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La Sindrome di Morton è una condizione clinica caratterizzata da una anomalia meccanica in genere ereditaria: il primo metatarso del piede è accorciato esercitando, a seguito di questa condizione che lo rende eccessivamente mobile, una forza compressiva eccessiva sulla testa del secondo metatarso osseo.

Cos'è la sindrome di Morton

La sindrome prende il nome da Dudley Morton, che per primo ha identificato la patologia che si caratterizza per la formazione da ispessimento cutaneo (callo) tra primo e secondo (e talora anche tra secondo e terzo) metatarso.

Nella sindrome di Morton il primo dito è ridotto di dimensioni rispetto al secondo dito, e questa condizione biomeccanica tende a causare una compressione meccanica dei nervi interdigitali che specie nel terzo spazio intermetatarsale, una volta intrappolati e danneggiati, provocano dolore e bruciore nella regione dell'avampiede.

Sintomi della sindrome di Morton

Duroni (calli, ipercheratosi) sono visibili sulla superficie plantare (inferiore) del piede sotto il secondo e terzo metatarso, associati spesso ad un crollo della volta plantare trasversa, un arrossamento cutaneo con gonfiore è spesso apprezzabile sulla prima articolazione  metatarso-falangea, spesso associata a sua volta ad una deviazione in valgismo dell’alluce (alluce valgo).

Il dolore di solito si presenta per posture erette o deambulazione prolungata, si attenua con il riposo, può esacerbarsi con scarpe a punta stretta. La sindrome di Morton è dunque una condizione clinica indotta da uno squilibrio meccanico nella regione degli avampiedi, spesso monolaterale, ma possibile anche bilateralmente, e che colpisce particolarmente il sesso femminile.

Cos'è il neuroma di morton di Morton

 Il neuroma di Morton è invece altro: nello specifico i neuromi sono anche detti neurinomi e sono generalmente tumori benigni non cancerosi del tessuto nervoso, che si possono sviluppare in varie parti del corpo. Il Neurinoma di Morton è una patologia che si limita ai nervi del piede, più comunemente tra il terzo e il quarto dito del piede.

Sintomi del neuroma di Morton

La condizione comporta un ispessimento del tessuto attorno ad uno dei nervi digitali e non si qualifica come un tumore vero e proprio, in cui il fenomeno compressivo provoca un dolore acuto, bruciante, di solito nella regione esterna del piede. Al bruciore il sintomo associato più comune è l’intorpidimento delle dita con la sensazione di "camminare su un marmo".  Spesso la condizione clinica, nel tempo, si associa con una retrazione dei muscoli flessori delle dita, che si presentano ad artiglio.

Chi è soggetto al neuroma di Morton?

La condizione è molto comune in soggetti che praticano lavori usuranti per i piedi (hostess, camerieri, eccetera) o sport in cui gli avampiedi vengano particolarmente sollecitati (canottaggio, ciclismo, arrampicata sportiva, velocisti della corsa, eccetera).

Come si diagnostica il neuroma di Morton?

La diagnosi si basa prevalentemente sul rilevamento del quadro clinico, ma radiografia, ecografia dei tessuti molli e risonanza magnetica possono definire nel dettaglio diagnosi ed entità del danno (sono da considerarsi lesioni correlate, come microfratture ossee o alterazioni/erosioni della cartilagine).

Come si curano la sindrome e il neuroma di Morton?

La terapia della sindrome di Morton e del neuroma di Morton è prevalentemente ed inizialmente di tipo non cruento, conservativa: bisogna nella gran parte dei casi procrastinare l’intervento chirurgico, usano tutte le possibili applicazioni terapeutiche possibili:

  • riposo funzionale,
  • farmaci anti-infiammatori e farmaci analgesici (aspirina, ibuprofene, paracetamolo),
  • farmaci cortisonici (da usare per bocca o intramuscolo),
  • infiltrazioni intra-articolari di cortisone
  • massaggi plantari,
  • fisioterapia (utili laser, ultrasuoni, onde d'urto, Frems),
  • applicazione locale intermittente di caldo e freddo (la terapia convettiva caldo-freddo facilita la rivascolarizzazione dei tessuti localmente e facilita il drenaggio del processo infiammatorio)
  • usare calzature ad hoc con suola morbida ed avampiede ampio, evitando scarpe strette, con tacchi alti,
  • ortesi plantari su misura, da valutare con radiografie, baropodometria, podoscopia, su prescrizione medica,
  • limitare attività sportive che determino eccessiva sollecitazione degli avampiedi (danza, canottaggio, corsa in velocità, attività pliometrica in genere).

Nel caso in cui la condizione persiste o peggiora, nonostante questi sforzi, la chirurgia può essere raccomandata per rimuovere il neuroma (o neurinoma). L'intervento richiede solo un breve periodo di recupero, anche se può persistere un intorpidimento permanente nelle dita colpite; la chirurgia è generalmente usata come ultima risorsa.