I sintomi della malattia di Sachs sono chiari fin dall'inizioParlare di un certo tipo di malattie può esulare dalla personale competenza, ma in questo caso tutto nasce da una esperienza professionale personale importante.

Cosè la malattia di Sachs

La malattia di Tay Tay-Sachs è una malattia genetica, definita anche come “malattia lisosomiale”, in cui per un difetto genetico un enzima difettoso determina il progressivo accumulo di materiale inerte sulle cellule nervose (neuroni) con progressiva ed inesorabile degenerazione del tessuto nervoso.

L’enzima difettoso è l’esosaminidasi A (Hex A); la sua mancata funzione causa un accumulo del ganglioside Gm2 nei neuroni. L’esosaminidasi A (Hex A) è nello specifico un’idrolasi lisosomiale, che catalizza la scissione della N-acetilgalattosammina nel Gm2, ed è  costituita da due subunità subunità: α e β. Il gene della subunità α dell’enzima si trova sul cromosoma 15 (q 23 23-24), è lungo 35 kb ed è diviso in 14 esoni, il gene della subunità β è sul cromosoma 5. Le tre mutazioni più importanti sono:

  • [HEXA, 4 4-bp ins ins, EX11]: è presente nel 75% dei portatori sani Ashkenaziti
  • [HEXA, IVS12, G G-C, +1]: è presente nel 13% dei portatori sani Ashkenaziti
  • [HEXA, 7.6 kb DEL, EX1]: è presente nei soggetti di origine franco franco-canadese

Forme cliniche di malattia di Sachs

  • Forma Infantile: i sintomi compaiono tra i quattro e sei mesi di vita, con inesorabile morte tra i tre e cinque anni
  • Forma Giovanile: sintomi tra i due e cinque anni, con morte attorno ai quindici anni
  • Forma Cronica: presenta sintomi meno gravi attorno ai cinque anni. Le aspettative di vita sono maggiori.
  • Forma Adulta: in questi casi, meno gravi, i sintomi si presentano in età adulta. La forma adulta è stata identificata di recente, quindi le stime degli affetti sono approssimative, presente in 1/67000 nella popolazione ebraica degli Stati Uniti, 1/14000 in Israele. Il 6% dei portatori di Tay Tay-Sachs individuati è portatore della forma adulta della malattia.

Sintomi della malattia di Sachs

  • Arresto dei processi mentali (reazioni di spavento a rumori improvvisi, incapacità di reagire agli stimoli,non sorride, non si volta, ritardo mentale);
  • Indebolimento progressivo dei muscoli: progressivo arresto della crescita, debolezza (ipostenia), incapacità di stringere oggetti, perdita della coordinazione, incapacità a camminare a quattro zampe e a sedersi,  progressiva inabilità ad inghiottire, difficoltà respiratorie, paralisi totale
  • disturbi visivi (possibile cecità) e dell’udito (eventuale sordità neurosensoriale)
  • Epilessia

Altri disturbi possono essere

  • Macchia rosso ciliegia sul fondo oculare nel 95% dei casi
  • perdita della capacità di fissare lo sguardo

Caratteristiche della forma adulta

La trasmissione della malattia è dunque genetica e legata, ma non determinata, dall’appartenenza a ceppi di popolazione specifica, come si è intuito. La malattia è  autosomica recessiva, almeno uno dei genitori deve essere portatore di una mutazione per la forma adulta, l’altro genitore può portare indifferentemente una mutazione per la forma adulta o infantile. Sono colpiti entrambi i sessi.

Cause della Malattia di Sachs

La causa della alta frequenza ed incidenza della malattia tra gli ebrei è legata a diversi fattori:

  • consanguineità e/o endogamia
  • vantaggio selettivo della condizione di eterozigosi
  • deriva genica
  • effetto fondatore

Nelle forme adulte, croniche, la progressione della malattia è lenta, è compatibile con una vita normale.

Cura della malattia di Sachs

Non esiste una cura per la Tay-Sachs; la malattia ad oggi dà purtroppo solo questa triste certezza. Vi sono tentativi di terapie basata sulla somministrazione dell’enzima HexA, è stato sperimentato il trapianto di midollo osseo, si parla molto di cellule staminali, ma ad oggi nulla di scientificamente validato esiste per dare una speranza ai malati di questa sindrome, per la cui diagnosi prenatale risultano fondamentali amniocentesi (in casi a rischio si verifica la presenza o assenza di HexA in cellule provenienti dal liquido amniotico tra 14°-16° settimana di gravidanza) e la villocentesi (CVS), da effettuarsi tra 10°-12° settimana.