Le lesioni di spalla Le lesioni della spalla possono essere conseguenti ad infortuni sportivi ma non solo, anzi spesso sono proprio le persone sedentarie che subiscono tali traumi.

La spalla rappresenta un complesso articolare costituito da diverse articolazioni formate da omero, scapola, clavicola, sterno e, indirettamente, coste e colonna vertebrale. Le articolazioni comprese in questo complesso sono la gleno-omerale, la acromion-claveare, la sterno-claveare, la scapolo-toracica (detta falsa, come l'articolazione sotto-deltoidea).

Come tutte le articolazioni, anche quella della spalla ha una stabilità statica garantita da strutture legamentose (legamenti gleno-omerali e coraco-omerale) e dal cercine glenoideo, ed una stabilità attiva data dalla sincronia cinetica dal gruppo di muscoli che la avvolgono e che nel loro insieme prende il nome di “cuffia dei rotatori” e dai muscoli deltoide e bicipite, che tengono salda la testa dell'omero sulla glenoide.

Purtroppo, come tutte le articolazioni, anche la spalla può essere soggetta a traumi diretti o indiretti: mentre le lesioni acute della spalla, intese come fratture, lussazioni o rotture muscolari sono più frequenti in sport come sci, ciclismo, rugby, nella pallavolo e nella atletica leggera la maggiore incidenza riguarda le lesioni da sovraccarico (tipiche degli sport di lancio) come l’impingement sub-acromiale (sindrome da conflitto), le lesioni della cuffia e le instabilità di spalla. Ovviamente le patologie traumatiche della spalla non necessariamente sono legate ad infortuni sportivi ma anche accidentali, anzi si può affermare che il rischio di patologie traumatiche più gravi possa coinvolgere soprattutto i soggetti sedentari, meno muscolarmente preparati.

Gli elementi clinici di lesioni della spalla sono caratteristici: dolore forte, anche a riposo, specie nelle ore notturne, con episodi di irradiazione del dolore lungo il braccio, e disestesie all’arto stesso (formicolii, ipoestesie), ipostenia (mancanza di forza) del braccio, con difficoltà alla elevazione e rotazione del braccio.

Validi supporti diagnostici di un medico possono essere la radiografia (che esclude la micro o macro lesione ossea) e l’ecografia che dà subito forniscono informazioni su presenza di versamenti sulle guaine sinoviali e di eventuali lesioni della cuffia o della capsula.

In presenza di quadri clinici gravi, sono un ulteriore ausilio la risonanza magnetica e la TAC della spalla, per evidenziare, all'interno della articolazione, la stabilità legamentosa. Il protocollo terapeutico standard è comune a tutte le patologie: R.I.C.E. (-R- riposo funzionale, -I- immobilizzazione con tutore reggi spalla che consente dunque anche -E- la elevazione, -C- crioterapia con applicazione di ghiaccio).

La riabilitazione in caso di lesioni della spalla è importante, non solo perché può accelerare i processi riparativi tissutali, riducendo la sintomatologia, attraverso l'applicazione di macchinari deputati a ciò (ultrasuoni, correnti antalgiche, magnetoterapia, laserterapia, tecarterapia), ma perché attraverso una adeguata cinesi si possono recuperare tutti gli schemi motori e tutti quei movimenti che a seguito del trauma e, soprattutto, della immobilità, si perdono.

Una tappa fondamentale poi per la ripresa della quotidiana attività, anche sportiva, è quella di tonificare la muscolatura accessoria della spalla: risultano molto efficaci, per questi stessi obiettivi, i numerosi esercizi che possono essere svolti con i cavi (ercoline).

Nel rinforzo della parte superiore del corpo è indicata una maggiore quantità di lavoro da compiere con carichi "liberi", che danno migliore possibilità di movimento articolare e maggiore influenza propriocettiva, ma disponendo di una sala pesi, l'uso di macchine come la lat machine, la pectoral machine, ed il pulley riveste grande importanza, viste le elevate funzioni preventive di questi esercizi; importanti in tal senso sono il potenziamento degli stabilizzatori attivi e l'equilibrio della muscolatura con funzioni di agonisti-antagonisti. Il problema, spesso, è proprio l'equilibrio tra i potenti muscoli intrarotatori (pettorali) ed i muscoli della cuffia, spesso troppo deboli ma che possono essere facilmente allenati con piccoli sovraccarichi (anche con una semplice bottiglia d'acqua).

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