colon irritabileLa sindrome del colon irritabile è un disturbo della motilità del tratto terminale dell'apparato digerente caratterizzato da alterazioni dell'alvo, dolore addominale, in assenza di patologie organiche rilevate dal punto di vista medico. È certamente la malattia più frequente del tubo digerente, nella pratica clinica, e si può presentare in tre forme:

  • COLITE SPASTICA, con presenza di dolore addominale cronico e stitichezza;
  • COLITE ALTERNANTE, in cui abbiamo periodi di stitichezza alternati a periodi di diarrea;
  • DIARREA CRONICA in assenza di dolore.

Le cause della sindrome del colon irritabile sono eterogenee: uso di farmaci per altre patologie, alimentazione non regolare, uso o abuso di alimenti irritanti il tratto gastroenterico (esempio: alcolici), fumo, sedentarietà e, soprattutto, stress. Diversi studi hanno infatti dimostrato che i pazienti che vanno dal medico per questa sindrome hanno una aumentata frequenza di disturbi psicologici e/o psichiatrici: depressione, isteria, sindrome ansioso depressiva, tratti ossessivo-compulsivi. Il soggetto generalmente colpito ha trent'anni, spesso di sesso femminile (rapporto 2:1), con sintomatologia varia ma caratteristica:

  • Distensione addominale;
  • Evacuazioni dolorose;
  • Feci in genere poco formate con muco (talora sangue), pastose, nastriformi o a matita;
  • Senso di evacuazione incompleta frequente;
  • Pirosi retro-sternale;
  • Lombalgia;
  • Languore;
  • Pollachiuria.

L'approccio medico per la sindrome del colon irritabile è fondamentale, per escludere patologie organiche (infezioni, tumori, etc), ma una volta giunta la diagnosi, l'approccio in sé è semplice e prevede un cambiamento nelle abitudini e nello stile di vita del paziente:

  • evitare o controllare lo stress;
  • mantenere una dieta ricca di fibre (frutta e verdura)
  • ridurre verdure e frutta con filamenti (carciofi, cardi, banane, etc) o con semini (pomodori, zucchine, melanzane)
  • evitare alcolici, superalcolici, spezie (pepe, peperoncino), frutta secca (cacao, caffè e derivati, mandorle, etc)
  • moderare l’uso di carni rosse, insaccati, formaggi stagionati
  • prediligere l’olio di oliva a burro e margarina, evitando le fritture
  • controllare il dolore crampiforme con anticolinergici
  • termoterapia (applicazione di calore in sede addominale) in presenza di dolore
  • usare antidiarroici in presenza di episodi di diarrea
  • psicoterapia
  • ipnoterapia.

 

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