Elettrocardiogramma su tapis roulant

La necessità di prevedere il rischio di infarto è sempre stata una prerogativa per l’attività dei cardiologi: la carta del rischio cardiovascolare, i controlli medici periodici con elettrocardiogramma, ecocardiogramma, le analisi sanguigne di colesterolo, trigliceridi, glicemia, il controllo del peso sono tutti elementi che servono ai medici per monitorare il rischio che un paziente ha di sviluppare una cardiopatia ischemica.

Predire gli infarti sul Tapis Roulant

Alla ricerca di indici capaci di aiutare a predire questo rischio (l’infarto mediamente si può affermare che non è prevedibile, come i terremoti!),  i cardiologi del Johns Hopkins hanno sviluppato una equazione che valuta il rischio di morire nel corso di un decennio, sulla base di capacità di una persona di correre su un tapis roulant a velocità e pendenza crescente.

L’equazione nasce da una analisi statistica di 58.000 casi, dunque ha una sua attendibilità scientifica. Il nuovo algoritmo, detto FIT Treadmill Score, valuta il rischio di morte a lungo termine in chiunque basandosi su prestazioni fisiche al tapis roulaint.

Il punteggio ottenuto sarebbe indicativo della salute di una persona; la forma fisica fa dunque presagire il rischio di mortalità, ed oggi si può farlo con questa equazione che tiene conto di età, sesso e livello di forma fisica. Il “FIT Treadmill Score” è facile da calcolare e potrebbe diventare un pilastro di riferimento per cardiologi e medici sportivi per illustrare il rischio tra coloro che sono sottoposti a test di stress cardiaco e spingere le persone con scarsi risultati a diventare più attivi.

Come avvengono i test da sforzo massimale?

Negli attuali test da sforzo massimali (test ergometrico massimale) una persona esegue uno sforzo su tapis roulant o cyclette con progressivo carico di velocità e resistenza. La prova viene interrotta quando una persona raggiunge il punto di esaurimento o sviluppa qualche sintomo come dolore al petto, vertigini o anomalie del ritmo cardiaco. Nelle registrazioni elettrocardiografiche che si effettuano risultati anomali durante la prova sono indicativi per ulteriori accertamenti diagnostico-terapeutici (angiografia, risonanza magnetica cardiaca con mezzo di contrasto, eccetera), poiché presentano una anomalia della funzione cardiaca, coloro che hanno elettrocardiogrammi normali e sono senza sintomi allarmanti sono considerati normali e in genere non richiedono ulteriori test.

Cosa indica il test sul Tapis Roulant?

Il Fit treadmill score, tra questi normali, ci indica il grado di allenamento dei soggetti ma soprattutto il rischio futuro di sviluppare una malattia cardiaca. Lo studio che ha portato a questa formula è durato diciotto anni: sono stati raccolti dati di 58.020 persone, tra 18 e 96 anni di età, che hanno effettuato uno stress test tra il 1991 e il 2009 per la valutazione cardiaca. I ricercatori hanno poi verificato quanti nel tempo sono morti di patologia cardiaca, e hanno correlato l’evento con i vari fattori fisici raccolti alla prova (età, sesso, livello di forma fisica misurato con i Mets e frequenza cardiaca di picco raggiunto durante l'esercizio): il livello di forma fisica è stato il singolo più potente predittore di morte e sopravvivenza, anche considerando altre patologie concomitanti o la predisposizione familiare per malattie cardiache.

Come funziona il punteggio del Fit treadmill score?

Un punteggio del Fit treadmill score che tende verso -200 (limite inferiore) indica un aumento di rischio per patologie cardiovascolari a dieci anni, un punteggio che tende verso +200 (limite superiore) indica un ridotto rischio a dieci anni. In questa scala che va da -200 a +200 dunque chi ottiene un punteggio sopra lo zero ha un rischio di mortalità più basso mentre chi ottiene un punteggio negativo ha un rischio più elevato.

I pazienti che hanno ottenuto 100 o più avevano un rischio del 2 per cento di morire nel corso del decennio successivo, mentre per quelli con punteggi compresi tra 0 e 100 il rischio saliva al 3%. Coloro che non hanno raggiunto lo zero e rimanevano sino a -100 il rischio di morire nei dieci anni successivi era dell'11%, da -100 a -200 il rischio aumentava fino al 38%.

La percezione attuale è che questo punteggio sia un buon indicatore e che la sua valutazione nell’ambito della prevenzione e della promozione dello stato di salute sia da considerarsi, quando si visita un paziente e lo si rende edotto delle sue condizioni cliniche.