Donna che si gratta la pancia

La scabbia è una malattia cutanea da parassiti pruriginosa, altamente contagiosa causata da una infestazione da parte di un parassita, detto “Acari Sarcoptes Scabiei”. Gli acari della scabbia sono piccoli parassiti ad otto zampe piccoli, lunghi tra uno e tre millimetri, capaci di scavare nella pelle dei tunnel, dei canali ove crescere e proliferare.

Cos'è la scabbia?

Questi parassiti che infestano gli esseri umani sono di sesso femminile (i maschi sono circa la metà delle dimensioni precedentemente indicate) e si possono visualizzare bene con una lente d'ingrandimento o un microscopio. Strisciano, ma non sono in grado di volare o saltare, sono immobili a temperature inferiori a 20°C, anche se possono sopravvivere ed incubare per periodi prolungati.

Come si trasmette la scabbia?

Gli acari della scabbia possono vivere solo fuori di un corpo ospite per 24-36 ore nella maggior parte delle condizioni. Il contatto diretto pelle a pelle è la modalità di trasmissione. Il contatto sessuale è la forma più comune di trasmissione tra i giovani sessualmente attivi, e la scabbia è stato considerato da molti come una malattia a trasmissione sessuale, anche se non tutti i casi vengono trasmesse sessualmente.

Altre forme di contatto fisico, come le madri che abbracciano i loro figli, sono sufficienti per diffondere gli acari. Nel corso del tempo, amici e parenti possono contrarre in questo modo la malattia.

Un veicolo può essere rappresentato dagli animali (gatti e cani), che tuttavia vengono colonizzati da acari parassiti diversi (si chiama rogna in questo caso).

Quali sono i luoghi a più alto rischio di contagio di scabbia?

La infestazione da scabbia si può verificare in tutto il mondo ed è molto comune (sono stimati trecento milioni di casi ogni anno in tutto il mondo), più comunemente si verificano in posti affollati come case di cura, ospedali, scuole, strutture di assistenza a lungo termine, ed altre istituzioni.

Quali sono i sintomi della scabbia?

Clinicamente la scabbia si caratterizza per un prurito severo e implacabile, sintomo predominante, spesso associato a un rash cutaneo con ponfi rossi, vesciche, piccoli cunicoli rossi sulla pelle e prurito implacabile. Il prurito porta a graffi frequenti, che possono predisporre la pelle alle infezioni secondarie.

La condizione della scabbia può comportare formazione di cunicoli a tela tra le dita (piccole proiezioni filiformi), i polsi, le spalle e i gomiti, ma anche ginocchia, vita e fianchi, pieghe ascellari, schiena, piedi e zone genitali non vengono risparmiate (ivi si possono presentare papule). L'eruzione da scabbia è spesso evidente sulla testa, sul viso, collo, mani e piante dei piedi, specie nei neonati e nei bambini molto piccoli.

La manifestazione clinica della malattia è tardiva rispetto alla infezione; in genere ci si accorge della infestazione a due mesi, mediamente, dal momento del contagio, e spesso sono i graffi indotti dal grattamento per il prurito, ad allertare il paziente (comuni sono le infezioni secondarie al graffia mento della cute). Il prurito da scabbia è insidioso e implacabile e peggiora nel corso delle settimane, con acme specie nelle ore notturne, rendendo impossibile il sonno; eczema, orticaria, e così via sono sintomi successivi.

Come si diagnostica la scabbia

La diagnosi definitiva è basata sulla ricerca microscopica del parassita, raschiando la pelle lateralmente con una lama di bisturi su una superficie di una tana ed esaminando la raschiatura microscopicamente (è possibile identificare acari ed uova).

Se i caratteristici reperti fisici sono presenti, la scabbia può spesso essere trattata. Il test Polymerase Chain Reaction (PCR) è da usare quando il rilevamento microscopico non è attendibile e permette di identificare il materiale genetico degli acari della scabbia che possono essere rilevati anche in biopsie cutanee.

Come si cura la scabbia?

La cura della scabbia è piuttosto facile, attraverso la somministrazione di farmaci scabicidi. Nel trattamento della scabbia i passi da seguire sono i seguenti:

  • Applicare un acaro-killer come la permetrina, in creme o oli, applicati sulla cute dal collo in giù, tenuti per tutta la notte e poi lavati via al mattino; questa applicazione è generalmente ripetuta in sette giorni.
  • Un trattamento alternativo è l’uso di lozioni o creme di lindano, applicate dal collo in giù e rimosse dopo circa otto ore. Il lindano non deve essere usato nelle donne in gravidanza o che allattano, negli anziani, o nelle persone con piaghe della pelle nel sito di applicazione, bambini di età inferiore ai 2 anni di età.

E’ fondamentale poi il lavaggio e la sterilizzazione di tutti gli ambienti e degli indumenti usati dalla persona infetta; guarire la persona diviene inutile se le fonti di infestazione sono parassitate.