Bambino GrassoOggi cicciottello, domani cardiopatico: non ci sono dubbi sulle conclusioni raggiunte da diversi studi internazionali relativamente alle implicazioni di una obesità infantile sul futuro della persona stessa.

I soggetti infanti o giovani adolescenti sovrappeso e/o obesi (in Italia 4/10 lo sono) sono a rischio, nel tempo, di sviluppare malattie cardiovascolari.

Negli studi fatti in questi anni si è dimostrato che più del 50% dei bambini che risultano affetti da obesità infantile all'inizio dell'osservazione, rimangono obesi da adulti, con una evidente propensione allo sviluppo della cosiddetta sindrome metabolica (una sorta di mix di patologie: diabete, ipertensione, ipercolesterolemia e dislipidemia, iperuricemia) che espongono tali soggetti al rischio di aterosclerosi (accumulo di grasso sulle arterie) e dunque il rischio di ostruzione delle stesse arterie con possibili ictus, trombosi ed infarti.

Sembra assurdo pensare che un soggetto adolescente inizi già in tenera età ad accumulare grasso nelle arterie, ma il processo degenerativo non si forma nell'arco di pochi mesi, ma si sviluppa nel tempo, in modo progressivo, con una rapidità che è direttamente proporzionale a stile di vita sedentario, fumo di sigaretta, obesità.

Secondo gli esperti della Organizzazione Mondiale della Sanità modificando le abitudini alimentari sbagliate è possibile incrementare le aspettative di vita di una persona di cinque, sei anni.

Insieme dunque alla prevenzione è fondamentale anche la capacità di fare diagnosi di malattia di trombosi anche quando questa è meno probabile, come nei bambini e addirittura nei neonati, che spesso presentano fattori ereditari che li predispongono al rischio di eventi cardiovascolari, anche in età molto precoce, perché il loro sangue tende a coagulare più facilmente.

Se il rischio viene riconosciuto per tempo, può essere curato con farmaci efficaci e tenuto sotto controllo con uno stile di vita sano che metta al riparo dal rischio, sempre possibile, di recidive.