Mens sana in corpore sanaLa conoscenza dei parametri antropometrici e della composizione corporea sono importanti nel definire lo stato di alimentazione di atleti e persone attive. Nei giovani il controllo periodico può anche servire a monitorare lo sviluppo fisico. Un regolare controllo del peso e della composizione corporea permette di rilevare dannose modifiche conseguenti ad abitudini alimentari errate, o allenamenti eccessivi o malattie, e lo stato fisico ottimale ai fini di una prestazione atletica. Elementi essenziali per definire antropometricamente un soggetto sono statura e peso, rilevabili con strumenti noti (stadiometro, bilancia); però, in sé, questi numeri non rappresentano nulla; si può pesare 100 kg, ma essere alti 2 metri, e non per questo ci si può definire obesi! Da qui la necessità di indici antropometrici, che forniscano generiche informazioni sulla struttura del soggetto. Tra gli indici antropometrici si deve ricordare il peso ideale; scientificamente la più usata è la seguente:

Uomini: Peso Ideale in kg = Altezza(cm) - 100

Donne: Peso Ideale in kg = Altezza(cm) - 104

Conoscendo il peso ideale, si possono calcolare gli indici relativi ad un aumento del peso corporeo eccessivo:

  • Eccesso di Peso in kg = Peso Attuale In Kg - Peso Ideale in kg;
  • Eccesso di Peso = [(Peso Iniziale - Peso Ideale) / Peso Ideale] X 100.

La valutazione del calo ponderale si esegue con i seguenti indici: Diminuzione del Peso in kg = Peso Iniziale - Peso Attuale; Percentuale della perdita di Peso in Eccesso = [(Peso Iniziale - Peso Attuale) / (Peso Iniziale - Peso Ideale)] x 100. Molto usato è anche l’indice di massa corporea, definito come il rapporto tra il peso corporeo (PC), espresso in kg, ed l’elevazione al quadrato della statura (H) in metri:

IMC, kg/m2 = PC (kg)/H2 (m2).

Si definiscono clinicamente le seguenti condizioni:

  1. IMC < 18,5 kg/m2 (condizione di sottopeso);
  2. IMC tra 18,5 e 24,99 kg/m2 (condizione di normopeso);
  3. IMC tra 25,00 e 29,99 kg/m2 (condizione di soprappeso);
  4. IMC ³ 30,00 (condizione di obesità);

Gli indici antropometrici sono utili quando si lavora con soggetti sedentari ma per gli atleti forniscono informazioni limitate: un atleta di body building ha certo un indice di massa corporea > 25,00 kg/m2, ma non per questo lo si può definire sovrappeso! Da qui la necessità di dare un nome all’aumento ponderale con valutazione e quantificazione degli elementi che compongono il peso corporeo. Le tecniche di determinazione della composizione corporea si basano su modelli di riferimento che si sviluppano dai risultati di analisi chimiche effettuate sugli organi umani e sui cadaveri, e quelle comuni in ambito atletico sono la plicometria e la bioimpedenzometria (B.I.A., Body Impedante Analysis). La BIA è molto usata: l’applicazione di una corrente elettrica a bassa frequenza (generalmente tetrapolare, mano-piede) mono o multi-frequenza permette di predire con un elevato grado di precisione il contenuto corporeo  di acqua totale, fluidi intra- ed extra-cellulari, dunque la massa magra e quindi quella grassa, per differenza con il peso corporeo. Vantaggi evidenti della metodica impedenziometrica sono la portabilità delle attrezzature, la non invasività, la relativa facilità e rapidità dell'esame, i buoni livelli di accuratezza e riproducibilità con costi di acquisto e gestione accettabili. Una fonte importante di errore nel rilevamento dati è la grande differenza di resistenza, dovuta principalmente a fattori che alterano lo stato di idratazione. L'alimentazione, le bevande, la disidratazione e l'allenamento alterano lo stato di idratazione e dovrebbero essere tenuti sempre sotto controllo. Lo stesso strumento andrebbe usato per monitorare i cambiamenti di struttura nel corso tempo. La metodica riconosce dei limiti ben precisi, non può essere usata nei seguenti casi:

  1. gravidanza;
  2. stato di infezione;
  3. presenza di oggetti metallici o placche di sintesi;
  4. presenza di campi magnetici (cellulari);
  5. portatori di pace-maker;
  6. stato febbrile.

Recentemente sono state introdotte in commercio delle bilance pesa persone per utilizzo domestico con incorporato un circuito per analisi impedenziometrica. Non esistono in letteratura scientifica sufficienti dati attendibili sull'efficacia di tali strumenti. Altra tecnica di determinazione della composizione corporea è la plicometria che si basa su alcuni principi che vengono considerati attendibili:

  1. i pannicoli sono una buona misura del grasso sottocutaneo;
  2. la distribuzione del grasso sottocutaneo e interno è simile fra gli individui dello stesso sesso;
  3. poiché esiste una relazione tra tessuto adiposo sottocutaneo e totale (circa 1/3), la somma di vari pannicoli può essere usata per stimare il grasso totale.

In realtà esiste una variazione biologica dei parametri antropometrici dovuta ad età, sesso e grado di adiposità, nonché a caratteristiche genetiche che determinano la distribuzione del grasso corporeo. Usata da un operatore esperto tale metodica è comunque estremamente valida, sopratutto per seguire nel tempo le variazioni del rapporto massa grassa/magra nell'atleta, una delle più semplici, precise e con dei costi di acquisto della strumentazione contenuti. Lo strumento usato è il plicometro, una sorta di calibro costituito da una pinza e da una scala graduata che misura la distanza tra le punte. Ne esistono diversi modelli In sede di rilevazione si possono effettuare diversi errori, conseguenti a scarsa abilità dell’operatore o al tipo di calibro usato o legati a fattori intrinseci legati al soggetto. Un semplice modo per quantificare il grasso corporeo tramite psicometria può consistere nella semplice somma delle pliche dei vari siti. Esistono poi equazioni predittive in cui inserire i valori delle pliche per calcolare la densità e la percentuale di grasso corporeo, per popolazione, sesso, età, condizione fisica ed allenamento in grado di valutare la composizione  corporea del soggetto. Tra le più utilizzate si ricorda l’equazione di Katch e Mc Ardle

  • in donne % grasso corporeo = (0,55 x spessore plica al tricipite) + (0,31 x spessore plica sottoscapolare) + 6,13;
  • in uomini % grasso corporeo = (0,43 x spessore plica al tricipite) + (0,58  x spessore plica sottoscapolare) + 1,47.
  • Per atleti tuttavia equazioni più adeguate risultano quelle di Jackson e Pollock, a tre e sette pliche.

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