Dito a ClicLa malattia di Forestier, questo nome deriva dal medico che nel 1937 descrisse tale patologia, il dr Forestier, come osteoartrite secca trapezio metacarpale o rizartrosi. Questa patologia rientra come si intende tra le malattie artrosiche e si presenta prevalentemente nelle donne, in età menopausale, riconosce una predisposizione familiare, e si caratterizza per un progressivo deterioramento della capacità di presa e pinza del primo dito, il pollice appunto, a seguito di un processo di usura e degenerazione che colpisce la base dello stesso, in particolare l'articolazione che congiunge osso del metacarpo con osso trapezio (da qui il nome di rizartrosi, risos = base).

Il processo che porta al cosidetto dito a scatto, in genere coinvolge entrambi i pollici, ma i casi monolaterali sono anche frequenti. Alla limitazione funzionale si associa anche un quadro caratterizzato da dolore e da progressiva deformazione con gonfiore della parte interessata.

La diagnosi della malattia di Forestier si basa sulle informazioni che il paziente fornisce e su radiografie ed eventuale ecografia dei tessuti coinvolti: TC e risonanza magnetica sono da prendersi in considerazione quando la patologie è fortemente debilitante e si debba prendere in considerazione l'intervento chirurgico; gli esami ematochimici possono essere utili qualora si sospetti che la malattia abbia una componente reumatica (ad esempio l'artrite psoriasica).

La terapia per la malattia di Forestier si base su diversi presidi:

  • Termoterapia (freddo ed umidità aggravano la patologia, per cui fonti di calore o anche i fanghi termali risultano utili nell’attenuare i sintomi e ridurre le recidive).
  • Uso di ortesi e ausili che agevolino i movimenti, facilitino presa e pinza della mano e riducano il carico sulle articolazioni interessate dal processo infiammatorio
  • Fisioterapia: la terapia strumentale e manuale hanno la funzione l’una di ridurre il processo infiammatorio, l’altra di facilitare il recupero funzionale (spesso i pazienti perdono la capacità di coordinazione del dito stesso rispetto alla mano)
  • Infiltrazioni: localmente si possono usare, per via intra-articolare, o cortisonici (qualora il processo infiammatorio prevalga su quello degenerativo) o derivati dell’acido ialuronico con azione “lubrificante” (qualora il processo degenerativo usurante prevalga sull’aspetto infiammatorio).
  • La chirurgia percutanea è da prendersi in considerazione, come detto, nei casi più gravi ed invalidanti.

Ti è piaciuto questo articolo sulla Malattia di Forestier (dito a scatto)? Puoi dire la tua tramite l'apposito spazio dei commenti sottostante.