Influenza

Questo articolo nasce dalla esigenza personale di fornire un piccolo contributo alle recenti notizie per cui secondo le massime autorità del nostro paese, i medici che dovessero sconsigliare i vaccini, debbano essere sottoposti a sanzioni disciplinari rischiando anche la radiazione.

Il vaccino non è una novità medica, è il frutto di tante ricerche e di secoli di storia scientifica dell’occidente e si può definire, genericamente, come una soluzione che viene introdotta (per bocca, per inalazione, tramite siringa sottocute o intramuscolo) nel nostro corpo al fine di aiutare il nostro sistema immunitario a difendersi da microbi, virus, o altro (esistono anche vaccini antiallergici, ad esempio), aumentando sensibilmente la capacità di difesa dell’organismo stesso.

Come funziona in vaccino?

Il vaccino riesce in questa finalità in quanto costituito da "pezzi" dei batteri o dei virus contro i quali si deve difendere l’organismo che, a contatto appunto con questi "frammenti" (membrane cellulari, parti di DNA o RNA) irrobustisce il suo sistema immunitario creando più anticorpi e più cellule (linfociti) mirati a neutralizzare velocemente e precocemente, quando si dovesse presentare, il virus o il batterio patogeno.

Dunque il vaccino rappresenta una sorta di stimolante, un allenamento indotto al sistema immunitario del corpo perché esso sia più pronto a difendersi in modo mirato (il vaccino contro il vaiolo ti difende dal vaiolo, quello del morbillo dal morbillo, eccetera, eccetera). Ci sono vaccini che necessitano solo di una somministrazione, ed altri invece che necessitano di più richiami, poiché la loro efficacia è limitata nel tempo (si pensi al vaccino antitetanico; dopo il ciclo iniziale, necessita di un richiamo ogni cinque anni).

Detta così, si intuisce immediatamente che la vaccinazione rappresenta un fondamentale intervento medico di sanità pubblica, con la funzione di proteggere sia l'individuo che la comunità; e così è.

Nel giro di pochi decenni, nel secolo scorso, nelle società occidentali malattie mortali come il vaiolo così come la poliomielite sono state debellate. Noi e i nostri figli non conoscono realtà come la peste o altre forme di pestilenza che annientavano intere generazioni nei secoli precedenti: sono un dato di fatto, sono storia.

Perchè alcuni medici sconsigliano i vaccini?

Da cosa nasce dunque, questa crescente ritrosia di parte della classe medica e della opinione pubblica nei confronti delle vaccinazioni, sino al punto di sconsigliarle?

Cercare di essere chiaro, corretto, moderato è difficile, ma ci provo: negli ultimi dieci anni i media hanno amplificato la conoscenza di numerosi casi di soggetti che, a seguito di vaccinazione, hanno subito danni anche irreversibili: molte cause legali sono in essere per diversi casi di autismo indotti da alcune vaccinazioni, così come di soggetti morti per la somministrazione di alcuni vaccini, e cosi via dicendo: non stiamo parlando né di epidemie né di casi endemici, ma singoli casi che, nella galassia rappresentano una minoranza, legittima di protestare, ma pur sempre una sparuta minoranza che dai vaccini non ha tratto benefici, anzi!

Il Bugiardino

Che i vaccini abbiano controindicazioni e rischi è un dato di fatto: basta leggersi un foglio illustrativo, il cosiddetto bugiardino: già il bugiardino, una parola antica ma sempre in voga. Il termine è semanticamente e morfologicamente chiaro, si basa sull'aggettivo "bugiardo" con il suffisso del diminutivo, riferito alle dimensioni dell'oggetto con una vena di ironia sull'appellativo di bugiardo.

Per l'uomo comune il termine bugiardino è un sostantivo con cui indicare un oggetto inanimato (il foglietto illustrativo) che contiene un testo informativo se non bugiardo quanto meno equivoco e di non univoca interpretazione, o comunque di difficile comprensione.  In realtà oggi si può affermare che il bugiardino non dice bugie, severe restrizioni legislative hanno imposto regole rigide per la compilazione dei foglietti illustrativi e la maggiore attenzione dei consumatori ha permesso nel tempo una maggiore attenzione e consapevolezza nell’uso dei farmaci, che sono, nella opinione comune, dei veleni dosati con scopo terapeutico (farmaco = veleno), da usare dunque con intelligenza.

Per il vaccino è la stessa cosa: prodotto dalle case farmaceutiche, il vaccino rappresenta un presidio medico importantissimo che ha, come i farmaci, indicazioni e controindicazioni, dunque sono possibili imprevedibili effetti collaterali, sinanche malattie gravi come l’autismo, appunto … basta leggere il bugiardino. Detto questo, è fuor di dubbio che le case farmaceutiche hanno grossi guadagni dalle vaccinazioni di massa, che grandi interessi attirino le lobby e che ci sia talora la tendenza di alcuni media, volontariamente o meno, ad amplificare fenomeni infettivi di scarso significato epidemiologico (mi viene in mente, recente, il virus zika: morti per le strade a causa di questo virus non se ne sono mica viste a decine … per non parlare poi di altri virus terribili, l’aviaria, la SARS, il morbo della mucca pazza … non si nega la loro esistenza, e la capacità di questi virus o batteri di uccidere, ma non si può non evidenziare come gli eventi luttuosi ad essi correlati siano pochi ma formidabilmente amplificati dai media.

Bisogna fare o no fare i vaccini?

Se si guardano le statistiche, in un anno, in Italia, muoiono più persone coinvolte in incidenti stradali che persone colpite da virus improbabilmente assassini … detto questo, non si nega la necessità della vaccinazione, quando un vaccino esiste e cura o previene infezioni gravi o letali, ma si deve tenere conto dei possibili effetti collaterali e, soprattutto, della effettiva necessità di dover fare un vaccino: volendo ragionare per esempi, nel periodo invernale, anziani, bambini, soggetti malati è giusto che si sottopongano a vaccinazione influenzale, per evitare complicazioni importanti in soggetti con sistema immunitario precario o immaturo, ma in un adulto sano, magari con una storia clinica indenne e che magari non ha mai subito grossi contraccolpi da precedenti episodi influenzali, il vaccino può anche essere evitato… ed in ogni caso, la legge italiana parla chiaro, non esistono vaccini utili e vaccini inutili, ma vaccini obbligatori (che salvaguardano la incolumità della stragrande maggioranza della popolazione) e vaccini facoltativi (che riducono la morbosità e la morbilità di alcune malattie che in alcuni casi possono essere invalidanti o letali).

Per questi ultimi dunque a noi l’ultima decisione, fermo restando che i vaccini sono comunque un business oltre che una fonte di prevenzione primaria non indifferente …