Immagine che rappresenta i reni nel corpo umano

La nefropatia diabetica rappresenta un insieme di manifestazioni cliniche che interessano la patologia renale nel diabete mellito, complicanza associata alle alterazioni metaboliche della malattia e ad un substrato predisponente genetico non indifferente. Nel diabete il rene si può ammalare a causa della stessa malattia diabetica, con manifestazioni cliniche varie, come  aumento della albumina e delle proteine nelle urine (albuminuria e proteinuria) per aumentata escrezione patologica, riduzione del filtrato glomerulare (glomerular filtration rate, GFR), aumento della pressione sanguigna (ipertensione arteriosa) secondaria al danno renale, alterazioni della retina oculare (retinopatia diabetica).  

Se mal gestita, la nefropatia diabetica può evolvere sino alla insufficienza renale terminale, con i reni che non funzionano e costringono il paziente o a un trapianto renale o a costante dialisi.

Cos'è la nefropatia diabetica?

Dal punto di vista strutturale la nefropatia si caratterizza con modificazioni di tutti i compartimenti renali della unità funzionale del rene (nefrone):

  • ispessimento delle membrane basali
  • perdita di podociti
  • ipertrofia glomerulare e tubulare
  • espansione della matrice mesangiale
  • glomerulo sclerosi nodulare o diffusa
  • fibrosi tubulo-interstiziale.

Quali sono i sintomi della nefropatia diabetica?

I danni hanno presentazione e aspetto variabile, sia per il diabete di tipo 1 che per il diabete di tipo 2, tant’è che oggi si dà molto spazio alle informazioni derivanti da indici della funzione renale precedentemente indicati: la GFR (glomerular filtration rate) e la escrezione urinaria di albumina. Sono diversi gli stadi che si identificano nella evoluzione della nefropatia, in ogni caso la microalbuminuria (escrezione urinaria di albumina normalmente compresa tra 30 e 300 mg/24 ore o 20-200 µg/min) è il più semplice e sensibile parametro per rilevare il rischio di nefropatia ed il suo andamento. La microalbuminuria, associata a iperfiltrazione glomerulare, rappresenta la più precoce prova di nefropatia diabetica. Si parla di macroalbuminuria (albuminuria >300 mg/24h o >200 µg/min; proteinuria >500 mg/24h) o sindrome nefrosica (proteinuria >3,5 g/24h) quando la patologia renale evolve in modo drastico e sfavorevole. Con la comparsa di macroalbuminuria, ma già in presenza di microalbuminuria, il GFR si riduce progressivamente e gradualmente, ma tale evoluzione è modificabile dal trattamento.

Numerosi studi clinici hanno confermato una relazione diretta tra iperglicemia e progressione del danno renale nel diabete dall’altro, ma hanno anche dimostrato che la stabilizzazione della glicemia ripristina il funzionamento renale e ne previene i danni, da qui la conferma che la nefropatia diabetica e la conseguente ipertensione sono un danno secondario alla mala gestione del diabete.

Quali sono le cause della nefropatia diabetica?

I fattori genetici correlati alla nefropatia diabetica, anche se studiati, sono ancora una ipotesi da definire scientificamente, e coinvolgono geni che influenzano meccanismi di tipo metabolico, , relativamente ad una aumentata produzione di superossido a livello mitocondriale, che portano all’attivazione della via delle esosamine, dei polioli, della proteinchinasi C (PKC) e nella generazione di advanced glycation endproducts (AGE).

L'idea di base è che una alterazione geneticamente predeterminata del network delle citochine in sede renale favorisca la insorgenza della nefropatia diabetica in alcuni soggetti rispetto ad altri, interessando l’asse dei fattori di crescita (GH, IGF-1, platelet-derived growth factor o PDGF, vascular endothelial growth factor o VEGFconnective tissue growth factor o CTGF, l’endotelina-1 o ET-1 e il plasminogen activator inhibitor o PAI-1).

Come si diagnostica nefropatia diabetica?

Ad oggi, si può affermare che la misurazione della concentrazione urinaria dell’albumina ed il contemporaneo dosaggio della creatinina urinaria sono elementi essenziali per monitorare la presenza e la evoluzione della nefropatia diabetica, gran parte delle linee guida concorda nel raccomandare una sorveglianza semestrale o annuale della micro/macroalbuminuria anche dopo aver intrapreso terapia con bloccanti del sistema renina angiotensina. Il GFR deve essere valutato almeno annualmente in pazienti normoalbuminurici; più frequentemente in presenza di microalbuminuria e, soprattutto, in presenza di nefropatia conclamata.  La terapia, come detto, si basa su un miglior controllo della glicemia e sul controllo della pressione arteriosa (danno secondario).