Virus MERS

La sigla MERS è un acronimo con il quale si indica l’inglese "Middle East Respiratory Syndrome": dal punto di vista scientifico con questo acronimo si indica una condizione clinica molto grave, una sindrome respiratoria mediorientale indotta da infezione virale, un coronavirus. L’infezione da Mers-CoV è una forma clinica grave, in cui questo sesto nuovo tipo di coronavirus identificato, simile al virus della SARS, che può anche portare a morte il paziente infetto.

Cenni sulla Mers?

Le prime forme virali con infezione, anche letale, sono state identificate nel 2012 (basta consultare il ProMED-mail, Program for Monitoring Emerging Diseaes, una sorta di piattaforma virtuale scientifica in cui sono condivise informazioni su virus ed epidemie), anche se secondo molti virologi, il virus sarebbe emerso già nel 2007 attraverso mutazioni e trasmissioni tra vari animali, dai pipistrelli in particolare e dai cammelli.

Da allora, in forma endemica, il virus è stato riconosciuto in diversi continenti, specie in quelle africani e orientali (Corea del Sud, Arabia Saudita, Egitto, Cina, Qatar).

Quali sono i sintomi della Mers?

Come per la gran parte dei corona virus, siamo di fronte ad una infezione respiratoria, con una forma di trasmissione comune a qualsiasi altra sindrome influenzale; una volta trasmesso, il virus ha nel corpo umano  dodici giorni di incubazione, si sviluppa e si diffonde nell’organismo scatenando poi la malattia con sintomi sovrapponibili a quelli della normale influenza, con febbre, brividi, dolori e crampi muscolari, diarrea, tosse, mal di testa.

Il virus della MERS è stato definito, giornalisticamente, come un virus “SARS-simile” o “virus della SARS Arabica”, ed in effetti l’accostamento non è sbagliato in quanto il virus della MERS e quello della SARS appartengono, sommariamente, alla stessa famiglia, tuttavia le differenze sono d’obbligo, sia in termini fisici, che di capacità virulenta e di morbidità e mortalità indotta.

Come si interviene nel caso di Mers?

La necessità di ricorrere alla ventilazione meccanica per tenere in vita i pazienti con infezione da virus della MERS è un evento possibile, anche la insufficienza renale acuta o la morte sono eventi possibili, ma gran parte di queste condizioni sono eventi estremi, che spesso coinvolgono pazienti con pregresse condizioni morbose.

Il funzionamento del virus della MERS è al momento poco noto, forse anche per questo la malattia ha un tasso di mortalità del 65 per cento, quindi molto più alto di quello della SARS, stimato intorno all’8 per cento, anche se tuttavia sono stime da rivedere ampiamente al ribasso, in quanto relative a pochi pazienti analizzati, e spesso con altre complicazioni.

Qual'è la cura per la Mers?

Ad oggi, proprio per la scarsa conoscenza del virus, non esiste una cura contro la MERS e non c’è nemmeno un vaccino; chi si infetta deve affrontare terapeuticamente i sintomi e le eventuali complicanze, cercando di  arginare la diffusione del virus nell’organismo e di contagiarlo ad altri: interferoni, anti piretici, antibiotici sono i farmaci più usati. Al momento non vi sono allarmi da diffondere, ma puro buon senso: tanti virus e batteri hanno rischiato di “distruggere” la popolazione occidentale nel corso degli ultimi anni, almeno secondo i media (il morbo della mucca pazza, l’aviaria, la suina, Ebola, la SARS) … siamo sopravvissuti, sopravviveremo ancora …