Schema cuore umanoLa Sindrome di Wolff Parkinson White (WPW), è probabilmente la patologia aritmica cardiaca più temuta dai medici sportivi nel rilascio della idoneità sportiva, caratterizzata da una anomala conduzione del segnale elettrico cardiaco per la presenza di uno o più fasci atrio-ventricolari accessori, capaci di causare episodi di tachicardia sporadica ed aritmia; dei veri e propri cortocircuiti che possono avere anche conseguenze mortali.

La Sindrome di Wolff Parkinson White è presente in un caso ogni 450 persone, e colpisce prevalentemente giovani maschi, spesso con una storia familiare positiva (sono state trovate correlazioni tra alcune mutazioni genetiche di PRKAG2 e la malattia; ci sono casi di WPW associata alla neuropatia ottica ereditaria di Leber, acronimo LHON, una forma di malattia mitocondriale) ma non sempre clinicamente si hanno rilievi di tachicardia improvvisa o di elettrocardiogrammi positivi.

Immaginando il cuore come una pompa meccanica con quattro camere di compressione, si deve immaginare anche un tessuto di conduzione elettrico che fornisca l'impulso della contrazione a queste camere; le due superiori (dette atrio destro e sinistro) durante la vita fetale vengono collegate alle due camere inferiori (ventricolo destro e sinistro) da numerosi fasci di conduzione che scompaiono dopo la nascita, tranne uno, il fascio di His che permane fisiologicamente in età adulta.

Fisiologicamente l'attività elettrica cardiaca inizia nel nodo seno-atriale, localizzato nell'atrio destro, e si propaga attraverso una rete elettrica di tessuto nervoso rappresentata dal nodo atrio-ventricolare e attraverso il fascio di His ai ventricoli. Il nodo atrio-ventricolare funziona come un cancello, limitando l’attività elettrica che giunge ai ventricoli, limitando e preservando così la frequenza ventricolare e rallentando i singoli impulsi.

In alcuni pazienti, per cause ancora non ben identificate, possono persistere anche altri fasci (vie accessorie) che evidentemente possono causare una precoce sollecitazione dei ventricoli, determinando un vero e proprio cortocircuito elettrico-meccanico che si manifesta con tachicardia e/o aritmie e che può interrompersi spontaneamente oppure necessitare di trattamento farmacologico.

I soggetti con la Sindrome di Wolff Parkinson White hanno un percorso accessorio che collega atri e ventricoli, oltre al nodo atrio-ventricolare noto come fascio di Kent, capace di condurre il segnale elettrico direttamente ai ventricoli saltando il controllo del nodo atrioventricolare, favorendo così l’insorgenza di questi “corto circuiti”. Quattro sono i segni che possono permettere la diagnosi clinica della Sindrome di Wolff Parkinson White ad un medico:

  1. il riscontro sintomatico dei disturbi del ritmo;
  2. la mancanza nell’elettrocardiogramma della via lenta atrio-ventricolare (intervallo PR corto, <0,12 secondi);
  3. la presenza all’elettrocardiogramma di una pre-eccitazione ventricolare(onda delta all'inizio del complesso QRS);
  4. una stimolazione normale dei ventricoli (complesso QRS più largo e dunque > 0,12 secondi tra l'inizio dell'onda delta alla fine di QRS).

La sintesi di tutte queste anomalie indica la presenza di un fascio anomalo direttamente collegato agli atri e ai ventricoli; quando un eventuale fascio collega l'atrio al fascio di His, si parla di sindrome di Lown-Ganong-Levine, in cui l'elettrocardiogramma rileva un intervallo corto (< 0,12 secondi), con un complesso QRS normale.

Nella maggior parte dei casi il quadro clinico è asintomatico, talora si possono avere episodi sgradevoli di tachidisritmia (accelerazione del battito non sincronizzato) che possono necessitare di una cardioversione o di sola terapia medica. In presenza di fibrillazione atriale e rapida risposta ventricolare si usano amiodarone o procainamide per stabilizzare la frequenza, mentre nei casi più semplici si usano adenosina, diltiazem, verapamil e altri Calcio-antagonisti e beta-bloccanti. Pazienti tachicardici con complesso QRS stretto possono subire l’intervento di cardioversione.

Il trattamento definitivo della Sindrome di Wolff Parkinson White (WPW) è la distruzione della via accessoria attraverso un'ablazione transcatetere con radiofrequenza, svolta da cardiologi specializzati in elettrofisiologia, con un alto indice di successo. Le possibili ricadute riguardano meno del 5% dei soggetti dopo ablazione completa.