Rappresentazione dell'intrappolamento del nervo ulnare

La sindrome del nervo ulnare è probabilmente la sindrome canalicolare più frequente dopo la sindrome del tunnel carpale, ed è causata da una sofferenza del nervo ulnare per un suo intrappolamento al gomito, sede nella quale passa nella porzione interna (zona epitrocleare). La sindrome è nota da tempo, nel 1958 viene anche coniato il termine di "sindrome del tunnel cubitale" per descrivere le forme a genesi non traumatica.

Quali sono le cause della sindrome del nervo ulnare?

Le cause di questa sindrome, fortemente invalidante, sono diverse: per un buon 50% le cause sono da ricercarsi in traumi locali, usura da movimenti ripetitivi (gomito del giocatore di golf, gomito del giocatore di football americano, ma anche gomito dell'idraulico o gomito dell'operatore telematico), patologie metaboliche (infezioni, connettivo-patie, diabete, ipotiroidismo, gravidanza, malattie reumatiche, eccetera), patologie neurologiche (sclerosi, polineuropatie, siringomielia, eccetera), tumori locali (cisti ossee, condromi, eccetera), ma un buon 50% non riconosce una causa specifica tant'è che spesso si parla di sindrome del nervo ulnare idiopatica (talora si parla di sindromi compressive ereditarie se in famiglia ci sono casi analoghi).

Le sedi di compressione anatomicamente più frequenti sono il tunnel cubitale e la aponeurosi del F.C.U. ed il quadro clinico è abbastanza caratteristico per chi ha esperienza in materia: dolore (in genere trafittivo, ma può essere anche profondo, di tipo gravativo) nella regione mediale del gomito, parestesie ulnari con formicolii ed addormentamenti prima del gomito e poi della regione interna dell'avambraccio e delle ultime due dita della mano, con tendenza alla accentuazione notturna, debolezza (ipostenia) muscolare, perdita di destrezza sino ad arrivare a veri e propri deficit motori con atrofia muscolare delle regioni innervate dal nervo ulnare.

Come si diagnostica la sindrome del nervo ulnare?

Molti segni clinici e test provocativi (Duchenne, Froment, Egawa, McKinnon test) consentono la diagnosi clinica cui segue una valutazione strumentale varia (TC, ecografia, risonanza magnetica) da associare indiscutibilmente all'esame diagnostico di elite, la elettromiografia, che consente di valutare lo stato di sofferenza del nervo, la evoluzione della sindrome e di definire l'approccio terapeutico migliore. Un primo approccio terapeutico deve essere conservativo (a meno di masse tumorali in sede diagnosticate), con

  • Splint statici notturni o anche diurni (ortesi che limitino la flessione del gomito oltre i 50°- 60°)
  • fisioterapia (ultrasuoni, TENS, laserterapia, ionoforesi)
  • Esercizi di scorrimento e mobilizzazione del nervo e di muscoli del gomito
  • Applicazione di calore giornaliera
  • Uso di farmaci anti-infiammatori steroidei e non steroidei
  • Integratori per il sostegno del nutrimento del nervo (acido α-Lipoico SOD, L-Acetil Carnitina LAC, Acido γ-Linolenico, Selenio, Vitamina E, Vitamine del complesso B)
  • Antidolorifici se il dolore è il componente maggiore del quadro clinico

Come si cura la sindrome del nervo ulnare?

Le infiltrazioni locali di cortisone e le infiltrazioni di acido ialuronico sono il passo terapeutico successivo ed il numero di applicazioni varia in base alla risposta del paziente.

Quando operare? Il parere medico è comune: di fronte a sintomi di compromissione motoria del nervo, l'intervento chirurgico è da prendere in considerazione, anche se non esiste accordo sulla tecnica più indicata, anche perché  nessuno degli interventi proposti si è dimostrato più affidabile ed il sito di compressione non è sempre noto. Tutte le tecniche possibili (neurolisi in situ, mini accesso, standard, endoscopia, via sottocutanea) raggiungono risultati soddisfacenti in oltre l' 80% dei casi, ma è molto importante, in tutti i casi, il post-operatorio, con un buon percorso riabilitativo.