tendini della manoCon il termine tendinite si indica genericamente una infiammazione di un tendine del corpo umano. È detto tendine una struttura di natura fibro-elastica costituita da tessuto prevalentemente formato da molecole di collagene e di elastina, fibra proteica dotata di grandi proprietà elastiche, immerse in una matrice extracellulare composta da acqua, proteoglicani e glicoproteine.

Nel suo insieme il tendine appare paragonabile ad un cordoncino biancastro che in alcuni casi è avvolto da una guaina che “aggancia” i muscoli alle ossa o al derma, nel caso dei muscoli che si occupano della mimica facciale, e tramite questo ancoraggio i muscoli possono svolgere la loro funzione di contrazione e dunque di lavorare. Il tendine dunque pare una struttura inerte, in realtà ha un suo ciclo metabolico, oltre che una funzione di ancoraggio e trazione e può, come il muscolo, andare incontro a processi infiammatori che possono portare a dolore ed impotenza funzionale, a seguito di traumi, usura, attrito, sovraccarichi funzionali, patologie metaboliche (gotta, diabete, insufficienza renale cronica).

Si usa il termine di tendinite quando l’infiammazione interessa solo il tendine, tenosinovite quando l’infiammazione coinvolge anche la guaina protettiva. La sintomatologia è caratteristica, in sede di infiammazione:

  • dolore, possibile anche a riposo, spesso solo in movimento, talora al tatto
  • sensazione di crepitio nell’uso del muscolo e del relativo tendine infiammato
  • riduzione della capacità funzionale del muscolo e del relativo tendine infiammato
  • possibilità di movimenti a scatto delle articolazioni in cui il tendine “lavora”
  • gonfiore (per presenza di edema) della regione interessata
  • calore nel punto interessato dalla infiammazione

La tendinite può interessare qualsiasi gruppo articolare (ginocchio, spalla, caviglia, anca, gomito), ed una adeguata raccolta di informazioni può spesso indirizzare verso la giusta diagnosi, che può essere suffragata da esami diagnostici specifici come l’ecografia e la risonanza magnetica. Gli esami diagnostici possono servire a definire il tipo di tendinite, indicando la presenza di una lesione (si distinguono lesioni di I, II e III grado e la rottura completa), lo stato di infiammazione e degenerazione del tendine stesso, la presenza di complicanze (versamenti, sinoviti, eccetera) e dunque possono fornire informazioni sui tempi di recupero.

La terapia standard prevede un approccio vario:

  1. riposo funzionale del tendine interessato (si va dalla semplice astensione del gesto atletico o del movimento usurante, sino all’uso di tutori/ortesi per bloccare il tendine).
  2. ghiaccio(la crioterapia con applicazione giornaliera ha un forte effetto anti-edemigeno, antidolorifico ed anti-infiammatorio, specie nei primi giorni; nelle forme cronicizzate l’applicazione di fonti di calore può essere utile per vascolarizzare attorno la struttura tendinea e favorirne i processi riparativi).
  3. farmaci, si usano in genere anti-infiammatori non steroidei e steroidei (derivati dei cortisonici), sia per uso topico (locale) che sistemico (per bocca o intra-muscolo).
  4. integratori alimentari, alcuni studi hanno indicato l’introito alimentari di alcuni metaboliti come coadiuvanti per il recupero tendineo, tuttavia l’attendibilità scientifica non è data per certa.
  5. fisioterapia: applicazioni locali di onde elettromagnetiche, radiofrequenze, laser, ultrasuoni possono accelerare i tempi di recupero della infiammazione e ricondurre al ripristino funzionale.
  6. infiltrazioni locali, usando i medicinali sopra indicati medici possono praticare infiltrazioni periarticolari finalizzate al più rapido recupero del tendine infiammato. In alcuni casi è usato con discreto successo il gel piastrinico (PLP) e l’ozonoterapia.

Le lesioni tendinee complete con rottura del tendine, sono eventi gravi, per fortuna non frequenti ma possibili, raramente in fase acuta, spesso secondari a processi cronicizzati che il paziente sottovaluta, esponendo il tendine a continuo carico lavorativo o sportivo. Nello sport la rottura comunemente colpisce gli atleti più anziani (dai quaranta anni in poi) o i lavoratori più esposti ad usura.

Quando il tendine si rompe produce un suono, un vero e proprio "schiocco", accompagnato da un dolore intenso e da impotenza funzionale severa; spesso il paziente riferisce di avere ricevuto una pietrata o una mazzata sul punto di rottura. Tumefazione, ecchimosi e deformazione della regione sono i segni comuni, insieme a impotenza funzionale e dolore. In questi casi l'intervento di tenorrafia (ricucitura del tendine) è indispensabile.