani non si senta il termine PAS per modificare l'affidamento dei minori che rifiutano la relazione con un genitore, poiché ad oggi non vi è scientificità nella definizione della condizione e perché, da quel che vedo e sento, vi è una certa “unilateralità” sulla definizione della condizione.

Si parla di PAS (Parental Alienation Syndrome) quando conviene parlarne, insomma… non è proprio edificante per la crescita di un bimbo, che a mio modo di vedere ha bisogno della madre e del padre e della loro integrità morale … comunque e a dispetto di tutto.