Mano di uomo che suona il clacson dell'auto

La sindrome prostato-anale è una condizione clinica già descritta intorno agli anni ’70 da Puigevert, e correla disfunzioni venose dell’uomo in più organi della pelvi (prostata, testicoli e canale anale). Si parla infatti anche in maniera generica di malattia venosa pelvica, o sindrome di Puigevert, caratterizzata da disturbi della funzione degli organi appena indicati, con una variabilità e incidenza notevole ma comune:

  • alterazioni della minzione (pollachiuria, dolore uretrale nella fossa navicolare, dolore sovrapubico a livello della vescica, dolore inguinale bilaterale, come da sensazione di slip stretti, sensazione di svuotamento urinario incompleto, perdite urinarie incontrollate durante la giornata, tendenza alle balaniti o balanopostiti),
  • alterazioni della funzione sessuale (deficit erettile, diminuzione del desiderio sessuale, turbe eiaculatorie come eiaculazione precoce, fastidio o dolore durante e dopo l’eiaculazione, eiaculazione con tracce di sangue, eiaculazione diminuita d’intensità o di quantità, sensazione di bruciore al perineo o di pesantezza perineale e al glande durante l’eiaculazione, dolore ad uno o entrambi i testicoli),
  • turbe dell’alvo (tenesmo con sensazione di pesantezza nell’ano e desiderio di defecare ma senza evacuazione, costipazione, dolori al canale anale, emorroidi, dolore perineale, avvertibile tra la regione scrotale ed anale)

Chi colpisce la sindrome prostato-anale?

La sindrome prostato anale si sviluppa in pazienti fra i trenta e i cinquanta anni di età, sono in genere soggetti in forte sovrappeso o obesi, ed è al loro eccesso di peso che la sindrome prostato anale va attribuita.

Dal punto di vista patogenetico infatti questa sindrome è una diretta conseguenza del sovrappeso che, aumentando la pressione sulla pelvi, indurrebbe, in soggetti predisposti anatomicamente, un ostacolo nel drenaggio dei plessi emorroidali medio e inferiore, con conseguente congestione venosa dei plessi vescico-prostatico e del Santorini; questa condizione di congestione pelvica generalizzata avrebbe dunque ripercussioni sulla funzionalità di ghiandole come la prostata, i testicoli e lo stesso plesso emorroidario anale.

Quali sono le cause della sindrome prostato-anale?

Fattori predisponenti nella insorgenza della patologia sono:

  • Abuso di alcolici e superalcolici o bevande nervine (caffè)
  • Abuso di cibi piccanti o speziati
  • Abuso di insaccati e formaggi stagionati
  • Attività sessuale sregolata
  • Sport come ciclismo, equitazione, motociclismo
  • Patologie croniche del tratto distale dell’intestino (colon irritabile, morbo di Crhon, retto colite, eccetera)
  • Tendenza per lavoro a lunghi viaggi in auto o in moto

Quali sono i sintomi della sindrome prostato-anale?

Come già indicato prima, i sintomi sono vari e tutti a carico di prostata, vescica, uretra, testicoli e canale anale, spesso legati a ricorrenti infezioni batteriche, virali o da funghi, che pur contrastate con la terapia adatta, mai vengono debellate completamente, anzi si ripresentano proprio perché le condizioni di congestione vasale predisponenti non sono risolte. L'esordio sintomatico non è imputabile a cause rilevabili ed il permanere di uno spasmo a carico della muscolatura del pavimento perineale (muscoli elevatori dell'ano), con conseguente infiammazione dei nervi pudendi è l’elemento più comune clinicamente analizzabile.

Come si cura la sindrome prostato-anale?

Di fronte a sintomi così vari, una visita urologica con esplorazione digito-rettale finalizzata alla palpazione della prostata, l’esecuzione di esami di laboratorio come esame delle urine, esame del secreto prostatico, esame del liquido seminale  ed una ecografia vescico-prostatica, sono elementi minimi essenziali per la definizione della condizione clinica che prevede, dal punto di vista terapeutico:

  • farmaci anti-infiammatori;
  • antibiotici in presenza di infezioni;
  • riduzione del peso corporeo;
  • allontanamento dei fattori di rischio (eliminare cibi piccanti, alcolici e insaccati)
  • aumento dell'assunzione di liquidi;
  • favorire l'eiaculazione
  • ginnastica riabilitativa del piano perineale
  • infiltrazioni dei nervi pudendi o della prostata nel caso di dolore cronico.

La dieta è un passaggio fondamentale in questa sindrome; oltre a ridurre il peso infatti, serve una alimentazione che irriti il meno possibile la regione infiammata: dunque bisogna  consumare pasti caldi e ad orari regolari, ridurre nel periodo acuto cibi piccanti, carni grasse, insaccati, formaggi ed alcolici e caffè, verdure e frutta che acidificano (agrumi, uva, pomodori) vanno evitati, così come bisogna bere molta acqua.

Elementi coadiuvanti sono poi l’adeguata scelta di evitare di praticare sport potenzialmente traumatici per la ghiandola prostatica, evitare di stare troppo seduti per lunghi periodi, curare l’igiene intima, svolgere una attività sessuale regolare senza eccessi o lunghi periodi di astinenza, evitare l’uso di biancheria intima e pantaloni troppo aderenti.