La Sigaretta Elettronica in un posacenereI media negli ultimi mesi hanno dato risalto alla immissione in commercio della sigaretta elettronica, strumento che nasce per eliminare la dipendenza dal tabacco.

Pareri favorevoli e contrari come sempre “inondano” radio, TV ed internet, proponendo un dilemma importante: la sigaretta elettronica fa male? Chi soffre di tabagismo se lo chiede: per tabagismo si intende  “abitudine o dipendenza dal fumo di tabacco”, che consiste nell’atto di inalare il fumo derivato dal bruciare foglie secche triturate della pianta del tabacco per piacere. Questo piacere, prolungato nel tempo, induce una progressiva e cronica intossicazione e una dipendenza, psicologica e fisica.

Su questi due punti gli scienziati concordano (le case produttrici di sigarette meno per ovvie ragioni): il fumo di sigaretta, o il tabagismo è una vera e propria dipendenza fisica e psicologica.

Il fumo di tabacco, oltre ai consueti componenti derivanti da combustione incompleta contiene nicotina, un sostanza alcaloidevstimolante che induce un momentaneo miglioramento di memoria, umore e velocità di riflessi. Nel tempo, tuttavia, la nicotina genera anche una forte dipendenza chimica, dunque fisica, e psicologica. Nei soggetti più sensibili, l’astensione dal fumo di sigaretta può determinare sindromi da astinenza con aumento dei livelli di ansia, stress, depressione, peggioramento dell'umore e della memoria e disturbi dell’appetito (in genere si ha bulimia, con aumento della fame).

Sui danni di fumo e combustione credo che tutti ne siano a conoscenza, anche i dipendenti della sigaretta: il maggiore rischio per i fumatori (attivi e passivi!) di disturbi emotivi, ansia, tremori, broncopatie croniche, tumori polmonari, enfisema e malattie cardiovascolari (infarto, ictus) è ampiamente documentato.

Una scienza ad hoc è nata per studiare il tabagismo, si chiama tabaccologia: la parola si discosta dallo standard lessicale delle terminologie dedicate alla medicina che derivano dal Greco e dal Latino, deriva dalla parola india "tabacà" (Cristoforo Colombo e i suoi uomini la sentirono pronunciare dai nativi durante il loro primo soggiorno nel nuovo mondo. Era l’ingrediente con cui si arrotolava una pannocchia di granturco, detta sicàr che si accendeva ad una estremità e si aspirava dall’altra) e "Logos".

Questi due lemmi definiscono la scienza che gravita intorno al Tabacco, dalla Botanica all’Agronomia, dal processo di lavorazione al consumo, dall’Economia alla Sicurezza Pubblica (contrabbando), dalle Patologie correlate al fumo alla Litigation. La conoscenza dei fatti e di ciò che succede con il fumo di sigaretta, gli alti costi sanitari indotti, hanno indotto molti paesi occidentali a regolare o limitare la vendita di tabacco e la pubblicità dello stesso, con l'inserimento di avvisi riguardo ai rischi connessi al consumo.

In molti Stati è vietato il fumo nella maggior parte o nella totalità dei luoghi pubblici e molta materia legislativa è stata prodotta per garantire sia in luoghi pubblici che privati fumatori e non fumatori. La sensazione percepita, negli ultimi dieci anni, era che ci fosse un tentativo di dissuasione dal fumo, da parte dello Stato. La sigaretta elettronica, nata per scopo commerciale, si propone come obiettivo quello di allontanare progressivamente il fumatore dalla necessità della sigaretta. La sigaretta elettronica è detta anche e-cigarette: riprendendo i tradizionali prodotti per inalare il fumo (sigarette, sigari, pipe) è dotata di batteria ricaricabile che consente di inalare vapore di una soluzione di acqua, glicole propilenico, glicerolo, nicotina (in quantità variabile o anche assente) e aromi alimentari.

La inalazione del vapore inalato fornisce sapore e sensazioni simili a quelle provate inalando il fumo di tabacco di una tradizionale sigaretta. Dove sta il vantaggio? Appare al sottoscritto evidente: non c’è combustione, non si producono catrame, idrocarburi policiclici aromatici, eccetera. Dunque non vengono inalati questi prodotti nocivi, solo la nicotina, che però non danneggia i polmoni, mantiene solo il suo effetto “umorale”, che tuttavia può essere controllato, graduato e progressivamente ridotto.

Dunque i vantaggi ci sono ed evidenti: è chiaro poi che soldi di devono spendere per l’acquisto del prodotto, ma il fumatore il problema se lo pone relativamente, considerando quanto spende mediamente in un anno per le sigarette! La domanda che si pongono molti e mi pongo è la seguente: una recente ordinanza del ministro della Salute, Renato Balduzzi, impone che non si vendano sigarette per i ragazzi sotto i diciotto anni, ed il divieto di vendita ai minori è valido anche per le sigarette elettroniche.

Il ministro parla, in attesa di una adeguata regolamentazione europea sulle sigarette di applicazione del principio di precauzione, ponendo come riferimento uno studio dell'Istituto superiore di sanità che ha dimostrato effetti dannosi sulla salute, anche con un uso moderato, soprattutto per i giovani, nelle sigarette elettroniche contenenti nicotina: talvolta succede, che si scopra l’acqua calda. Fumare fa male, fa male per gli effetti della nicotina e per gli effetti della combustione del tabacco.

Un soggetto giovane che fuma (ed i giovani sono i soggetti a rischio primari, è quella l'età in cui si inizia ma anche l'età in cui facilmente ci si può allontanare dal fumo), si avvicina alla e-cigarette per togliere il vizio, non certo per un vezzo: un vecchio detto di un politico navigato affermava che a pensare male si sbaglia, ma talvolta ci si azzecca. Il Monopolio di Stato mica può perdere, improvvisamente, tutti questi sostenitori / finanziatori!?!