donna che si mangia le unghieMangiarsi le unghie è una condizione molto comune nei bambini, che tipicamente esplorano il proprio corpo anche attraverso questo “mezzo”, ma è purtroppo consuetudine anche di molti adulti che non sono realmente affetti da un desiderio di tornare all'infanzia ma da disturbi di tipo comportamentale.

L'unghia è un annesso cutaneo la cui crescita è variabile e la cui regolare "manutenzione" con accorciamento della stessa è fondamentale per evitare rotture della stessa o accumulo di sporcizia con conseguente rischio di infezioni.

Ci sono soggetti dunque che si mangiano le unghie: è questa una spia di un profilo comportamentale e caratteriale di tipo ansioso. Soggetti con stati di ansia tendono a rosicchiarsi le unghie, a mangiarle e qualche volta riescono anche a farle scomparire dal letto ungueale! Nella vita di tutti i giorni si vedono soggetti con siffatta cattiva abitudine: persone che tendono a nascondere le mani, per la vergogna nel mostrare queste falangi in cui a normali unghie si sostituiscono unghie macere e malridotte, letti ungueali che presentano invece del classico colore roseo, varie sfumature tendenti al rosso o al rosa pallido, con macerazione del tessuto cutaneo circostante, anch’esso aggredito dalla “volontà mangereccia” del proprietario.

In alcuni casi i margini cutanei attorno all'unghia possono presentarsi spaccati, con piccole piaghe e fessurazioni spesso fonte di dolore, con rischio di infezioni batteriche in sede.

Dunque si può parlare di una cattiva abitudine, figlia di comportamenti sbagliati, e di un carattere compulsivo-ossessivo, con tratti di ansia.

Intendiamoci: chi si mangia le unghie non è mica uno psicopatico, ma certo ha una instabilità caratteriale che lo porta a consolarsi/rilassarsi a spese delle proprie unghie.

Che si fa in questi casi?

Come curare la cattiva abitudine di mangiarsi le unghie?

Un metodo ancora in voga per i bambini (ma anche per gli adulti) è quello di spennellare il letto ungueale con degli smalti (in genere incolori) che al gusto appaiono fortemente amari (ma innocui); una sorta di repellente per i vogliosi di onicofagia! Col tempo questa sorta di repellente disabitua le persone affette dalla brutta abitudine di mangiarsi le unghie; la vera cura tuttavia consiste nel gestire le ansie, le paure, i conflitti comportamentali che portano questi soggetti a mangiarsi le unghie.

Non bisogna dunque andare da un medico, se si vuole affrontare veramente la patologia (specie quando questa, oltre a problemi di natura estetica crea disagi e rischio di malattie), ma da uno psicoterapeuta, che sia capace insieme al paziente di identificare le fonti di stress e canalizzare questa energia negativa verso altre forme o comunque verso altri interessi.

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