Uomo e donna che si abbracciano in modo sensuale

La sifilide è una malattia infettiva molto contagiosa che sta tornando prepotentemente di moda, il cui sistema di trasmissione è quello sessuale: la promiscuità di partner è spesso alla base del contagio. Negli anni '80-90 c'era stato un calo di incidenza della malattia notevole, grazie all’avvento della terapia antibiotica, che aveva quasi debellato la malattia che aveva avuto il suo acme durante le due guerre mondiali, ed all’uso dei contraccettivi come il preservativo;

nell’ultimo ventennio invece, si sta assistendo ad un incremento progressivo della incidenza annuale e le motivazioni di questa aumentata diffusione sono diverse: da una parte una libertà sessuale abbastanza diffusa in occidente, spesso associata ad una "importazione della malattia", per viaggi in mete orientali al solo scopo di rapporti sessuali (turismo sessuale), dall’altra un aumentato flusso migratorio europeo di immigrati e profughi che con sé portano la malattia senza spesso sapere di averla.

Come si trasmette la sifilide?

La sifilide si può anche trasmettere con un bacio, tuttavia è dal contatto con ferite nelle regioni genitali che il batterio riesce a prendere il largo sul nuovo ospite, e la virulenza del batterio è tale che, in una donna gravida può mettere a rischio la vita del feto stesso. Nella donna gravida infatti, l’infezione da treponema pallidum può trasferirsi al feto, causando aborti o malformazioni importanti. Se l’infezione non viene curata può progredire infettando tutto il corpo.

La sifilide è poi una malattia che può contagiare il bambino stesso nel grembo (si parla di sifilide congenita) inducendo gravi anomalie.  Nonostante la grande aggressività del Treponema pallidum, nome del batterio che causa la malattia sifilitica, va precisato che la sifilide non può essere diffusa dall’uso promiscuo di gabinetti pubblici, maniglie di porte, piscine, vasche idromassaggio, vasche da bagno, abbigliamento comune o posate; questa precisazione è necessaria per non creare confusione!

Quali sono le fasi della sifilide?

Della infezione da treponema pallidum, esistono forme evolutive clinicamente, per cui si distinguono della malattia diverse fasi:

  • Prima fase: si parla in questa situazione di sifilide primaria, cioè la prima infezione in cui il treponema pallidum viene a contatto con il corpo umano. Nel punto di infezione (bocca, regione anale o perianale, regione vaginale, regioni inguinali, pene, scroto le parti più colpite) si crea, da dieci a quaranta giorni dal contatto col batterio, una ferita, una sorta di piaga o piccola ulcera (anche più di una in alcuni casi) in genere non dolorosa, talora circondata da un alone iperemico ed accompagnata da una lieve ipertrofia delle ghiandole linfatiche. La condizione tende a guarire senza cicatrice entro cinque-sei settimane. In alcuni casi l’eruzione cutanea può colpire anche le mani. 
  • Seconda fase: questa fase ha una durata variabile (uno-tre mesi) ed inizia da sei settimane a sei mesi dopo l'esposizione al batterio. La sifilide secondaria si caratterizza per una eruzione rosea in genere sulle palme delle mani e sulle piante dei piedi ed eruzioni cutanee anche con aspetto diverso in altre parti del corpo, oltre ad altre manifestazioni cliniche: verruche umide sull'inguine, macchie bianche all'interno della bocca, ipertrofia delle ghiandole linfatiche, febbre e perdita di peso, esantema fugace di natura congestizia (piccole ombre rosse), febbre, mal di testa, inappetenza, perdita di peso, mal di gola, mialgia (dolore ai muscoli), artralgie (dolore alle articolazioni), ipostenia (mancanza di forza). Raramente, ma è possibile, specie nei soggetti con sistemi immunitari più deboli, la sifilide secondaria può complicarsi con il propagarsi della malattia a fegato, reni, occhi, e sistema nervoso centrale (la meningite sifilitica è possibile, anche se rara). Anche la sifilide secondaria si risolve senza trattamento, cui segue in genere un periodo che prende il nome di sifilide latente. 
  • Terza fase: si parla qui di Sifilide terziaria, una condizione che può verificarsi anche molti anni (dieci, venti) dopo il contagio, a cui non si dovrebbe arrivare, estrema sintesi e conseguenza di una infezione non trattata; il batterio invade silenziosamente tutto l’organismo ed i danni possono essere irreparabili: paralisi neuromuscolari, cecità, demenza, sordità, impotenza, insufficienza cardiaca, anche la morte se non trattata. I sintomi sono diversi e variabilmente manifesti: perdita di memoria,  deficit mentali, difficoltà di deambulazione, equilibrio scarso, scarso controllo della vescica, problemi di vista e di udito, impotenza, perdita di sensibilità, specialmente alle gambe.  Se la malattia non viene curata tempestivamente nel terzo stadio, essa può evolvere sino a portare seri danni cerebrali, cecità, paralisi, demenza e anche morte. 

Come si diagnostica la sifilide?

La diagnosi si basa su una adeguata valutazione clinica e su esami di sangue; indagini supplementari possono essere utili a verificare quanti e quali danni l’infezione è riuscita a fare nell’organismo.

Qual'è la terapia per la sifilide?

La terapia antibiotica oggi è in grado di curare e guarire la malattia. Ovviamente, durante il trattamento farmacologico, il paziente deve astenersi dai rapporti sessuali finché non si sia verificata la completa guarigione delle lesioni causate dall’infezione; in genere ai partner dei pazienti si consigliano controlli similari per verificare se non hanno contratto anche loro la malattia senza saperlo.