Elettrocardiogramma

Il cuore è un muscolo che lavora come una pompa per immettere sangue nel resto del corpo e la sua contrazione inizia dalle camere atriali (atri) per trasferirsi ai ventricoli (il cuore è formato da quattro camere, due atri e due ventricoli). Questa contrazione muscolare deve essere coordinata e simultanea ed è innescata da un impulso elettrico che prende il nome di potenziale d'azione (PA), che insorge spontaneamente in porzioni di tessuto cardiaco modificato, una sorta di generatore (pacemaker) primario rappresentato dal nodo seno-atriale (NSA).

Come funziona il ritmo cardiaco?

Il ritmo cardiaco normale dipende dalla frequenza del nodo seno-atriale. L'impulso da qui si propaga al resto del cuore attraverso una sorta di rete elettrica che prende il nome di sistema di conduzione cardiaco, costituito da fibrocellule con capacità di depolarizzarsi spontaneamente, formato in primis dal nodo seno-atriale, localizzato nell'atrio destro in corrispondenza dello sbocco della vena cava superiore, a seguire dai fasci atriali che conducono l'impulso fino al nodo atrio-ventricolare (nodo A-V), dal fascio di His, dalle branche destra e sinistra e dalle fibre di Purkinjie.

L'intero sistema di conduzione è capace di depolarizzarsi spontaneamente, ma con una frequenza di depolarizzazione spontanea che è decrescente dal nodo seno-atriale, in cui è di circa 70 battiti al minuto, fino alle fibre del Purkinjie, in cui è tra 25 e 30 battiti al minuto. Quando la struttura che si trova più in alto (NSA) non funziona, il ritmo viene determinato dalla prima struttura funzionante che si trova al di sotto (nodo A-V).

Dalla analisi di un elettrocardiogramma normale si può apprezzare il ritmo normale del seno, caratterizzato da "onde p" con una velocità da 60 a 100 battiti al minuto.

Cos'è il pacemaker atriale vagabondo?

Esiste una condizione particolare, da non considerarsi patologica, ma comunque da monitorare, che si chiama pacemaker atriale vagabondo (wandering pacemaker). È una condizione molto comune negli adolescenti, che non si correla necessariamente ad un malfunzionamento del sistema di conduzione, quanto ad una variazione sul tema.

Come si diagnostica il pacemaker atriale vagabondo?

Nel pacemaker atriale vagabondo, ci sono diversi punti di depolarizzazione nell'atrio diversi dal nodo sinusale. Dunque, sull'elettrocardiogramma, le onde P, rappresentative della depolarizzazione e dunque contrazione degli atri, invece di presentarsi sempre allo stesso modo, avranno morfologie diverse: puntate, doppie, picchiate, invertite, eccetera. Anche gli intervalli sull'ecg sono diversi.

La condizione si verifica di solito in pazienti con piccole disfunzioni del nodo del seno, raramente con anomalie atriali, oppure per un esaltato tono vagale aumentato. La condizione è spesso asintomatica, raramente il paziente più sensibile può avvertire il battito cardiaco irregolare o che salta, ma la condizione come detto è spesso transitoria, dunque oltre al controllo periodico non è previsto alcun trattamento medico specifico.