BAcio tra uomo e donna

La mononucleosi è una malattia infettiva comunemente anche definita come la “malattia del bacio” perché a trasmissione salivare, e dunque trasmissibile attraverso un bacio.

Quali sono le caratteristiche e i sintomi della mononucleosi?

Contratta prevalentemente in età infantile o adolescenziale, la mononucleosi infettiva è causata da una infezione da virus a DNA a doppio filamento appartenente al gruppo degli herpes virus, detto virus di Epstein-Barr (EBV). La malattia ha un periodo di incubazione di circa quattro-sei settimane, dopo le quali si manifestano una serie di sintomi, associati tra di loro in vario modo, così elencabili in modo rapido:

  • febbre
  • mancanza di forza (astenia, ipostenia)
  • dolore alla deglutizione (faringodinia)
  • ingrossamento dei linfonodi del collo prevalentemente (linfoadenomegalia)
  • ingrossamento della milza (splenomegalia)
  • febbre (intermittente)
  • ingrossamento (episodico) del fegato (epatomegalia)
  • ingrossamento delle tonsille
  • rinolalia e disturbi della respirazione in genere (per ingrossamento dei linfonodi)
  • episodi di esantema maculo-papuloso
  • lesioni petecchiali sul palato
  • edema orbitario (conseguente a stasi linfatica sempre in conseguenza dell’ingrossamento dei linfonodi)
  • alterazione ematica delle transaminasi

Come si diagnostica la mononucleosi?

Se gli elementi clinici possono essere molto indicativi la diagnosi della mononucleosi passa attraverso esami ematochimici, attraverso la rilevazione di un aumento nel sangue di cellule mononucleate, con tipica presenza di cellule di Downey (grandi linfociti con abbondante citoplasma) che appartengono alla classe dei linfociti T, che proliferano in conseguenza della infezione dei linfociti B da parte del EBV. La diagnosi certa si basa sul rilevamento dei seguenti parametri:

  • in fase acuta aumento delle IgM (anticorpi) antivirocapside (anti-VCA IgM)
  • in fase subacuta aumento progressivo degli anticorpi IgG anti-VCA
  • in fase di recupero o remissione della malattia presenza di IgG antiantigene nucleare (anti-EBNA)

la malattia nei soggetti più “forti” può avere un decorso quasi asintomatico, scambiata spesso per una sindrome influenzale, nei pazienti più “delicati” il quadro può talmente evolvere in modo peggiorativo da richiedere in alcuni casi il ricovero.

Come si cura la mononucleosi?

Dal punto di vista terapeutico non esiste un farmaco specifico per la mononucleosi, necessita solo un periodo di riposo ed una eventuale profilassi delle complicanze (respiratorie, renali, ematiche) per quei soggetti che sono più recettivi e delicati. Le complicanze ematiche più frequenti, da valutare caso per caso, sono diverse:

  • anemia emolitica autoimmune
  • piastrinopenia
  • sindrome di Guillan-Barrè
  • meningite
  • mielite trasversa
  • neurite
  • miocardite

Spesso, nelle settimane successive alla insorgenza della mononucleosi il paziente presenta un lieve stato di immunodepressione, che deve essere contrastato con rimedi naturali, tra questi una alimentazione sana (frutta e verdura abbondanti) ed eventuali integratori di vitamina C, vitamina B ed antiossidanti.