Il peritenonio è un tenue strato di tessuto connettivo lasso che avvolge il tendine, dalla cui faccia profonda si distaccano vari segmenti che penetrano nel tendine stesso per inguainarne i fasci primari e secondari

In anatomia, il peritenonio è un tenue strato di tessuto connettivo lasso che avvolge il tendine, dalla cui faccia profonda si distaccano vari segmenti che penetrano nel tendine stesso per inguainarne i fasci primari e secondari.Questo strato sottile di tessuto connettivo lasso è composto da fibre intrecciate che avvolgono il tendine conferendogli compattezza e permettendo alle fibre tendinee di essere adese le une alle altre. Esso strutturalmente si continua con il periostio (che riveste le ossa) a livello delle zone di attacco del tendine sullo scheletro e con il perimisio, che riveste il tessuto muscolare. È dunque una sorta di guaina, un “cappotto” che avvolge il tendine, che si può infiammare. Il termine peritendinite e tenosinovite descrive appunto una patologia che coinvolge i componenti strutturali del perite nonio, comune negli adulti di età compresa tra trenta e cinquanta anni.

Questa infiammazione riconosce sicuramente una predisposizione personale (struttura fragile, malattie metaboliche come il diabete, uso di farmaci che indeboliscono il peritenonio) che si associa a fattori di rischio vari ambientali (usura, traumi, sport, lavoro, eccetera).

I sintomi classici di una peritendinite sono:

  • dolore localizzato ed edema con gonfiore della regione infiammata
  • morbidezza al tatto del tendine interessato, dolente alla pressione
  • sensazione di crepitio e limitazione funzionale dolente del tendine se sollecitato
  • perdita di forza del tendine interessato
  • episodi di formicolii ed addormentamento della regione interessata dalla infiammazione

Dignosi della Peritendinite

La diagnosi è prevalentemente clinica, ma l’ecografia articolare può essere una soluzione in presenza di dubbi sulla diagnostica clinica. L’intervento terapeutico in sé è semplice:

  • Messa a riposo del tendine interessato (dalla astensione del gesto atletico o del movimento usurante, sino all’uso di tutori o ortesi per bloccare il tendine).
  • Ghiaccio (crioterapia con applicazione giornaliera specie nei primi giorni); nelle forme cronicizzate l’applicazione di fonti di calore può essere utile per vascolarizzare attorno la struttura tendinea e favorirne i processi riparativi.
  • Farmaci: si usano anti-infiammatori non steroidei e steroidei (cortisone), per uso topico (locale) che sistemico (per bocca o intra-muscolo).
  • Fisioterapia: applicazioni locali di TENS o Frems e laser possono ridurre il dolore, accelerare i tempi di recupero della infiammazione e ricondurre al ripristino funzionale.
  • Infiltrazioni locali: è usato con discreto successo l’uso di fans locali, cortisone, gel piastrinico (PLP) e ozonoterapia.

Se non trattata la peritendinite può essere invalidante ed evolvere in tendinite con rischio di lesione del tendine o rottura.