La Sindrome di Allgrove è anche detta sindrome della tripla A, ed è una malattia genetica con trasmissione autosomica recessiva caratterizzata da una triade di sintomi: insufficienza surrenalica resistente alla somministrazione di ormone adrenocorticotropo (ACTH), acalasia (ipertrofia del cardias gastro-esofageo, che impedisce al cibo di entrare nello stomaco) e alacrimia (assenza di lacrime).

Cos'è la sindrome di Allgrove?

Non vi sono evidenze scientifiche che razza e sesso influiscano sulla frequenza, la malattia è stata riportata in tutte le razze umane, e sono stati ad oggi descritti circa 100 casi in tutto il mondo.

La sindrome di Allgrove è probabilmente dovuta a mutazioni del gene AAAS, localizzato sul cromosoma 12q13, e gli studi dimostrano che la patogenesi della malattia è riconducibile ed una progressiva ed inarrestabile perdita della funzione colinergica tutto il corpo, con disfunzione dunque di gran parte delle ghiandole esocrine del corpo, che generalmente presentano un controllo neuroendocrino colinergico.

Quali sono i sintomi della sindrome di Allgrove?

Uno dei primi sintomi, in età infantile e/o adolescenziale, è la ridotta (o addirittura assente) lacrimazione che induce la disidratazione con cheratopatia; alla alacrimia si possono poi associare sintomi gastroenterici da malassorbimento come appunto la acalasia o la resistenza all'ACTH delle ghiandole surrenali; nelle forme più gravi, la malattia si associa a degenerazione neurologica progressiva, con un quadro di neuropatia motoria superiore e inferiore, deterioramento sensoriale (atrofia del nervo ottico, sordità neuro-sensoriale), neuropatia del sistema nervoso autonomo (ipoglicemia che comporta un rischio di morte prematura, ipotensione ortostatica, anomalia della frequenza cardiaca) e demenza.

Ipercheratosi palmo-plantare e osteoporosi sono altri sintomi e segni possibili della malattia.

I segni che devono essere attenzionati in un bambino devono essere i seguenti:

  • assenza di lacrime (pianto senza lacrime)
  • microcefalia (si associa a volto lungo e sottile, stretto labbro superiore, e bocca con labbra rivolte in giù)
  • ridotta crescita e sviluppo
  • vomito ricorrente
  • disfagia (dolore alla deglutizione)
  • frequenti fenomeni irritativi a carico delle congiuntive e degli occhi
  • iperpigmentazione cutanea e ipercheratosi palmo-plantare
  • sintomi relativi alla ipotensione ortostatica
  • ricorrenti episodi di convulsioni (da crisi ipoglicemiche o ortostatiche)

Come si diagnostica la sindrome di Allgrove?

Appare ovvio che di fronte ad un sospetto della malattia, basata sul rilevamento della triade clinica (alacrimia, acalasia, disfunzione delle surrenali), lo studio genetico è un passo fondamentale, a cui deve seguire immediatamente una terapia topica per il normale trofismo degli occhi, un supporto ormonale per le ghiandole surrenali (per evitare le possibili crisi surrenaliche), ed un supporto farmacologico/chirurgico della possibile acalasia. Un paziente con sindrome di Allgrove deve essere capace di segnalarsi per una eventuale emergenza, dunque una collana o un braccialetto medico di allarme sono importanti. Il monitoraggio costante del paziente non previene le complicanze, ma consente quanto meno una evoluzione più lenta della malattia, che può anche essere mortale.