Apofisi SpisoneseAlcuni medici la chiamano anche Kissing Spines (la schiena che si bacia), ma di amoroso e dolce non vi è proprio nulla!

La sindrome di Bastruup è una artrosi interspinosa del rachide lombare, che è stata descritta nel lontano 1933, molto severa, caratterizzata clinicamente da una estrema accentuazione della curvatura lombare (iperlordosi), estrema al punto da determinare un contatto reciproco dei processi spinosi posteriormente alle vertebre ed una conseguente degenerazione degli stessi.

Questa rara malattia provoca progressivamente diversi danni:

  • riduzione ed accorciamento dei muscoli;
  • grave alterazione degenerativa dei dischi intervertebrali con progressiva estrusione degli stessi;
  • eccessivo incurvamento (iperlordosi) con conseguente limitazione funzionale;
  • compressione del canale spinale lombare e delle radici nervose emergenti.

I soggetti più colpiti dalla sindrome di Bastruup sono le donne con un rapporto di 4:1, in genere in età compresa tra 30 e 50 anni, ma non di rado sono colpiti soggetti più anziani. Vi è una predisposizione familiare, tuttavia non vi sono studi che dimostrano una qualche predisposizione genetica.

Il fattore primario predisponente alla insorgenza della sindrome di Baastrup è rappresentato da una alterazione costante e ripetitiva della postura: soggetti con dorso curvo ed iperlordosi lombare, con eccesso di grasso addominale, donne in gravidanza, soggetti sottoposti a lavori in cui la postura è permanentemente da seduti (camionisti, segretarie, eccetera) hanno, a seguito di un alterato carico in sede lombare, un aumentato rischio di sviluppo della malattia. Uno stile di vita sedentario aumenta il rischio di insorgenza della malattia.

La sintomatologia è caratteristica: i pazienti presentano una accentuata curvatura lombare all’interno (iperlordosi), con difficoltà al mantenimento della stazione eretta, retrazione ed ipotonia/ipotrofia della muscolatura in sede lombosacrale, vivo dolore riferito al tentativo di semplici manovre meccaniche in sede lombare, dolore alla pressione delle vertebre interessate dalla sindrome (in genere III, IV e V vertebra lombare), ed ipostenia (debolezza) degli arti inferiori.

La diagnosi si basa sugli elementi clinici e sui dati rilevabili da una semplice radiografia in proiezione laterolaterale, che evidenzia il reperto dell’iperlordosi estrema ed il contatto reciproco dei processi spinosi del tratto lombare, spesso associata ad una degenerazione con sclerosi ed appiattimento degli stessi nella porzioni adiacenti a contatto degli stessi. TC e risonanza magnetica possono fornire specifiche informazioni sullo stato di degenerazione grassa dei muscoli lombari, la compromissione del canale vertebrale e la presenza di eventuali ernie o cisti secondarie.

Quando inizia, la sindrome di Bastruup purtroppo non si ferma: il suo decorso progressivo può essere rallentato, ma un buon 50% dei casi finisce sotto i ferri, ad oggi, spesso a causa anche di evoluzioni insidiose come la sindrome da intrappolamento (con contratture ed edema cronico: esempio la sindrome di Volkmann).

La terapia prevede ad oggi due fasi:

  • Prima fase: si deve “aggredire” la colonna vertebrale manualmente (fondamentale qui bravura e capacità di manipolazione del fisioterapista), cercando di appianare la lordosi lombare e di allungare i muscoli del tratto lombare posteriore e potenziare i muscoli della zona addominale; anche il massaggio decontratturante della regione è consigliabile, così come la termoterapia (applicazione locale di calore per rilassare la muscolatura). In questa fase l’uso di farmaci antidolorifici, anti-infiammatori (steroidei e non steroidei) e decontratturanti può essere utile per attenuare la sintomatologia del paziente e consentirgli di eseguire i trattamenti riabilitativi. La mesoterapia e la ozonoterapia possono rappresentare un aiuto supplementare in questa fase. Il controllo (o la riduzione ove necessaria) del peso ed una attività fisica finalizzata al mantenimento di un tono della muscolatura lombare sono fondamentali in questa fase.
  • Seconda fase: è la fase più temibile, perché… del doman non v’è certezza! Quando con le “buone” non si riesce a restituire uno stile di vita dignitoso al paziente, si deve prendere in considerazione la possibilità di usare le “cattive”, ma l’escissione chirurgica dei processi spinosi da sola raramente è in grado di alleviare il dolore. Da qualche anno, tuttavia, è in uso la IPD (Interspinous Process Distraction) BacJac, un intervento chirurgico di “minima”, semplice ed efficace, per quei pazienti sofferenti di claudicatio secondaria a stenosi del canale lombare e/o dei forami di coniugazione, una valida alternativa all’intervento chirurgico tradizionale capace di preservare le strutture anatomiche, senza alterare i rapporti sui metameri sopra e sottostanti al livello trattato.

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