lesione muscolare del polpaccio di atleta che sale dei gradini

La pedrada syndrome o sindrome della pedrada, è una condizione abbastanza nota ma non con il suo nome: riguarda le lesioni muscolari del polpaccio (anche se in diverse circostanze si indicano anche lesioni di altri punti del corpo come quelle della spalla).

Quali sono i sintomi della sindrome della pedrata?

La sindrome in genere interessa il muscolo tricipite surale e si caratterizza per un violento dolore che colpisce la zona mediale del polpaccio, in genere associato alla sensazione di avere ricevuto un colpo nella regione, come se qualcuno avesse colpito il polpaccio con una pietra (da qui il termine spagnolo della pedrada) o con un bastone, cui segue una forte ipovalidità della muscolatura della gamba, con zoppia, difficoltà a distendere il polpaccio o a stare in piedi in posizione bipodalica.

Quali sono le cause della sindrome della pedrata?

La sindrome della pedrata, colpisce generalmente gli sportivi, specie quelli over 30 anni di età, e gli sport più interessati sono il calcio a 5, il tennis, la pallacanestro, la pallavolo, il calcio.

Siamo di fronte dunque ad un quadro clinico che è quello tipico degli stiramenti e strappi muscolari, che nello specifico riguardano la giunzione tendinea del ventre mediale del gastrocnemio.

Fattori che predispongono a questa patologia sono innanzi tutto gli sport praticati (quelli in cui vi sono cambi di direzione, balzi, velocità), a cui bisogna associare l'età (sopra i 35 anni la sindrome è più frequente), la scarsa preparazione atletica, l'avviamento sportivo senza adeguato riscaldamento o prolungati esercizi fisici lattacidi.

Lo stiramento e lo strappo del gastrocnemio mediale che danno origine alla sindrome di per sé non sono così dolorosi come nella sindrome della pedrada, lo diventano quando la lesione interessa la giunzione miotendinea, e si associa a lesioni della fascia muscolare (perimisio).

Come si diagnostica la sindrome della pedrata?

Queste regioni sono particolarmente innervate, da qui dunque il sintomo dolore come elemento predominante della sindrome, che necessita di una diagnosi clinica, che prevede in prima istanza una ecografia muscolare, da effettuarsi sia a riposo che con il muscolo in trazione, ed un conseguente approccio terapeutico adeguato:

  • protocollo RICE nella fase iniziale (riposo assoluto, immobilizzazione con fascia elastica, ghiaccio, elevazione in scarico dell'arto)
  • fisioterapia (laserterapia, tecarterapia, ultrasuoni, diadinamica) e farmaci topici anti-infiammatori nella fase successiva, da associare ad uso di calze elastiche o tutori ed eventuale taping.

Come si cura la sindrome della pedrata?

La eventuale aspirazione di liquido in sede lesionale attraverso siringa (possibilmente ecoguidata) può prendersi in considerazione per versamenti di notevole entità, per evitare il rischio di flebiti. La ripresa delle attività sportive sarà progressiva, ma in genere, poiché la sindrome interessa prevalentemente atleti senior, il recupero completo non avviene prima dei due – tre mesi, anche in base alla entità della lesione ed alla tempestività dell'intervento.