Legamento Collaterale MedialeDei quattro legamenti fondamentali per la stabilità articolare del ginocchio in movimento, il legamento collaterale mediale (LCM) è il più robusto, costituito da materiale fibroso con parziale componente elastica che si estende dalla parte finale del femore (condilo mediale) alla parte superiore della tibia (metafisi tibiale mediale). E' dunque lo stabilizzatore mediale del ginocchio, impedendone l'apertura a trazioni che dall'esterno spingano medialmente il ginocchio. L'evento traumatico che può portare alla lesione del legamento collaterale mediale, deve essere in genere molto violento (capita prevalentemente negli sport dove ci sono contrasti di gioco) ma esistono comunque fattori predisponenti alla lesione, come il sovrappeso, il ginocchio valgo, una lassità costituzionale.

La lesione del legamento collaterale mediale in genere, purtroppo, non avviene mai da sola, ma spesso si associa a lesioni di altri legamenti, più comunemente il legamento crociato anteriore, o il menisco mediale, che spesso appunto può subire una disinserzione.
I sintomi sono caratteristici: 

  • vivo dolore sulla zona mediale del ginocchio con gonfiore ed arrossamento;
  • talora ecchimosi in sede;
  • ginocchio bloccato in flessione antalgica;
  • lassità articolare ai test clinici.

Il protocollo RICE (riposo, immobilizzazione, congelamento, elevazione) è da applicarsi immediatamente dopo il trauma, una radiografia in urgenza è utile per escludere se vi sono lesioni ossee associate, tuttavia l’esame diagnostico per eccellenza nelle lesioni sospette di legamento collaterale mediale è l’ecografia articolare, che può, a riposo ed in dinamica, evidenziare le lesioni del legamento e la sua robustezza in movimento. Con ecografia, ed eventuale risonanza magnetica che può escludere la presenza di lesione di altri legamenti o strutture articolari, si può definire la entità della lesione. In medicina si distinguono:

  • lesione di I grado: è una lacerazione minima del legamento collaterale mediale, che coinvolge meno del 30% delle fibre del legamento. Vi è una sostanziale integrità ed i sintomi sono moderati, con dolore alla pressione sul legamento collaterale mediale, lieve lassità articolare, tumefazione in sede. Queste lesioni guariscono nell’arco di 20-30 giorni, venendo curate con riposo, anti-infiammatori, tutore e qualche seduta decontratturante muscolare di fisioterapia.
  • lesione di II grado: il legamento collaterale mediale è interessato da una alterazione della sua struttura che va dal 30 al 50% del suo spessore. I segni ed i sintomi sono ovviamente più accentuati e la instabilitù articolare è predominante. Insieme al tutore, nei primi giorni, è consigliabile anche l’uso di stampelle e lo stop sportivo, che in genere dura due mesi, va accompagnato a farmaci e fisioterapia (laser e tecar) che puntano ad un precoce risanamento della lesione. Non è infrequente, in questo tipo di lesione, che la ripresa graduale dell’attività sportiva, nelle prime settimane necessiti di ginocchiere ad hoc.
  • lesione di III grado: in questo caso, in genere complicato da lesioni associate di altri legamenti o menischi, il legamento è lesionato per più del 60%, se non completamente rotto ed alla immobilizzazione, nel 50% dei casi, spesso segue intervento chirurgico per ripristino del comparto articolare mediale. Ovviamente i tempi di recupero sono molto lunghi (anche in funzione di un possibile intervento chirurgico) ed il ritorno all’attività sportiva in genere è dopo i sei mesi.

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