chiena con scoliosiLa scoliosi vera, ed in genere anche gli atteggiamenti scoliotici non diagnosticati, si aggravano quando è in corso la fase di accrescimento corporeo, durante la pubertà, al termine della quale il processo patologico si attenua per il raggiungimento della maturità scheletrica attraverso la saldatura definitiva delle cartilagini di accrescimento con le ossa; tuttavia è possibile in casi gravi l'evenienza di spinte evolutive imprevedibili.

La scoliosi può osservarsi anche in età avanzata, 50-60 anni, generalmente secondaria all'indebolimento delle stesse ossa (ostopenia ed osteoporosi senile) ed alla riduzione della massa muscolare che sorregge le strutture (sarcopenia senile). Le curve si accentuano, si comprimono e si arrestano successivamente con le proliferazioni osteofitiche che avvolgono progressivamente il rachide.

Ad oggi è impossibile prevedere con esattezza l'evoluzione e lo stadio terminale di una scoliosi: alcune possono fermarsi ad uno stadio iniziale, altre possono, per le enormi deformazioni, mettere in pericolo anche l'apparato respiratorio e cardiaco. La prognosi è legata alla data di insorgenza del processo scoliotico ed alla presenza di condizioni para-fisiologiche (gravidanza, obesità, eccetera).

Le scoliosi idiopatiche sono quelle di maggiore riscontro, colpiscono prevalentemente il sesso femminile e presentano la caratteristica di maggiore evolutività rispetto alle altre scoliosi; comprendono diverse forme in base all'età di insorgenza: del lattante, infantili, giovanili, dell'adolescenza. Interessano dal 2% al 10% della popolazione giovanile delle società industriali, con una marcata preferenza per il sesso femminile, colpito con un rapporto medio di 4-6:1. Ciò ha portato ad ipotizzare che la spinta della pubertà, più rapida nelle femmine, rappresenti il fattore di rischio principale. La scoliosi idiopatica si caratterizza per uno scompenso tra capacità di resistenza del rachide e richieste di ordine statico. L'asimmetria viene aggravata dal carico la cui ineguale distribuzione si ripercuote sull'accrescimento delle vertebre.

Elementi essenziali per l'inquadramento di una scoliosi sono:

  1. raccolta dettagliata dell'anamnesi
  2. identificazione di deformità vertebrali
  3. visita clinica accurata
  4. valutazione radiografica del rachide in toto

La prognosi è migliore quanto precoce è la diagnosi.

Il trattamento è generalmente incruento: fisioterapia (ginnastica medica assistita) e/o busto ortopedico sono presidi comuni, tuttavia nei casi più difficili non si può escludere l'intervento chirurgico di riduzione.

Indicazioni alle attività sportive specifiche non ne esistono; è prassi consigliare ai pazienti una regolare attività fisica. Ad oggi gli addetti del settore consigliano di associare alla ginnastica medica assistita attività che aumentano il tono e la coordinazione muscolare senza gravare con carico sulla schiena: la corsa ed il fondo in genere sono dunque discipline sconsigliabili.

Per la scoliosi è preferibile un'attività controllata in palestra con macchinari per la tonificazione muscolare, il ciclismo in pianura, il nuoto (preferibilmente lo stile dorso, infatti gli altri stili accentuano la condizione clinica del dorso curvo, cioè la gobba e quindi vanno evitati) e tutte quelle discipline sportive che stimolano la coordinazione e l'attività neuromuscolare facilitando l'elongazione e riducendo i carichi biomeccanici sul rachide.

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