Alberi che rappresentano una testa d'uomo

Per i più che non conoscono questa molecola, l’omocisteina è un aminoacido solforato essenziale derivante dal metabolismo della metionina introdotto nel nostro organismo con la dieta (con l’assunzione di proteine) e formato dalla S-adenosilmetionina (SAM) e dalla S-adenosilomocisteina (SAH).

Quali sono i livelli corretti di omocisteina nel sangue?

Quando il metabolismo del corpo ed i suoi organi funzionano correttamente, l’omocisteina è trasformata in metionina o in altri aminoacidi che poi vengono, se non utilizzati, eliminati attraverso l’apparato urinario con le urine sotto forma di omocistina (scarsamente solubile in ambiente acido). Nel sangue circolante si può trovare omocisteina legata a proteine (circa l’80% ) come l’albumina e omocisteina libera (20%), sia nella forma ridotta (SH) che nella forma ossidata (S-S). La omocisteina ridotta (SH) rappresenta una quota minoritaria ma è fortemente tossica per l’organismo. Livelli normali di Omocisteina sono considerati tra 5 e 13 μmol/L (micromoli per litro), con possibili variazioni parafisiologiche legate ad età, menopausa, e condizioni patologiche associate (ad esempio nella insufficienza renale).

Quanti tipi di iperomocisteinemia esistono?

La Iperomocistenemia è una condizione non di malattia, ma di condizione predisponente a malattie, specie di malattie cardiovascolari, è dunque una sorta di spia da monitorare specie per soggetti a rischio.

Si distinguono diversi livelli di iperomocisteinemia:  

  • iperomocisteinemia borderline: (valore plasmatico tra 10-12 µmol/l)
  • iperomocisteinemia moderata (valore plasmatico tra 13-30 µmol/l)
  • iperomocisteinemia intermedia (valore plasmatico tra 30-100 µmoli/l)
  • iperomocisteinemia severa (valore plasmatico di omocisteina > 100 µmol/l)

Quali sono le cause più comuni di aumenti di livelli plasmatici di omocisteina nel sangue?

Innanzi tutto condizioni genetiche predisponenti: molti soggetti non sanno di essere omozigoti per geni che codificano in modo difettoso per gli enzimi del metabolismo dell’omocisteina (in particolare il deficit dell’enzima cistationina-beta-sintetasi che causa omocistinuria, o ancora mutazioni del gene responsabile della produzione dell’enzima metilenetetraidrofolato-reduttasi o MTHFR, o ancora deficit di metionina sintasi, di cobalamina reduttasi, di metiltransferasi associata alla cobalamina reduttasi, di γ-cistationinasi).

Ci sono poi casi diversi di soggetti con particolari carenza della Vitamina B6 (piridossina) o di altre diverse vitamine del gruppo B, quali i folati, la cianocobalamina (vitamina B12), la riboflavina (vitamina B2), la betaina e lo zinco che possono presentare alti livelli di omocisteina poiché questi oligoelementi giocano un ruolo importante di cofattori nella trasformazione dell’omocisteina.

Cosa comporta l'iperomocisteinemia?

Una quantità plasmatica alta di omocisteina predispone e diverse malattie: malattie cardiovascolari, trombo-embolismo, aterosclerosi, infarto del miocardio, ictus, demenza e perdita di memoria, depressione e irritabilità, ipertensione, aumento di rischio di cancro alla mammella, difetti del tubo neurale alla nascita, alterazioni alla vascolarizzazione della placenta, pre-eclampsia, labioschisi, neuropatia periferica, perdita di massa magra e incremento di massa grassa, autismo, schizofrenia, sintomatologia da astinenza da alcool.

Da cosa dipende l'omocisteinemia alta?

La omocisteinemia alta non è solo dipendente da fattori genetici, che vanno sempre indagati quando si scopre, ma può dipendere anche da fattori ambientali: diete squilibrate e prolungate nel tempo (diete iperproteiche e ipercaloriche in genere), ipotiroidismo, alterazioni della funzionalità renale, senescenza, uso di farmaci (inibitori della pompa protonica, antiepilettici, anticoncezionali orali, farmaci anti-Parkinson, metotrexate, metformina, fibrati) possono contribuire nell’aumento della omocisteina nel sangue.

Ma come un eccesso di omocisteina causa così tanti danni?

La omocisteina la si deve immaginare come una molecola appiccicosa, capace di "aderire" alle pareti vascolari, alterando così la struttura delle stesse pareti ma anche il normale flusso ematico. Il progressivo deposito di omocisteina sulla parete vasale lede i tessuti (istolesività) attraverso diverse modalità: è stato dimostrato che l’omocisteina, legandosi all’ossido nitrico, agisce sulla quota muscolare dei vasi inducendo vasocostrizione; livelli di omocisteina cronicamente elevati provocano una deplezione dell’ossido nitrico e una produzione di ossido nitroso, inducendo dunque una condizione quasi continua di vasospasmo, che facilita i fenomeni occlusivi, specie lì dove si crea la formazione di una placca aterosclerotica, in quanto l’omocisteina forma anche il complesso omocisteina-tiolattone, molecola che reagendo con le lipoproteine a bassa densità (LDL) forma un complesso insolubile detto LDL-Tiolattone che rappresenta il cuore della placca ateromasica.

L'omocisteina poi è capace da sé di comportarsi da radicale libero dell’ossigeno provocando disfunzione endoteliale e necrosi delle cellule endoteliali, aumentando di fatto l’adesività e l’aggregazione delle piastrine con formazione di trombi ed emboli. Ad oggi diversi studi scientifici sono concordi nell’indicare l’iperomocisteinemia un fattore di rischio per l’ipertensione, l’aterosclerosi coronarica e l’infarto miocardico, per patologie cerebrovascolari come l’ictus (è capace di causare un danno a carico delle piccole arterie cerebrali ed anche per questo si pensa che possa contribuire alla demenza o alla malattia di Alzheimer o al morbo di Parkinson), per patologie vascolari periferiche (trombosi arteriose e venose, embolia polmonare, disfunzione erettile, occlusione venosa retinica, emicrania, disturbi dell’udito), per la formazione di aneurisma dell’aorta addominale.

Relazione fra l'iperomocisteinemiae altre malattie?

Studi sono ancora in corso per definire possibili relazioni tra iperomocisteinemia e malattie come l’epilessia, il diabete ed alcune malattie autoimmuni come il LES o la psoriasi o la celiachia o il morbo di Chron, mentre sono confermati scientificamente le influenze che un alto livello di omocisteina ematica possa avere su un maggiore rischio di fratture ossee da osteoporosi, così come l’insufficienza renale cronica (IRC) si associa molto frequentemente a un aumento dei livelli plasmatici di omocisteina, che può essere considerata una nuova tossina uremica.

Un elemento di grande interesse è rappresentato dalla correlazione tra iperomocisteinemia e cancro: alcuni studi indicano che il cancro dipenda molto dai fattori ambientali, oltre che da quelli genetici, e che la presenza di elevati livelli di omocisteina rende il DNA più vulnerabile ai danni e non facilmente riparabile una volta danneggiato, dunque rappresenta ciò un humus predisponente alla insorgenza di patologie tumorali che come è noto, insorgono proprio per alterazioni genetiche importanti.

Come curare una iperomocisteinemia quando riscontrata?

Innanzi tutto bisogna aiutare i reni nella sua escrezione, dunque una buona idratazione giornaliera è importante (almeno 2 litri al giorno). Bisogna poi seguire una dieta mediterranea, ricca di verdure e frutta, capaci di ridurre in modo significativo i livelli di omocisteina nel sangue, che va mantenuto fluido anche attraverso l’uso di cardioaspirina. Bisogna poi limitare l’apporto di proteine e grassi animali, ed avviare programmi di attività fisica prevalentemente di tipo aerobico. L’uso di integratori (complesso B, zinco, folati) aiuta sensibilmente a ridurre il livello ematico di omocisteina.