Dieta DukanLa dieta dukan fù creata dal dottore francese Pierre Dukan, che ne ha fatto un business vero e proprio, questa formulazione dietetica prevede quattro fasi caratterizzate tutte dal consiglio di bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno.

  1. Fase di attacco: da tre a dieci giorni (in base al calo ponderale programmato) si possono mangiare esclusivamente alimenti altamente proteici (carne rossa e bianca, pollame, prosciutto sgrassato, uova, pesce, crostacei, latte magro, eccetera), senza restrizioni sulla quantità, sulla qualità (combinazioni, tipologia di cottura, eccetera) e sugli orari dei pasti.
  2. Fase di crociera: agli alimenti consentiti nella prima fase si aggiungono alcuni tipi di verdure e legumi come pomodori, cetrioli, ravanelli, asparagi, spinaci, porri, insalate, fagioli, cavoli e funghi. Anche in questo caso non ci sono restrizioni su dosaggi, abbinamenti, tipologia di cottura, numero di pasti, sino al raggiungimento del peso forma.
  3. Fase di consolidamento: è la fase che si prefigge di evitare l’effetto yo-yo con il recupero veloce dei chili persi. La sua durata è stabilita matematicamente: numero di giorni della fase di consolidamento = numero di chilogrammi persi x 10. In questo periodo si possono aggiungere amidi (pasta, pane, pizza, cracker, patate) solo due volte a settimana e frutta (prevalentemente con basso indice glicemico, escludendo dunque uva, cocomero, pera, eccetera). Vengono concessi due pasti “di gala” a settimana nei quali, evitando gli eccessi, si possono ricominciare a mangiare gli alimenti fino ad ora vietati.
  4. Fase di stabilizzazione: in questa fase si ritorna ad un regime alimentare normale, mantenendo un giorno della settimana nel quale consumare soltanto le proteine che erano consentite nella fase d’attacco.

Da quanto si evince, la dieta dukan sembrerebbe fatta per chi ama la tavola e la carne in particolare: una persona che effettua la Dieta Dukan può mangiare molto, provando solo uno degli effetti più sgradevoli delle diete comuni: la frustrazione da privazione, ma non la fame. Gli effetti a breve termine paiono evidenti, tuttavia a medio e lungo termine, come spesso capita con le diete modaiole, non possono escludersi effetti collaterali. Molti dietologi bocciano il metodo Dukan, ascrivibile alla categoria delle diete iperproteiche, regimi alimentari squilibrati nei quali è facile perdere peso, sottoponendo però a grande stress l'apparato gastrointestinale, il fegato ed i reni, e l'equilibrio idroelettrolitico del paziente che la segue.

I sostenitori della dieta dukan ritengono che le carenze di vitamine e sali minerali possano essere facilmente ammortizzate tramite l'assunzione di integratori, ma sono molti ad indicare nella dieta Dukan i problemi tipici delle diete proteiche:

  • rischio di aumento del colesterolo e dei trigliceridi;
  • alterazioni della funzionalità epatica per sovraccarico di lavoro;
  • alterazioni gastrointestinali da incremento impegno metabolico nella digestione ed assorbimento delle proteine (gastrite, duodenite, colon irritabile, eccetera con sintomi associati come nausea, meteorismo, flatulenza, steatorrea, alitosi);
  • demineralizzazione ossea con rischio di osteopenia/osteoporosi (gli acidi rilasciati nell'organismo durante la metabolizzazione delle proteine vengono digeriti proprio grazie al calcio  con espulsione di più calcio attraverso l'urina rispetto alla norma);
  • sovraccarico funzionale dei reni (deputati allo smaltimento delle scorie proteiche) con rischio di produzione di calcoli renali;
  • esaurimento del glicogeno muscolare (normale fonte energetica) che può portare ad una atrofia muscolare (perdita di muscolo).

"In medio stat virus" è una locuzione latina, il cui significato letterale in italiano è: «la virtù sta nel mezzo», tesa a ricercare l'equilibrio, che si pone sempre tra due estremi, pertanto al di fuori di ogni esagerazione: probabilmente sia fautori che detrattori della dieta Dukan esagerano, in ogni caso la dieta mediterranea (quella più vicina ai nostri palati ed alle nostre abitudini) non è così malvagia.