Donna he si tocca l'orecchio e prova dolore

Se forse usassi la definizione “fuoco di Sant’Antonio” molti potrebbero affermare di conoscere già la malattia, il cui nome indicato nel titolo è invece forse sconosciuto ai più. 

Fuoco di Sant’Antonio, sindrome di Ramsay Hunt, Herpes Zoster oticus sono tutti sinonimi di una condizione patologica che, nello specifico caso che descrivo, colpisce il nervo faciale che, dalla regione auricolare, si porta al viso (nel fuoco di Sant’Antonio genericamente si indica una infiammazione che può colpire anche altre regioni del corpo).

Di fatto la condizione patologica è scatenata da una infezione virale da herpes zoster, che altro non è che il virus della varicella; il nervo, infettato da questo virus, si infiamma e le manifestazioni cliniche riguardano proprio il nervo stesso e la regione dei tessuti da esso innervati.

Cos'è la sindrome di Ramsay Hunt?

Dunque, il "fuoco di Sant'Antonio" la sindrome è una manifestazione "localizzata" della varicella, con eruzioni dolorose cutanee che poi evolvono in pustole e croste, vivo dolore della regione cutanea con eritema e ipersensibilità, associata anche a deficit neuromotorio (paralisi faciale) del nervo infiammato, talora ipoacusia e addirittura disturbi della vista.

La domanda che molti si pongono, di fronte ad una sindrome del genere è: ma io ho già avuto la varicella, come mi può tornare se dalla varicella si guarisce? In effetti chi ha avuto la varicella, produce anticorpi che debellano il virus; tuttavia in taluni casi, il virus, riesce a trovare riparo nel tessuto nervoso, all’interno dei nervi, dove il sistema immunitario in genere non arriva, e lì il virus diventa dormiente.

Per anni dunque ognuno di noi, che ha avuto la varicella, può conservare dentro alcune radici nervose, il virus dormiente che, in determinate circostanze, può riattivarsi manifestandosi tuttavia soltanto sul territorio di pertinenza del nervo che lo ha ospitato.

Quali sono i sintomi della sindrome di Ramsay Hunt?

I segni e sintomi principali della sindrome di Ramsay Hunt o Herpes zoster oculare sono:

  • eruzione cutanea rossa dolorosa con vesciche piene di liquido, dentro e intorno ad un orecchio o sulla guancia o in regione perioculare
  • debolezza facciale o paralisi sullo stesso lato come nell'orecchio interessato e difficoltà espressive e anche di fonazione
  • dolore all'orecchio
  • perdita dell'udito
  • ronzio nelle orecchie (acufene)
  • difficoltà a chiudere un occhio
  • disturbi dell’equilibrio (vertigini)
  • cambiamento nella percezione del gusto o perdita del gusto
  • disturbi della vista (talora anche diplopia, vista doppia)

Chiunque ha avuto la varicella può sviluppare la sindrome, che in genere però colpisce i soggetti con un sistema immunitario meno efficiente, dunque anziani, donne gravide, e bambini. La sindrome di Ramsay Hunt non è contagiosa, ma di certo causa la varicella in chi non l’ha già avuta.

Come si diagnostica la sindrome di Ramsay Hunt?

La diagnosi del "fuoco di Sant'Antonio" si basa prevalentemente sui segni clinici, tuttavia anche un esame di un campione del liquido delle vescicole nei punti di eruzione consente la diagnosi. Alla diagnosi deve seguire necessariamente un trattamento terapeutico, poiché la sindrome è molto dolorosa e fortemente invalidante, inoltre se non controllata rischia a lungo termine di causare dei danni seri specie all’apparato uditivo ed oculare.

Come si cura la sindrome di Ramsay Hunt?

I farmaci comunemente usati sono:

  • farmaci antivirali: aciclovir e varianti spesso aiutano a combattere il virus della varicella, impedendone il ciclo riproduttivo.
  • farmaci corticosteroidi: il loro uso attenua la sintomatologia ed un breve regime di alte dosi di prednisone sembra aumentare l'effetto dei farmaci antivirali, tuttavia il loro uso è da monitorare poiché tra gli effetti dei corticosteroidi c’è proprio quello di abbassare le difese immunitarie.
  • farmaci ansiolitici: la condizione di sofferenza spesso innesca ansia e stress, dunque ansiolitici molto blandi possono aiutare sia a ridurre lo stato ansioso sia a favorire un buon riposo (chi soffre di fuoco di sant’antonio non riesce a dormire per il dolore)
  • farmaci antidolorifici ed anti-infiammatori: ibuprofene, indometacina, paracetamolo (tachipirina), codeina (coefferalgan), tramadolo e affini sono usati a vario titolo e grado per ridurre il dolore che talora è veramente urente, lancinante

Alla terapia farmacologica deve seguire anche un approccio comportamentale che vale tanto quanto la terapia stessa, così riassumibile:

  • impacchi freschi sulle aree infiammate, per alleviare il dolore,
  • coprire con una benda l’occhio dal lato sofferente, per impedire che disturbi della vista possano accentuare la sofferenza patita (mal di testa, vertigini, eccetera),
  • uso quotidiano di colliri idratanti durante il giorno,
  • uso, nelle ore notturne di unguenti per l’occhio
  • detergere quotidianamente la cute irritata usando anche unguenti a base di prodotti che riducono la infiammazione (ad esempio a base di aloe)
  • assunzione giornaliera di integratori per il sostegno del tessuto nervoso danneggiato (si consigliano carnitina, vitamine del complesso B, acido alfa lipoico)

In genere si guarisce senza complicazioni dalla sindrome di Ramsay Hunt, ma le recidive sono possibili così come il rischio di danni permanenti sia dell’apparato uditivo che visivo (perdita permanente dell'udito, paralisi facciale permanente, lesioni della cornea oculare, nevralgia post-erpetica).

Da qui la necessità di interventi tempestivi, quando si sospetta il fuoco di sant’antonio che, come detto, tipicamente colpisce il nervo faciale, ma non di rado può colpire anche nervi del dorso e della regione addominale.