simbolo di Pericolo di morteLa morte improvvisa da arresto cardiaco è l'emergenza più drammatica per chiunque faccia sport, e per un medico eventualmente presente, i margini in termini di tempo a disposizione per rianimare la vittima senza danno cerebrale residuo, sono esigui.

Le recenti cronache nazionali ed internazionali ci narrano di giovani vite di atleti stroncate da arresti cardiaci: perché? Come è possibile che un atleta, allenato, controllato, sottoposto a periodici controlli medici, può morire così, improvvisamente? Accade, più frequentemente di quanto si immagini, e solo la ribalta dei media mette a nudo il fenomeno che nella popolazione sopra i 35 anni riguarda circa uno ogni mille abitanti per anno (50.000 per anno nel nostro paese, e tali eventi non risparmiano neanche la popolazione più giovane).

arresto cardiaco costituisce il 10-15% delle morti totali, il 50% delle morti di pazienti con nota cardiopatia; spesso questo evento (il 75% dei casi) si verifica fuori dagli ambienti ospedalieri, e spesso si tratta di persone apparentemente sane: la morte avviene entro un’ora dai primi disturbi, ma spesso è istantanea e coincide con il primo sentirsi male.

L'arresto cardiaco in questi casi è inatteso e determinato in prevalenza da un attacco cardiaco o infarto cardiaco che può essere indotto da eventi accidentali:

  • trauma toracico;
  • annegamento, soffocamento;
  • folgorazione elettrica;
  • intossicazione da farmaci o droghe.

In molti casi, tuttavia, non vi sono segnali o cause evidenti, in tal caso bisogna prendere in considerazione possibili malformazioni del tessuto di conduzione cardiaco, l’impianto elettrico del cuore, che gestisce l’impulso di contrazione del cuore stesso. L'aritmia che determina l'arresto cardiaco e la morte improvvisa è più spesso la fibrillazione ventricolare, una aritmia che impedisce al cuore di contrarsi ritmicamente: le contrazioni sono scoordinate, e la regolare azione di pompa del sangue da parte del cuore viene meno, sicché la circolazione del sangue si arresta istantaneamente, il soggetto perde coscienza, respiro e polso e cade a terra o si accascia inanimata. Dunque, nella morte improvvisa dovuta ad arresto cardiaco, i meccanismi elettrici che regolano il battito cardiaco ad un certo punto “impazziscono” e il cuore non pompa adeguatamente il sangue: se non si interviene adeguatamente, il paziente in genere muore entro 10 minuti circa dall’evento. Ancora oggi la mortalità delle persone colpite è elevata (il 95-99% dei pazienti colpiti da arresto cardiaco non sopravvive).

Se in qualche modo si accetta la possibilità che un evento traumatico induca un arresto cardiaco, tuttavia è difficile accettare l’idea che il cuore si arresti senza un motivo valido. Ed in effetti, con tutte le dovute cautele e distinguo, un motivo c’è sempre, e si vuol provare a fare una sintesi di quelle cause o fattori che predispongono all’arresto cardiaco:

  • Predisposizione familiare/ereditarietà: studi clinici dimostrano, senza ombra di dubbio, che se in famiglia ci sono stati decessi di questo tipo, i familiari in linea diretta ed indiretta sono più a rischio di altri di avere un arresto cardiaco. A questi soggetti si consigliano controlli ed esami clinici frequenti e specialistici e bisogna dunque raccomandare uno screening cardiaco accurato per chi ha avuto un familiare deceduto per Sads. Il tutto sarebbe da ricondursi a difetti congeniti nel sistema di conduzione del segnale elettrico di contrazione del muscolo cardiaco, che inducono una sorta di cortocircuito sotto stress.
  • Patologie coronariche occlusive o aritmie sconosciute: molti casi di arresto cardiaco sono stati riscontrati essere secondari a patologie del cuore o delle coronarie che anche un semplice elettrocardiogramma avrebbe potuto prevedere. Questa grossa quota di morti improvvise dunque potrebbero essere evitate con semplici esami di routine. Non sono infatti infrequenti soggetti che da anni o da sempre non hanno fatto un elettrocardiogramma!
  • Squilibri idroelettrolitici: in alcuni casi una alterato equilibrio idrosalino dell’organismo espone il cuore, che è un muscolo, quasi come i muscoli del resto del corpo, ad uno stress silente che può deteriorare nel tempo la sua funzionalità. E’ dunque essenziale verificare la propria condizione elettrolitica, stando attenti, specie durante attività sportive intense e prolungate, condotte in ambienti caldo-umidi, a idratarsi con regolarità. In questi casi infatti, lo shock termico, la disidratazione, e lo squilibrio di Sali possono indurre sul cuore un vero e proprio cortocircuito.
  • Farmaci: non bisogna necessariamente pensare al doping quando si parla di arresti cardiaci indotti da farmaci. Ci sono tantissimi farmaci, di uso comune (ace-inibitori, beta-bloccanti, calcio-antagonisti, ansiolitici ed antidepressivi), per tante patologie, che è stato dimostrato scientificamente possono “intaccare” la funzionalità cardiaca: per fare un esempio, gli anti-infiammatori, sia di vecchia che di nuova generazione, è stato dimostrato che a vario titolo e grado hanno un effetto ischemizzante su un cuore sano, dunque, sotto stress, possono anche contribuire all’evento Sads. Il consiglio, nel caso in cui si è sotto farmaci per qualsiasi patologia, è quello di ridurre i carichi di lavoro sportivo, in attesa di smaltire il medicinale e le sue scorie.
  • Alimentazione: è ovvio che l’equilibrio alimentare gioca un ruolo importante in una attività sportiva, lo gioca ancora di più se eccessi o deficit alimentari possono inficiare la funzione cardiaca. Mangiare troppo poco o troppo o male: un pasto iperlipidico o iperproteico può addensare il sangue e dunque esporre anche un soggetto sano al rischio di Sads. Da qui la necessità di una seguire sempre un dieta alimentare sana, equilibrata, senza eccessi.
  • Carico di lavoro: non è un segreto. Se un soggetto, non allenato, sedentario, magari in sovrappeso, lo metti a correre per 10 km di seguito, lo esponi al rischio di Sads. L’approccio alla attività sportiva deve essere graduale e misurato allo sforzo da affrontare: questo consiglio vale soprattutto per coloro che durante la settimana non fanno nulla e poi si “sparano” 60 minuti di partita di calcetto tra scapoli e ammogliati come se fosse la finale di calcio Italia-Germania. Puoi anche non rinunciare a questa partita, ma durante la settimana un paio di allenamenti servono proprio per evitare il rischio di Sads.
  • Squilibri ormonali o malattie di base: spesso non si è a conoscenza di soffrire di malattie metaboliche che possono alterare indirettamente la capacità e la funzionalità cardiaca. Un esempio su tutti è rappresentato dalle disfunzioni della tiroide, piccola ghiandola deputata a diverse funzioni nel nostro organismo. In casi di infiammazioni o iper-funzionamenti della stessa, l’ormone prodotto in circolo può determinare delle accelerazioni della frequenza cardiaca che espongono il soggetto ignaro a Sads. Anche le malattie reumatiche, alterando la fluidità del sangue, espongono i soggetti a Sads.

E' possibile verificare chi è un soggetto a rischio? Come si può evitare di incorrere nella temibile Sads?

Per saperne di più leggi la seconda parte...La morte improvvisa (Sads: Sudden Adults Death Syndrome), evenienza più frequente di quanto non si immagini.

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